roberto tomasi autostrade

AUTOSTRADE PERDUTE – ATLANTIA BLOCCA IL PIANO DI INVESTIMENTI DA 14,5 MILIARDI DOPO IL NO DI CDP-SACE AL PRESTITO DI STATO. IL GRUPPO SI LIMITERÀ SOLO ALLE MANUTENZIONI FINO ALL’ESAURIMENTO DEI 900 MILIONI APPENA EROGATI AD ASPI – LA CONTROMOSSA SERVE PER METTERE ALL’ANGOLO IL GOVERNO: IL RIFIUTO DI CDP E SACE SI FONDA SUL DECRETO MILLEPROROGHE. PROPRIO QUELLO CHE HA CAUSATO IL TAGLIO DEL RATING DEI TITOLI DI ASPI A LIVELLO SPAZZATURA

 

 

 

Umberto Mancini per “il Messaggero”

 

carlo bertazzoelicoidale ponte morandi

E' scontro tra Atlantia e il governo. Il blocco di Stato dei prestiti garantiti chiesti da Autostrade per l' Italia - con il rifiuto di Cdp e Sace a concedere ossigeno finanziario al gruppo in crisi di liquidità - ha fatto scattare la contromossa. La holding dei Benetton ha deciso, in un cda straordinario svoltosi ieri, di lanciare un deciso segnale di allarme invitando la controllata, Aspi appunto, ad utilizzare i 900 milioni appena erogati dalla capogruppo solo per manutenzione e messa in sicurezza della rete fino ad esaurimento. Congelando così tutti gli investimenti programmati.

roberto tomasi autostrade per l'italia

 

Il motivo è legato all' ostracismo delle finanziarie di Stato che non hanno aderito alle richieste di Aspi trincerandosi dietro l' articolo 35 del Milleproroghe, quello che mette a rischio la concessione autostradale e quindi non consente di avere certezze sul futuro della società.

 

VIA ALLE AZIONI LEGALI

LUCIANO BENETTON

Il paradosso è che è proprio la norma voluta dal governo ad avere causato il taglio del rating dei titoli di Aspi a livello spazzatura. Un giudizio che pesa come un macigno sul fronte dei finanziamenti e che è legato all' esito della trattativa con l' esecutivo sulla concessione.

 

STEFANO BUFFAGNI

Ora, il fatto che nessun istituto privato conceda prestiti ad Aspi proprio a causa del rating negativo, aggiunto al crollo del traffico autostradale effetto del lockdown (la perdita di ricavi è valutata in 1 miliardo nel 2020) ha ridotto ai minimi termini la cassa mandando in angolo l' azienda che si è rivolta prima a Cdp (dove era stata già attivata una linea di credito da 1,3 miliardi, ora congelata) e poi alla Sace. E questo alla luce dei provvedimenti del governo per sostenere le imprese in crisi.

roberto tomasi 1

 

Come si può intuire, il rifiuto non è solo di tipo procedurale - che, anzi, a rigor di legge non potrebbe essere eccepito - ma anche politico. Basti ricordare che pochi giorni fa Stefano Buffagni, esponente di spicco dei 5Stelle, aveva lanciato l' ennesima fatwa invitando Cdp, Sace e le grandi banche a non concedere un euro ai Benetton perché «colpevoli del crollo del Ponte di Genova».

 

LOGO SACE SIMEST

Ciò in barba alla norma che, come detto, non fa distinzione di sorta.Atlantia ora chiede chiarezza. Anche perché, nonostante i numerosi solleciti, non ha ancora avuto risposte dall' esecutivo. Questo «contesto - si spiega in una nota - ha determinato e continua a determinare gravi danni all' intero gruppo e genera preoccupazione sul mercato e a tutti gli stakeholder». Nel mirino, come sempre, sono «le modifiche introdotte in modo unilaterale e retroattivo con l' articolo 35 del Milleproroghe che ha stravolto il quadro di riferimento previsto nella Convenzione Unica - punto fermo per investitori e istituti finanziatori - determinato il downgrade del rating a livello sub investment grade di Atlantia e Aspi, rendendo particolarmente difficile l' accesso ai mercati finanziari».

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

 

La nota stigmatizza il no di Cdp «con la quale nel 2017 era stata definita una linea di finanziamento di cui restano ad oggi inutilizzati 1,3 miliardi», che a fronte della «richiesta di Aspi di inizio aprile per un importo di 200 milioni, non ha ritenuto di dar corso finora ad alcuna erogazione».

 

CONTRO OGNI REGOLA

ponte morandi

 Il cda esprime poi forte preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate mercoledì 20 maggio da un esponente del governo, Buffagni appunto, secondo «le quali alla controllata Aspi dovrebbe essere precluso l' accesso alla garanzia pubblica». «Affermazioni - osserva il cda - che contrastano con lo spirito e il dettato del decreto e basate piuttosto su valutazioni e criteri di natura ampiamente discrezionale e soggettiva verso chi sta dando un importante contributo allo sviluppo infrastrutturale del Paese, mediante un piano di investimenti di 14,5 miliardi, dai rilevanti effetti sull' occupazione diretta e indiretta».

a genova il varo del primo impalcato del nuovo ponte

 

Infine, l' affondo. Atlantia, «che deve tutelare 31.000 dipendenti di cui 13.500 in Italia oltre all' indotto, oltre a rispondere ai propri creditori, ai bondholders e alle controparti commerciali, oltre che a più di 40.000 azionisti nazionali e internazionali», non può «non valutare di intraprendere azioni a tutela dei propri interessi». E in attesa degli esiti del confronto con Palazzo Chigi sospende gli investimenti programmati.

 

IL REPERTO 132 DEL PONTE MORANDI DI GENOVA

Finora, di là di qualche contatto, nessuna risposta ufficiale è arrivata dal governo, nonostante il premier Giuseppe Conte avesse dato pubblicamente la propria disponibilità a valutare delle proposte, che sono state formulate da Aspi il 5 marzo. Il silenzio dell' esecutivo e l' ostracismo sul fronte del credito proprio mentre si stanno riversando sulle imprese diverse decine di miliardi di fondi pubblici non sono comprensibili ad analisti e investitori esteri, che iniziano a chiedersi a chi possa giovare questo immobilismo.

 

demolizione palazzo via porro 10, sotto ponte morandi 2

Adesso la preoccupazione che circola con sempre maggiore forza tra analisti e fondi d' investimento è che si stia delineando un disegno per far perdere sempre più valore alla società, stringendola nella morsa dell' inattività, per avviare una nazionalizzazione a poco prezzo e contro ogni regola.

demolizione ponte morandi 9demolizione ponte morandi 8camion basko ponte morandicamion basko ponte morandi

 

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO