FANNO IL BOT O NO? - IL DEBITO ITALIANO, COME QUELLO GRECO, VA A RUBA EPPURE DRAGHI HA AUMENTATO IL MARGINE DI GARANZIA SUI PRESTITI CHE EROGA LA BCE SUI BOT: LO TRATTA COME SE FOSSE MENO SICURO DI PRIMA

Federico Fubini per "la Repubblica"

In sordina, il mese aprile ha portato una novità che sta producendo una corrente sotterranea di tensione fra il Tesoro e la Banca centrale europea. Per l'Eurotower si è trattato di un aggiustamento tecnico. Per l'Italia invece è stato un inatteso declassamento del suo debito a breve termine, cioè dei Bot, che minaccia di ridurre la liquidità che le banche potranno attingere all'Eurotower. E che succeda ora, proprio quando la fiducia sembra tornare sui Paesi del sud Europa, non fa che irritare i tecnici del Tesoro a Roma ancora di più.

Quella della Bce a prima vista è solo una piccola correzione: ha rivisto il significato di alcuni dei rating con i quali lavora ogni giorno. Ogni settimana la banca centrale presta decine o centinaia di miliardi agli istituti dell'area euro, ricevendo da loro dei titoli in garanzia. Nell'ipotesi estrema che una banca fallisca, la Bce sa che potrà dunque recuperare il prestito vendendo quei titoli.

Per esempio, le banche italiane presentano in garanzia per lo più Btp - ma anche Bot - e ricevono da Francoforte denaro liquido. La quantità di finanziamenti che il mondo del credito riceve dall'Eurotower dipende dunque dal valore che la Bce stessa assegna alle garanzie: più la qualità dei titoli offerti è considerata alta, più denaro la Bce presta a fronte di ciascun bond in garanzia.

E' qui che fra Roma e Francoforte si sono accese le tensioni. Fino al mese scorso infatti le banche che presentavano garanzie in Bot pari a 100 euro di valore nominale, ricevevano dalla Bce prestiti per 99,5 euro: la "sforbiciata" dello 0,5% serviva all'Eurotower come ulteriore margine di garanzia nello scenario, anch'esso estremo, di default del Tesoro italiano che ha emesso quei titoli.

Dal primo aprile qualcosa però è cambiato: la "sforbiciata" che la Bce impone sui Bot non è più dello 0,5%, ma del 6%. Garanzie in Bot per 100 euro fruttano a una banca solo 94 euro di prestiti dall'Eurotower. Tecnicamente la decisione deriva da un aggiustamento su Dbrs, la più piccola delle agenzie di rating usate dalla Bce per stimare le garanzie. Ma il significato più generale è chiaro: l'Eurotower tratta il debito italiano come fosse molto meno sicuro di prima.

Lo accetta solo a patto di una maggiore cautela. Paradossalmente però lo stesso adeguamento non è ancora scattato sui Btp, che continuano ad avere una "sforbiciata" dello 0,5% anche se sono a più lunga scadenza. Giuseppe Maraffino, di Barclays, stima che per ora le banche italiane non dovrebbero subire un forte impatto negativo dalla svolta dell'Eurotower, perché non usano molti Bot alle aste della Bce. Se però la Bce dovesse declassare anche i Btp come ha già fatto sui Bot, l'accesso dell'Italia alla liquidità in euro diventerebbe più problematico.

I tecnici del Tesoro considerano la decisione fuori tempo, proprio ora che i titoli dell'Italia e degli altri Paesi in crisi tornano a ispirare fiducia. Il Btp Italia a sei anni, all'asta lunedì prossimo, avrà una cedola dell'1,65%. E malgrado un debito pubblico che viaggia verso il 135% del Pil, il Btp decennale dell'Italia rende oggi il 3,21% (era al 4,8% nel giugno scorso). Ieri sono stati collocata all'asta 7,25 miliardi di Btp a 3,7 e 30 con tassi sempre più bassi (il triennale sotto l'1%). Anche con un'inflazione bassa che tiene alto il peso reale degli interessi, il debito costa oggi meno di un anno fa.

In questa trasformazione l'Italia non è sola. Il rendimento del titolo decennale del Portogallo è crollato nell'ultimo anno dal 6,3% a meno del 4%, benché Lisbona non sia ancora fuori dal piano di salvataggio e il suo debito stia avvicinando livelli italiani. Nei giorni scorsi il bond a cinque anni della Spagna, per breve tempo, è arrivato a rendere meno del pari grado americano: un record impensabile fino a pochi mesi fa per un Paese segnato dalla recessione più grave della fine della dittatura.

E persino la Grecia, che solo due anni fa ha fatto il default più grande della storia, questa settimana è riuscita ad emettere un bond a cinque anni con cedola di meno del 5%. Il debito pubblico di Atene è ancora al 175% del Pil e nessuno si illude che sia davvero in grado di ripagarlo, o anche solo sostenere gli interessi.

Ma agli investitori per ora non interessa: l'abbondanza di liquidità immessa sui mercati dalla Federal Reserve e dalla Bank of Japan, più i rendimenti quasi zero sui bond ovunque in Occidente, spingono il denaro sempre più lontano. Dopo il panico degli anni scorsi, nessuno oggi sembra più percepire il rischio del Sud Europa. Nessuno, a quanto parte, meno la Banca centrale europea

 

Eurotower EUROTOWER BCEdebito pubblico NewsExtra DEBITO PUBBLICO

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...