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BOIA DEF – TRA UNA SETTIMANA IL GOVERNO DOVRÀ APPROVARE IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA, CHE QUEST’ANNO SARÀ IN MODALITÀ LIGHT. PER FORZA: I SOLDI NON CI SONO E GIORGETTI SI LIMITERÀ A CERTIFICARE UNA CRESCITA INFERIORE ALLE ATTESE. IL MINISTRO AMMETTE: “LA PROCEDURA DI INFRAZIONE È SCONTATA” – GUAI IN ARRIVO PER LA MANOVRA DEL PROSSIMO ANNO: L’ITALIA DOVRÀ RIDURRE IL DEFICIT STRUTTURALE DELLO 0,5% ALL’ANNO. NON SI SCAPPA: SERVIRANNO TAGLI O NUOVE TASSE…

GIANCARLO GIORGETTI - QUESTION TIME ALLA CAMERA

1 - SALE IL DEFICIT E CALA LA CRESCITA I TIMORI DI GIORGETTI SUL DEF "L'EUROPA APRIRÀ UNA PROCEDURA" IL MINISTRO SUI CONTI PUBBLICI "

Estratto dell’articolo di Sandra Riccio per “la Stampa”

 

Meno Pil e una strada in salita per il governo Meloni alle prese con un debito da abbattere e nuove risorse da reperire. È quanto contenuto nel Def, il Documento di economia e finanza che molto probabilmente sarà approvato dal Consiglio dei ministri già entro il 10 aprile.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

Quest'anno avrà «una conformazione leggermente diversa rispetto al passato, sicuramente più leggera» ha spiegato ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti parlando alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. In ogni caso […] prenderanno forma i numeri aggiornati sulla crescita e sui conti pubblici del nostro Paese. Questo mentre, con l'enorme indebitamente raggiunto nel 2023, sull'Italia incombe una procedura d'infrazione Ue. Nel Documento in lavorazione l'economia italiana, secondo indiscrezioni, cresce meno di quanto atteso. Sia per quest'anno sia per il prossimo.

giorgia meloni ursula von der leyen kiev

 

Nel 2024 il Pil è visto aumentare dell'1% e non più dell'1, 2% come indicato in settembre. Per il 2025, Roma prevede invece una crescita dell'1, 25%, in calo rispetto al precedente obiettivo dell'1, 4%. Si tratta di numeri che risultano tuttavia più ottimistici rispetto a quelli diffusi da Banca d'Italia, dalla Commissione europea e dall'Ocse che per l'Italia vedono una crescita inferiore all'1% nel 2024 e intorno all'1, 2% nel 2025.

 

Nel Def in arrivo la sorpresa sarà rappresentata dal rapporto deficit/Pil che il governo vede per quest'anno sotto al 4, 5%, «vicinissimo» al 4, 3% stimato in ottobre e inferiore a quota 4% nel 2025.

 

Servirà arrivare almeno al 2026, secondo Bloomberg, per scendere sotto l'obiettivo del 3%. Un fattore di incertezza riguarda di sicuro l'utilizzo del Superbonus e dei bonus per la ristrutturazione degli immobili che hanno creato un enorme buco nei conti dello Stato nel 2022 e nel 2023. Proprio oggi si chiude il capitolo degli sconti in fattura e della cessione del credito per il 2023.

GIANCARLO GIORGETTI - FOTOMONTAGGIO DEL FATTO QUOTIDIANO

 

[…] Questi incentivi hanno portato il rapporto deficit/Pil dello scorso anno al 7, 2%, superando ampiamente l'obiettivo del governo del 5, 3%, e minacciano di portare l'enorme debito pubblico italiano su un sentiero in salita rispetto al 137, 3% del Pil registrato nel 2023. Proprio al rapporto deficit/Pil è legato l'avvio della procedura Ue che scatta, secondo le regole di Bruxelles, sopra il limite del 3%.

 

Questo passo nei confronti di Roma è ormai «scontato». Lo ha detto ieri il ministro Giorgetti che ha spiegato che «la Commissione europea aprirà una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia, della Francia e di altri dieci Paesi». Giorgetti, che ieri ha anche detto di non essere interessato al ruolo di commissario Ue, ha poi aggiunto che Roma è già in linea con i requisiti previsti dall'Ue sul piano di rientro per ridurre il deficit sotto il 3% del Pil nel tempo.

 

In ogni caso, la procedura d'infrazione rappresenterebbe un passaggio che, se avviato, imporrebbe all'Italia di ridurre il deficit strutturale di un minimo dello 0, 5% del Pil l'anno. Il risultato sarebbero nuove cure dimagranti e nuovi tagli alla spesa pubblica in un momento in cui il governo è impegnato a replicare misure come il taglio del cuneo e l'Irpef a tre aliquote.

giorgia meloni ursula von der leyen a lampedusa

 

[…] Dal debito arriveranno gli ostacoli più insidiosi per il governo Meloni che nel frattempo è a caccia di 20 miliardi – almeno – che serviranno per la manovra d'autunno. Saranno indispensabili per rifinanziare le misure varate nei mesi scorsi e per evitare gli aumenti di tasse garantiti dal taglio del cuneo e dall'Irpef a tre aliquote. Per reperire le nuove risorse tornerà in ballo l'ipotesi di privatizzazioni. […]

 

2 - L'INCUBO DEL DEBITO PER IL GOVERNO SUPERBONUS, BUCO DA 150 MILIARDI

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “la Stampa”

 

PATTO DI STABILITA - VIGNETTA DI GIANNELLI

[…]  Un quadro da far tremare i polsi: il debito pubblico veleggia verso i 2.900 miliardi (dal 2010 a oggi è cresciuto di mille miliardi); il deficit è alle stelle e spingerà la Commissione europea ad aprire una procedura per disavanzo eccessivo; la crescita galleggia intorno all'1% e lo spread ha ripreso a risalire costantemente verso i 150 punti base. In più, tra aprile e maggio le agenzie di rating (prima Standard & Poor's e Dbrs, quindi Fitch e Moody's) valuteranno le prospettive dell'Italia.

 

In vista di martedì prossimo, però, quando il Consiglio dei ministri darà il via libera al Def, il film che ha in mente il governo di Giorgia Meloni […] non prevede colpi di scena ma una trama già scritta: minimizzare e ribadire            che i conti migliorano e il Paese va meglio di altri, Germania in primis. Eppure, nel testo atteso in Parlamento non ci sarà alcun riferimento alle promesse elettorali del centrodestra.

GIANCARLO GIORGETTI - QUESTION TIME ALLA CAMERA

 

[…]  La versione light del Def consentirà all'esecutivo di rimandare a fine settembre, con la Nota di aggiornamento, le scelte di politica economica da mettere in campo per finanziare l'Irpef a tre aliquote, il taglio del cuneo fiscale, la riforma delle pensioni e la sanità. Solo per il fisco servono almeno 15 miliardi di euro, poi bisogna aggiungere le risorse per le famiglie e la natalità (la decontribuzione delle lavoratrici madri), il taglio del canone Rai, le spese indifferibili. Insomma, oggi i soldi non ci sono anche perché con il ritorno dei vincoli europei di bilancio è finita la stagione dei maxi scostamenti per coprire in deficit bonus e agevolazioni.

 

Sul quadro macroeconomico che verrà messo nero su bianco nel Def pesa anche la spada di Damocle del Superbonus, il cui impatto ha raggiunto i 150 miliardi. A giugno è atteso il verdetto di Eurostat sulla classificazione dei bonus edilizi del 2024, che svelerà al Mef se contabilizzare i crediti tutti nell'anno di sostenimento della spesa (come già accaduto per il 2023), o se sarà possibile spalmarli su più anni.

GIANCARLO GIORGETTI ALLA MANIFESTAZIONE WINDS OF CHANGE

 

I tecnici del Tesoro sono in riunione permanente, chiamati a definire la tabella tendenziale con gli indicatori di finanza pubblica. Il Pil quest'anno è stimato all'1%, una previsione ottimistica rispetto agli scenari immaginati dagli organismi internazionali; crescita che poi è prevista salire all'1,2% nel 2025. Il deficit, dopo il boom del 2023 certificato dall'Istat al 7,2%, dovrebbe attestarsi tra il 4,3 e il 4,4% quest'anno e poco sopra il 3,6% nel 2025. Secondo Bloomberg il disavanzo tornerà sotto il 3% solo nel 2026. […]

GIANCARLO GIORGETTI - VINCENT VAN PETEGHEM - CHRISTINE LAGARDE MERRY CHRISTMES - MEME BY EMILIANO CARLI

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