BPM: VENGHINO SIORI, VENGHINO - DOPO L’ARRAPAMENTO PER ARPE E L’ARREMBAGGIO DI BONOMI, ARRIVA IL FONDO CLESSIDRA: “VALUTIAMO L’INVESTIMENTO”. IL TITOLO, OF COURSE, S’IMPENNA (MA LA CONSOB CHE DICE?) - L’UNICA CERTEZZA è CHE I SINDACATI SI STANNO SCANNANDO: I VERTICI STANNO PER PRESENTARE UNA DENUNCIA PER COMPRAVENDITA DEI SINDACALISTI - NEL CAOS TOTALE, L’INTERVENTO (A GAMBA TESA) DI BANKITALIA SI AVVICINA…

1 - BPM: SPOSITO, STIAMO VALUTANDO SE E' INVESTIMENTO INTERESSANTE...
Radiocor - 'Siamo stati contattati dalle banche che curano il collocamento. Stiamo valutando se e' un investimento di interesse'. Cosi' Claudio Sposito, presidente e amministratore delegato del fondo Clessidra, in un colloquio con Radiocor conferma la valutazione in corso sul dossier Banca Popolare di Milano.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, Clessidra potrebbe investire fino a 200 milioni nella banca, partecipando all'imminente aumento di capitale. 'Siamo stati sollecitati, non siamo sponsor di nessuno', precisa. Secondo quanto riferiscono fonti finanziarie, l'intenzione di Clessidra sarebbe in ogni caso quella di muoversi in piena sintonia con la Banca d'Italia. Per questo e' probabile che nei prossimi giorni lo stesso Sposito possa recarsi a Palazzo Koch per approfondire l'argomento.

2 - BPM: FABI VALUTA ESPOSTO IN PROCURA SU 'COMPRAVENDITA' SINDACALISTI
Radiocor - La battaglia della Fabi nazionale contro le pratiche sindacali interne alla Banca Popolare di Milano si arricchisce di un nuovo capitolo. I vertici del sindacato, secondo quanto riferiscono a Radiocor fonti interne a Bpm, stanno valutando la possibilita' di presentare un esposto alla Procura di Milano per denunciare un eventuale prossimo passaggio di alcuni esponenti aziendali ad altre sigle sindacali.

Il sospetto della Fabi nazionale, secondo quanto si apprende, e' che questo passaggio potrebbe avvenire in cambio di contropartite materiali. Mercoledi' prossimo, intanto, e' in calendario il comitato direttivo centrale del sindacato, che se le attese saranno rispettate decidera' ufficialmente di commissariare la propria rappresentanza in Bpm.

3 - SINDACATI IN GUERRA TRA LORO. BPM NEL CAOS...
Giovanna Lantini e Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Banca d'Italia ha chiesto un aumento di capitale da 1,2 miliardi, ma forse non si andrà oltre gli 800 milioni. Banca d'Italia vuole una netta discontinuità nella gestione, ma le liste dei papabili per le prossime nomine esprimono i medesimi assetti di potere del passato. Banca d'Italia esige un rapido riequilibrio dei conti, ma non verranno rimborsati neppure gli onerosi Tremonti bond. Insomma, alla Banca Popolare di Milano nulla deve cambiare. Lo hanno deciso i sindacati interni, che da sempre, grazie al sistema di voto capitario, fanno il bello e il cattivo tempo attraverso l'associazione "Amici della Bipiemme".

Adesso però, il nuovo statuto faticosamente partorito due giorni fa dal board della banca milanese dovrà passare al vaglio della Banca d'Italia e niente autorizza a pensare che l'esame verrà passato con facilità. Anche perchè alcuni documenti interni di Bpm pubblicati ieri da Repubblica hanno alzato il velo sui meccanismi di lottizzazione della banca. Di fatto nessuno può diventare dirigente senza il placet dei sindacati interni, come viene messo nero su bianco nel testo dell'accordo che risale al giugno 2010. E' la conferma di quanto si sapeva da tempo. Alla Popolare di Milano comandano organi di potere occulti.

"No comment", è la reazione ufficiale della banca. E sarebbe sorprendente il contrario, visto che i vertici dell'istituto sono stati designati dagli stessi sindacati firmatari dell'accordo segreto. Ma Bankitalia? Che dirà Bankitalia? Intanto una prima risposta è arrivata dai sindacati nazionali. Ha rotto gli indugi la Fabi, che ha la maggioranza delle tessere sindacali della Bpm. Con un inedito schiaffo, la prima sigla bancaria italiana ha disarmato di fatto i suoi delegati interni alla banca sconfessandone ogni atto futuro. Per il passato, invece, non sono escluse azioni legali.

Gli avvocati del sindacato, infine, hanno già avuto mandato per valutare eventuali azioni di risarcimento danni "a tutela dell'immagine della Fabi". Il primo a farne le spese potrebbe essere il coordinatore interno Daniele Ginese. Non si è mossa solo la Fabi. La Fiba-Cisl che ha accettato le dimissioni immediate dei suoi rappresentanti interni stigmatizzando "la peggiore cultura corporativa". Più blanda la Uilca, seconda sigla in ordine di preferenze dei lavoratori del settore, che considera "indispensabile che venga al più presto superato qualsiasi tipo di lottizzazione e pratica equivoca".

La clamorosa sconfessione dei propri rappresentanti interni da parte delle sindacati nazionali complica ancora di più la partita per il controllo della banca. Gli Amici della Bipiemme hanno fatto asse con il finanziere Andrea Bonomi del fondo Investindustrial pronto a mettere almeno 100 milioni di denaro fresco e a lasciare mano libera, o quasi ai sindacalisti. I quali sono ben contenti di appoggiarlo per evitare l'intervento di Matteo Arpe, il banchiere (ex Capitalia) disposto a investire solo a patto che cambino le regole del gioco.

I sindacati nazionali ora però dichiarano di volersi attenere scrupolosamente alle indicazioni di Bankitalia, che nei prossimi giorni dovrà emettere il suo verdetto. Solo parole, per il momento. Mentre in banca è ormai caos totale, con amministratori come il vicepresidente Graziano Tarantini che accreditano l'ipotesi di un aumento di capitale senza investitori esterni. E così, mentre il presidente Massimo Ponzellini cerca di mediare sperando di salvare la poltrona, la possibilità che Bankitalia azzeri la situazione con il commissariamento pare tutt'altro che tramontata.

 

Claudio SpositoMASSIMO PONZELLINI ANDREA BONOMI ENZO CHIESA E MASSIMO PONZELLINIANNA MARIA TARANTOLA

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