CURVE DEVIATE - LE RIVELAZIONI CHOC DEI GIOCATORI DEL BARI: “PICCHIATI DAGLI ULTRÀ PER PERDERE LE PARTITE” - ARRESTATI TRE ‘TIFOSI’ CHE SCOMMETTEVANO SULLE SCONFITTE: “SONO IN DEBITO CON GENTE PERICOLOSA. CI DOVETE FARE UN FAVORE SE VOLETE FARE UNA VITA TRANQUILLA” - IL PROCURATORE: “ABBIAMO DOVUTO ACCELERARE GLI ARRESTI” - PER DUE GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” E L’EX PORTIERE DEL BARI, GILLET, ERANO GIÀ PRONTE SPEDIZIONI PUNITIVE PER AVER PARLATO MALE DELLA CURVA…

Giuliano Foschini e Marco Mensurati per "la Repubblica"

Né ultrà, né tifosi. Ma criminali. «Solo e soltanto criminali». Così il procuratore capo di Bari Antonio Laudati definisce Alberto Savarese, Raffaele Lo Iacono e Roberto Sblendorio, i tre ultimi arrestati della sconfortante inchiesta sul calcio scommesse. Per loro - ex capipopolo della curva del Bari, recentemente divenuti secondo l´accusa braccio armato di scommettitori e riciclatori pugliesi - l´accusa è quella di violenza privata aggravata ai danni di alcuni calciatori biancorossi nella passata stagione di campionato.

I tre sedicenti capi ultrà, ricostruiscono i giudici, una volta capito che i giocatori del Bari già retrocesso avevano cominciato a fare cassa vendendosi le partite avevano deciso di partecipare al banchetto e si erano resi disponibili a fare da tramite anche a favore di terzi investitori (ancora da identificare). Così in più di un´occasione si sono presentati per minacciarli dai giocatori, negli spogliatoi, e li hanno minacciati (durante Bari-Chievo nel mezzo del controllo anti doping).

La testimonianza chiave è quella di Marco Rossi, ex giocatore del Bari: «Poco prima della partita Cesena-Bari (il 17 aprile del 2011, ndr), alcuni capi ultrà avevano intimato ai rappresentanti dei giocatori, tra cui il portiere Gillet e lo stesso Andrea Masiello, di perdere le successive due partite di campionato, ovvero Cesena-Bari e Bari-Sampdoria, in quanto avevano essi stessi scommesso sulla sconfitta del Bari». Ovviamente la cosa era avvenuta in maniera traumatica.

Tanto che proprio Rossi, probabilmente il più restio a darla vinta ai tifosi, venne picchiato negli spogliatoi, da Sblendorio che lo colpì con uno schiaffo al volto. «Siete ultimi - disse - avete fatto questo campionato di merda... non vi e´ mai successo niente, nessuno ha preso mazzate e cose varie, domani dovete perdere». Il motivo era semplice: «Io sono in debito con gente pericolosa e rischio di morire e ho bisogno di soldi (...). Voi ora ci dovete fare un favore a noi, perché a voi non vi abbiamo mai rotto le scatole, non vi abbiamo mai alzato le mani, non vi abbiamo contestato, vivete da Dio... se volete fare una vita tranquilla fino a fine anno».

Oltre a Cesena-Bari l´altra partita truccata dagli ultrà è Bari-Sampdoria, decisiva nella lotta per la salvezza. Dalle carte dell´inchiesta emerge che ben tre gruppi, indisturbati, cercarono di interferire su quel risultato: gli ultrà, gli zingari e un gruppo, non ancora identificato, legato alla Sampdoria. E su questo punto c´è un´importante novità: secondo uno dei complici di Masiello, anche l´attuale interista Palombo era a conoscenza della combine: partecipò all´incontro decisivo tra Masiello e Guberti.

Non è l´unica novità "sportiva" dell´inchiesta. L´altra la spiega perfettamente il gip, dettagliando la responsabilità oggettiva del Bari calcio «che non tutelava i suoi calciatori dalle minacce». Tra le considerazioni del gip, significativa anche quella «sui giocatori mossi prevalentemente dalla finalità di non aggravare la propria posizione nei confronti della giustizia sportiva».

«Avremmo dovuto fare gli arresti al termine della stagione - ha spiegato il procuratore Laudati - Abbiamo dovuto accelerare perché era a rischio l´incolumità di alcune persone». Il riferimento è a due giornalisti e al portiere Jean Francois Gillet che aveva accusato i tre ultrà: per lui era pronta una spedizione punitiva a Bologna.

 

ALBERTO SAVARESE ULTRA DEL BARI jpegALBERTO SAVARESE CON CASSANO RAFFAELE LO IACONO E ROBERTO SBLENDORIO ULTRA DEL BARI jpegROBERTO SBLENDORIO

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