cina trader

“DIMENTICATE LA TRAGEDIA GRECA, RISPETTO ALLA CINA RISCHIA DI ESSERE SOLO UNA COMMEDIA” – E PECHINO CORRE AI RIPARI: CONGELA LE VENDITE DEI GRANDI AZIONISTI PER 6 MESI, IMMESSA LIQUIDITÀ PUBBLICA - RIMBALZO SHANGHAI: +1,30%, HONG KONG +3,43%

1. CROLLO BORSE: PECHINO CORRE AI RIPARI

corriere.it

BORSA tokyoBORSA tokyo

 

Borse cinesi, Pechino corre ai ripari dopo il crollo di mercoledì. Liquidità pubblica nei mercati, congelate le vendite dei grandi azionisti. Per questo le Borse europee salgono giovedì in apertura guidate dai minerari dopo un rally dei titoli cinesi e del settore metalli, mentre una parte degli investitori scommette che i creditori della Grecia accoglieranno positivamente le proposte di riforma di Atene e che alla fine si raggiungerà un accordo.

 

Shanghai rimbalza in territorio positivo

In Cina a fine contrattazioni Shanghai dopo aver perso fino al 3,8% è rimbalzata in territorio positivo registrando - a contrattazioni ancora in corso - una crescita del 1,30%. Questo il risultato dei nuovi interventi decisi di Pechino che hanno, tra l’altro, impedito ai grandi azionisti e agli amministratori delegati delle società quotate di vendere i propri i titoli. Non solo.

 

BORSA SHANGAYBORSA SHANGAY

Ad inizio seduta il governo cinese aveva annunciato nuove misure per frenare la caduta dei mercati, la China Securities Finance Corporation aveva garantito pesanti iniezioni di liquidità, con il supporto della banca centrale. A quel punto i listini hanno invertito la rotta, ed a inizio seduta pomeridiana, guadagnavano il 3%. Benissimo Hong Kong, che segna un più 3,43%. Al momento resta in territorio negativo, ma recuperando parte del terreno perso, la Borsa di Tokyo: l’indice Nikkei dopo aver aperto perdendo il 3% ha ritracciato e al momento cede l’1,57%.

 

putin xi jinpingputin xi jinping

E appunto: tra le iniziative decise da Pechino che hanno invertito la tendenza dopo la debacle di mercoledì, il divieto ai grandi azionisti (5% della capitalizzazione) agli amministratori delegati delle società quotate di vendere i propri i titoli per sei mesi e l’inchiesta aperta dalla polizia per verificare se le vendite allo scoperto dei giorni scorsi siano parte di un piano per mettere in ginocchio i mercati cinesi. Dal picco raggiunto lo scorso 12 giugno, dopo che in 1 anno Shanghai è cresciuta del 151%, il mercato cinese più grande è arretrato di oltre il 30%.

 

2. CINA, LA BORSA IN CADUTA SPAVENTA IL PARTITO

G.Sant. per il “Corriere della Sera”

 

Quasi un mese di caduta continua ha cancellato tremila miliardi di dollari di capitalizzazione dai due principali indici di Borsa in Cina. «C’è il panico, vendite irrazionali di titoli», ha ammesso ieri il portavoce della China Securities Regulatory Commission, l’organo di controllo del mercato, mentre il Composite Index di Shanghai perdeva un altro 5,9 per cento chiudendo a 3.507 punti: era arrivato a 5.166 il 12 giugno, dopo un anno di Toro scatenato che aveva fatto guadagnare oltre il 150 per cento al mercato (che in Cina è su due piazze, Shanghai e quella minore di Shenzhen). Ai grandi azionisti con oltre il 5% di un titolo è stato proibito di vendere per i prossimi sei mesi. 


Per limitare i danni, negli ultimi due giorni 1.476 società, sulle circa 2.800 quotate tra Shanghai e Shenzhen, hanno sospeso la contrattazione dei loro titoli: un congelamento che vale circa 2.600 miliardi di dollari. Il panico quindi non è limitato al cosiddetto «parco buoi», la massa di circa 90 milioni di piccoli investitori cinesi che ora cercano disperatamente una via di salvezza per i loro risparmi, ma anche ai grandi gruppi industriali della seconda economia del mondo. 


«La Cina fermerà l’Orso», scriveva ancora lunedì mattina il Quotidiano del Popolo , mentre entravano in vigore le misure straordinarie di soccorso elaborate dal governo. C’è il fondo da 19 miliardi di dollari costituito dalle agenzie di brokeraggio per acquistare i titoli dei gruppi statali più importanti; poi la sospensione di tutte le 28 Ipo (le Offerte pubbliche iniziali di società che vogliono quotarsi per la prima volta);

 

è stato dato ordine alle compagnie di assicurazione di comperare; infine la Banca centrale ha annunciato un’iniezione di denaro nel sistema finanziario per permettere agli investitori di indebitarsi ancora e non uscire dalla Borsa. Ma in un mercato come quello cinese, popolato da almeno 90 milioni di piccoli investitori poco esperti e mal consigliati, non poteva servire.

 

XI  JINPING XI JINPING

Solo gli investitori istituzionali seguono le disposizioni del governo e credono (o fingono di credere) al premier Li Keqiang che ha assicurato: «La Cina ha la fiducia e la capacità per gestire la situazione economica», ma non ha speso nemmeno una parola per la Borsa: ed è sembrato un chiaro segno d’imbarazzo, dopo l’offensiva fallita contro l’Orso. 


Anche ieri i titoli in caduta sono stati 690 a Shanghai, con solo 12 positivi; rapporto di 609 a 146 a Shenzhen, che ha ceduto a fine giornata il 2,9%. Ha perso l’8,6% anche PetroChina, il colosso del petrolio statale. E altri mille titoli nelle due piazze sono stati sospesi per aver raggiunto il limite di ribasso in una seduta, che in Cina è fissato al 10%. La grande paura cinese si è estesa alle altre Borse della regione, da Hong Kong -5,9%, a Tokyo -3,1, a Seul, fino all’Australia. 
 

borsa_valori_hong_kongborsa_valori_hong_kong

3. SPECULAZIONE E AZZARDO DI MASSA: COSI’ è MATURATO IL ’29 DI PECHINO

Guido Santevecchi per il “Corriere della Sera”

 

Ora in Asia dicono: «Dimenticate la tragedia greca, che fino a domenica è in intervallo e rispetto alla Cina rischia di essere solo una commedia». In effetti, se si parla di numeri, i tremila miliardi di dollari e passa persi da Shanghai e Shenzhen in meno di un mese sono circa 15 volte il Pil della Grecia nel 2014, oltre sette volte il debito di Atene. L’Asia, dal Giappone alla Corea, teme il contagio del mercato cinese. 

BORSA DI HONG KONGBORSA DI HONG KONG


Ma vista da Pechino, la disfatta della Borsa ha un significato politico ancora più grave: può sgretolare il mito dell’invincibilità del partito comunista. Per mesi il Partito-Stato ha cavalcato la corsa al rialzo dei titoli, agitando il drappo rosso della propaganda davanti al Toro. «Mentre in Cina ora è primavera, la nostra Borsa sembra già in estate», scriveva ad aprile il Quotidiano del Popolo , voce ufficiale del governo. Era vero, perché in un anno l’indice di Shanghai aveva guadagnato il 150 per cento. Ma quando c’era una giornata negativa, ai giornali arrivava l’ordine di dissipare i dubbi e commentare: «Solo dopo un occasionale temporale spunta l’arcobaleno».

 

Così la gente, che in Cina con i tassi bancari bassissimi per investire i risparmi può solo comperare una casa o puntare su titoli e fondi, è accorsa in massa: si calcola che almeno 90 milioni di giocatori di Borsa siano persone comuni, compresi contadini, principianti mal consigliati. Questi piccoli azionisti tendono a spaventarsi facilmente e con altrettanta facilità il partito per mesi li ha incitati a credere. Anche a fine maggio, quando era evidente che nel mercato si era creata una bolla. 

borsa hong kong 1borsa hong kong 1


Sempre il Quotidiano del Popolo il 25 maggio pubblicava in prima pagina un’«intervista esclusiva» con un «personaggio autorevole», ma anonimo, che spiegava: «La chiave per una crescita stabile, allo stadio nel quale siamo arrivati, dipende dalla capacità di trasferire il risparmio in investimenti effettivi». Un altro balzo del 3,5% a Shanghai. Poi è arrivato il 15 giugno e da allora, in poco più di tre settimane, la Borsa ha perso il 30 per cento, in una serie negativa che non si vedeva dal 1992. 


Le agenzie di brokeraggio, dove i cinesi vanno a seguire su grandi schermi l’andamento dei loro titoli, somigliano a sale bingo. In questi giorni si sentono discorsi che potrebbero essere comici, se non rivelassero disastri familiari: «Ma me l’aveva detto il parrucchiere di investire», ha confessato al Wall Street Journal la signora Wang, giovane insegnante che ora è sconvolta perché ha perso un terzo dei risparmi in due settimane. Sono circolate voci non verificate e pare false di qualche suicidio, alle quali la polizia ha reagito arrestando chi le aveva diffuse. 

borsa hong kong 2borsa hong kong 2


Il partito comunista ha giocato con il Toro e ora che le forze del libero mercato vincono, determinando la caduta della Borsa, resta il grande sconfitto. Le grandi misure varate di gran fretta nel weekend scorso per sostenere Shanghai e Shenzhen hanno creato solo un soprassalto del 2 per cento lunedì, un fenomeno che in gergo si definisce «rimbalzo del gatto morto». 


La Cina che incita l’Europa a salvare la Grecia non riesce a soccorrere il suo mercato azionario. In economia il partito non è più infallibile e nemmeno invincibile. Milioni di persone sono nel panico e questo rappresenta il rischio peggiore per il partito comunista: crisi di credibilità, fine del grande patto con la gente che prometteva crescita e benessere in cambio di mano libera nelle scelte politico-economiche.

 

E anche i pianificatori di Pechino potrebbero spaventarsi e bloccare le riforme di mercato necessarie a gestire il rallentamento dell’economia dopo trent’anni di crescita inarrestabile: il Pil nel primo trimestre è cresciuto «solo» del 7% e nel secondo si prevede che possa scendere al 6,8. 

susan rice john kerry xi jinping obamasusan rice john kerry xi jinping obama


Wang Yuanlong, chief economist di Guizhou Bank, ex di Bank of China, è un po’ scosso: «La situazione è molto seria. C’è un detto cinese: le malattie quando arrivano si presentano come una montagna che frana, per farle passare ci vuole la stessa pazienza che si usa per filare la seta; bisogna recuperare la fiducia del mercato. In passato le misure annunciate dal governo avrebbero avuto un effetto immediato, se ora non è successo significa che siamo in una fase difficile da prevedere», dice al Corriere . Si comincia a paragonare questa crisi al disastro di Wall Street nel 1929.

 

obama xi jinpingobama xi jinping

L’economista Wang esclude il parallelo: «L’errore americano fu che il governo scelse di non intervenire, qui è il contrario, quindi non finirà in un disastro». Shanghai, dal picco di 5.166 punti il 12 giugno è precipitato a 3.507: quale può essere il fondo? «Penso che sia stato toccato, ma la mia è teoria. Alla fine questa sarà una lezione per gli investitori: la Borsa è rischiosa». 


Ora un giornale di Pechino scrive: «Il governo non può fare da balia al mercato». 
 

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI...

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…