mucchetti ferrara marchionne

TE LO DO IO MARPIONNE! - MUCCHETTI DÀ UNA LEZIONE DI GIORNALISMO ECONOMICO A FERRARA, DEVOTO DEL MANAGER COL PULLOVER: ''HA LIQUIDATO 'LA STAMPA''', SI È DISFATTO DEL 'CORRIERE', FREGATO GLI AZIONISTI CON FERRARI - FUSIONE? MACCHÉ! GM QUOTA 5 VOLTE GLI UTILI, FCA 30. LA BORSA TRATTA GM COME UN INDUSTRIA E FCA COME UN HEDGE FUND. MARPIONNE INTORTA I MERCATI, NON LA MERKEL''

Lettera di Massimo Mucchetti al ''Foglio''

giuliano ferraragiuliano ferrara

*Senatore del Pd, presidente della Commissione Industria

 

 

massimo mucchettimassimo mucchetti

Caro Giuliano, ci ho pensato qualche giorno. Glielo dico o non glielo dico? Massì, glielo dico. La scorsa settimana hai scritto che mi immagini come la piccola fiammiferaia con il naso incollato alla vetrata del ristorante a spiare te e Marchionne che vi scolate bottiglie da amiconi: tu che ascolti, lui che narra le sue gesta alla Fiat, di come lui, self-made man di Chieti, si è intortato i poteri forti. Quanto immaginavi è accaduto davvero…

 

L’altro giorno ero proprio là, fuori dal ristorante milanese dove conversavate: lui con il maglioncino scuro d’ordinanza, da trendsetter rivoluzionario nel paese della sartoria napoletana, tu in velluto terra di Siena bruciata, come usa nel patriziato comunista romano di cui fosti rampollo.

 

Ah, quel patriziato della cultura che il sottoscritto ammirava tanto da non avere nemmeno la forza di invidiarlo, troppo preso com’era a costruirsi un futuro seguendo l’esempio di un calzolaio comunista che non voleva padroni né dipendenti e che, al massimo, gli faceva trovare in bottega l’assessore Vezzoli (democristiano) a raccontare del Romanino da riscoprire e non certo Togliatti, come invece capitò a te, figlio di intellettuali che avevano il privilegio di conversare con il Migliore…

 

MUCCHETTIMUCCHETTI

Non te ne sei accorto. Eri rapito dal potere forte che, se permetti, oggi si chiama Marchionne. Ma se mi avessi visto, avresti notato che guardavo non voi due ma oltre voi due, verso una elegante signora dai capelli corvini, alta e magra, una mia amica degli anni milanesi che legge i bilanci come How to spend it e si districa in Borsa con lo stesso piglio con cui sceglie tra Chanel e Valentino.

 

Le ho fatto un segno, è uscita.

 

“Ciao, Massimo. Da quanto tempo non ci vediamo! Perché non sei entrato?”.

 

“Ho intravisto Ferrara e Marchionne. Mi sembrava tubassero. Non volevo disturbare. Tu?”.

 

“Sono in anticipo su un appuntamento, assaggiavo l’ultimo rosso di Zanella, ero lì…”.

 

renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari    renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari

“Eri lì…”.

 

“Erano lì anche loro, Giuliano e Sergio. Sai, senza volere, mi è capitato di allungare l’orecchio…”.

 

“Ma va là… E che cosa si dicevano di bello?”.

 

“Parlavano della vendita della Stampa a Repubblica e poi anche del Corriere. Marchionne dice che la Fiat l’ha proprio venduta, la Stampa; che a Yaki resterà solo il 5 per cento dell’Espresso. Non una parola sull’alleanza tra le famiglie Agnelli e De Benedetti. Queste cazzate le leggi sui giornali, se la rideva: quando hai il 5 per cento e un altro il 50 per cento, tu con il 5 non conti nulla. Puoi farti la foto assieme. Yaki e Rodolfo. Fine. Va bene così. Via la Stampa…”.

 

“Via anche il Secolo XIX…”.

RENZI MARCHIONNERENZI MARCHIONNE

 

“Anche. Del Secolo Sergio dice quello che si sa già:Yaki l’aveva infilato nella Stampa per poi fondere tutto nella Rcs e andare al 30-35 per cento della combined entity, ma gli altri soci di Rcs non erano tutti tanto scemi da regalare al ragazzo Elkann il controllo, così: a gratis. E allora, visto che non contiamo nulla, via anche il pacchetto Rcs. Lo redistribuiremo ai soci della Fca”.

 

“Ferrara gli ha chiesto se, in questo modo, Fca eviterà di segnare minusvalenze nei conti 2016?”.

 

“Ma ti pare che Giuliano faccia osservazioni da ragioniere? Queste le puoi fare tu. Lui ha chiosato: è un’operazione di mercato, la Fca che taglia i ponti con la solita politica consociativa, con gli scambi di favori…”.

MARCHIONNE QUOTAZIONE FERRARI A NEW YORKMARCHIONNE QUOTAZIONE FERRARI A NEW YORK

 

“E Marchionne?”.

 

“Oh, qui Sergio è stato impagabile: sì, sì, un’operazione di mercato. Che chiude un affare in perdita. Caltagirone ci aveva offerto 400 milioni per la Stampa e adesso la Stampa e il Secolo vengono valutati una schifezzina…”.

 

“Beh, non proprio. Diciamo una settantina di milioni, carta contro carta…”.

 

“Chi si contenta gode. Sergio gli ha anche ricordato – lui che faceva il controller in Svizzera – che la partecipazione Rcs è costata a Fca qualcosa come 170-180 milioni”.

 

“Amica mia, 170-180 milioni equivalgono al doppio dell’utile registrato da Fca senza Ferrari nel 2015… però se il valore di carico residuo del pacchetto Rcs è 50, Fca non avrebbe dovuto scrivere chissà quale perdita sui suoi conti, la medicina se l’era già bevuta prima…”.

 

A proposito, ma il Corriere non aveva scritto che la Fiat ha avuto un anno d’oro?”.

 

MARCHIONNE BORSA FCAMARCHIONNE BORSA FCA

“Mi era sfuggito. Certo, nel 2015 Fca ha fatto 93 milioni di utile senza Ferrari su oltre 100 miliardi di fatturato. Anche Omero qualche volta sonnecchia… Ma sulla politica che cosa ha risposto Marchionne?”.

 

“Che il governo italiano da anni non ha più il becco di un quattrino, che non è come il governo americano o quello serbo o quello brasiliano che gli incentivi o gli aiuti li sganciano… Magari, Obama poi vuole interessi salati e bisogna rimborsarlo…”.

 

“Beh, i prestiti americani alla Chrysler sono come i Tremonti Bond per le banche italiane… Ma Obama gli ha pure fatto la bad company a spese del governo. Hai letto che il Tesoro Usa ha perso 16 miliardi su Gm e Chrysler? Nella nostra Europa sarebbero stati vietati come aiuti di Stato…”.

 

sergio marchionne john elkannsergio marchionne john elkann

“E tu che cosa pretendi da Marchionne? Lui fa il suo mestiere, mica il giornalista… A Obama ha fatto credere che avrebbe avuto la Chrysler con i modellini sedicenti ecologici della Fiat e invece è tutto un Suv… Ma forse anche Obama faceva finta di credergli. Al presidente stava sulle palle Bob Nardelli e l’italian buy gli serviva per togliere di mezzo il vecchio barone dell’auto. Ma fammi finire. Lui dice che l’Italia non è più il mercato principale della Fca. Dunque perché tenersi i giornali che ti espongono a critiche senza procurarti più vantaggi?”.

 

“Perfetto”.

 

“Giuliano gli ha poi chiesto se, senza la palla al piede dei giornali, la Fiat riuscirà a fare un altro passo”.

 

“Verso dove?”.

sergio marchionnesergio marchionne

 

“Massì: l’internazionalizzazione, la Gm, la Peugeot… E Marchionne è stato di nuovo impagabile. Giuliano aveva ragione a volersi ubriacare con lui. Gli Agnelli gli avevano affidato, affinché la portasse in società, una ragazza che era una cozza. Lui ha pensato che se si fosse accompagnata con un’altra, ancorché cozza pure lei, povera, sarebbe stato meglio. Si è preso Fca e Chrysler, le ha truccate, le ha vestite, ha raccomandato loro di restare silenziose. I ragazzi se le sarebbero immaginate piene di mistero. A parlare ci avrebbe pensato lui, il Pigmalione… Il mercato allora gli ha creduto”.

 

“Wall Street gli ha creduto anche adesso, sulla Ferrari…”.

 

massimo mucchettimassimo mucchetti

“Oh, what a masterpiece! Ero a New York. Sergio si è intortato i soloni di Wall Street, e a Milano pure Renzi, che era un piacere… Al collocamento gli ha rifilato la balla della Ferrari che non è un’automobile ma un oggetto di lusso e, come tale, merita i multipli di Hermès. Poi, fatto il colpo, ha lasciato andare il titolo Ferrari dove andavano tutte le altre azioni dell’auto. Cioè nella m…

 

Ma di questo non hanno parlato, Sergio e Giuliano. Sergio invece ha raccontato come, nel momento in cui il governo non gli dava più le rottamazioni, ha avuto l’illuminazione per stare bene in Italia: mi metto contro i sindacati, e così mi prendo gli applausi del Berlusca, e poi di Renzi, che vogliono schiacciare quei pirla dei comunisti sulla Fiom mentre io faccio cassa integrazione e porto tutto a Detroit. Grande!

 

La Merkel, invece, non gli ha creduto quando si è proposto per la Opel. Amen, non è sempre domenica. Ci ha provato, adesso, con Gm. Devo metterla al sicuro, questa Fca, dice, prima che il mercato statunitense si sgonfi. Mary Barra non è smart, è smorta. I fondi mi seguivano. Con Gm-Fca non ce ne sarebbe stata più per nessuno…”.

Giuliano Ferrara presenta il suo libro Giuliano Ferrara presenta il suo libro

 

“Ferrara gli ha chiesto se il nuovo aggregato l’avrebbe dovuto guidare lui, Marchionne?”.

 

“Sì, certo. Ma Sergio non ha abboccato. Volava alto: l’importante è il futuro industriale…”.

 

“Non sempre in vino veritas…”.

 

“Non sempre”.

 

“E invece la smorta Barra non l’ha mai nemmeno ricevuto, ed è rimasta al suo posto. Ho sentito il Landini dire che la Barra tratta Marchionne come Marchionne tratta la Fiom…”.

 

“Ma dai… E bravo Maurizio nostro! D’altra parte, solo i giornali italiani potevano accreditare l’idea di quella strampalata fusione. Ho fatto un giretto sui siti. Gm quota 5 volte gli utili, la Fca 30. La Borsa tratta Gm come un’industria e Fca come un hedge fund. Marchionne ha cercato di intortare i soci di Gm prospettandogli un futuro speculativo con una rivalutazione mostruosa delle quotazioni correnti. Ma non gli hanno creduto. Hanno preferito la loro carta. E Sergio confessa che non sarebbe semplice nemmeno con Peugeot. C’è il governo francese nell’azionariato, e ci sono pure i cinesi della Dongfeng…”.

GIULIANO FERRARA NEL VIDEO SU RENZI PORCELLIN GIULIANO FERRARA NEL VIDEO SU RENZI PORCELLIN

 

“E c’è il fatto che il gruppo Psa adesso fa 1,2 miliardi di profitti su 56 di fatturato mentre Fca porta a casa il poco che abbiamo già detto. Mi pare difficile che ci possa essere adesso una fusione a trazione torinese. Marchionne dovrebbe cedere il timone a Carlos Tavares. Improbabile…”.

 

“Improbabile perché ragioni con la tua mentalità maschile. Per voi uomini conta il potere, l’impennata del titolo come succedaneo del vostro stanco fallo… Qualcuno ha detto che se Lehman Brothers fosse stata Lehman Sisters non sarebbe fallita. Credimi, aveva ragione. Se Sergio fosse una donna, anzi una mamma, sarebbe felice di trovare alle figlie cozze un marito ricco, con genitori forti come lo Stato francese e quei tizi di Hong Kong, e si godrebbe il malloppo con la nuova moglie o troverebbe altro da fare. In fondo, alla Ferrari ha appena iniziato”.

 

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...