larry page

DOV’È FINITO LARRY PAGE? – IL FONDATORE DI GOOGLE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI ALPHABET È IN “PENSIONAMENTO” VOLONTARIO, PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI BIG G È NEL MIRINO DELLE AUTORITÀ PER IL SUO PREDOMINIO SULLE RICERCHE E PER L’USO DEI DATI PERSONALI – DIVIDE IL TEMPO TRA LA SUA ISOLA DEI CARAIBI E SI GODE IL PATRIMONIO DI 53 MILIARDI. MA IL VUOTO DI LEADERSHIP PESA: AMAZON E MICROSOFT SONO SEMPRE PIÙ FORTI E INSIDIANO GOOGLE ANCHE SU PUBBLICITÀ E CLOUD

Maria Teresa Cometto per “l’Economia – Corriere della Sera”

 

larry page

Vent' anni dopo la sua nascita e tre anni dopo la riorganizzazione aziendale che ha creato la sua holding Alphabet, Google sta vivendo un momento molto difficile. Ma il suo «vero» fondatore, nonché attuale amministratore delegato (ceo) Larry Page non è in prima fila a difendere la sua creatura. Anzi, è scomparso dalla scena pubblica e, secondo un' inchiesta della rivista finanziaria Bloomberg, è quasi assente anche in azienda.

 

È un vuoto di leadership che pesa proprio mentre Google è nel mirino delle autorità, sia in Europa sia in America, per il suo dominio nel campo dei motori di ricerca e nella pubblicità digitale e per il suo uso dei dati degli utenti ai fini del business, mentre i suoi concorrenti incalzano.

Sergey Brin e Page Larry

 

Lo scorso marzo Amazon ha sorpassato Alphabet diventando la seconda più grande società al mondo per valore in Borsa e a fine maggio anche Microsoft l' ha battuta, così la holding di Google è scivolata quest' anno dal secondo al quarto posto, con 828 miliardi di dollari di capitalizzazione contro i 950 della società di Jeff Bezos e gli 870 di Microsoft guidata da Satya Nadella. Entrambe Amazon e Microsoft competono con Alphabet nel cloud computing (servizi «nella nuvola») e nelle applicazioni dell' intelligenza artificiale (Ai); Bezos sta anche invadendo il campo della pubblicità digitale.

JEFF BEZOS AMERICAN GOTHIC

 

E il ceo di Alphabet che cosa fa? Divide il suo tempo fra l' isola dei Carabi che possiede e la cura di progetti «lunari» (moonshot) che probabilmente non si concretizzeranno mai in prodotti commerciabili. È insomma, a soli 45 anni e con un patrimonio personale di 53,5 miliardi di dollari, in una specie di «pensionamento».

 

Il che poteva funzionare fino a quando Eric Schmidt, ceo di Google per dieci anni dal 2001 alla fine del 2010 e poi presidente esecutivo, era stato la faccia pubblica della società di Mountain View, capace di dialogare con il governo e i legislatori di Washington.

sergey brin larry page

 

Ma alla fine dell' anno scorso Schmidt si è improvvisamente e misteriosamente dimesso e al suo posto nessuno ora possiede le stesse qualità diplomatiche ed entrature politiche. Quanto siano tesi i rapporti fra Alphabet e il Parlamento Usa lo si è visto lo scorso 5 settembre quando Larry Page era atteso - insieme ai leader di Twitter e Facebook - a un' udienza davanti alla commissione senatoriale sull' Intelligence. Jack Dorsey e Sheryl Sanders si sono presentati per discutere l' uso distorto dei loro social media da parte degli agenti russi e di altri Paesi impegnati a influenzare la politica americana e hanno promesso di vigilare per impedire in futuro queste interferenze.

jack dorsey

 

Page non solo non si è presentato, ma non ha mandato al proprio posto nemmeno il numero due della sua holding, il ceo di Google Sundar Pichai, offrendo invece il capo dei global affairs, che è stato respinto dalla commissione. Così la sedia con il cartellino «Google» è rimasta vuota attirandosi, durante l' udienza, l' ira e lo sdegno di numerosi senatori.

larry page

 

Dietro il rifiuto di Page di parlare in pubblico - testimoniato dal fatto che dal 2013 non presenta prodotti e non parla agli analisti sui risultati trimestrali e dal 2015 non parla ai giornalisti - c' è anche un motivo medico.

 

Cinque anni fa gli è stata diagnosticata la paralisi delle corde vocali e da allora riesce con grande fatica a far sentire a sua voce, roca e flebile. Più in generale c' è dietro un carattere molto schivo e la voglia di Page di occuparsi solo dei progetti futuribili che lo appassionano. «Chief visionary», il capo visionario, lo chiamano gli ammiratori.

larry page 2

 

Fanatico di tecnologia e computer da quando aveva sei anni e sicuro che avrebbe inventato grandi cose e creato un' azienda da quando ne aveva 12, Page aveva elaborato l' algoritmo di Google per la sua tesi di dottorato in Informatica alla Università di Stanford. Tre anni dopo la fondazione della sua società insieme a Sergey Brin, aveva volentieri lasciato la sua guida al più esperto ed adulto Schmidt e quando, nel 2011, è tornato a fare il ceo, non è durata molto la sua pazienza nella gestione aziendale quotidiana.

 

eric schmidt

Per questo nell' ottobre 2014 ha annunciato la ristrutturazione e trasformazione di Google in Alphabet, holding che controlla la «vecchia» Google e una serie di «altre scommesse» come Waymo (automobili a guida autonoma), Verily (biotech e ricerca sulla longevità), DeepMind (intelligenza artificiale), Access (reti di fibre ottiche per collegamenti ultraveloci a Internet) e X (laboratorio segreto).

 

Alphabet è nata nel 2015 ed «è stata creata - sottolinea un suo recente comunicato - esattamente per permettere a Larry di focalizzarsi sulle altre scommesse e sui problemi tecnologici di lungo termine».

sundar pichai

 

Google però continua ad essere la macchina macina soldi del gruppo: nel secondo trimestre 2016 il fatturato pubblicitario del suo motore di ricerca (28 miliardi di dollari) ha rappresentato l' 86 per cento del fatturato di tutta Alphabet (32,7) e il grosso dei 3,2 miliardi di profitti netti, elevati nonostante la multa da 5 miliardi di dollari imposta dall' Antitrust dell' Unione europea.

google cina 6

 

Le «altre scommesse» invece hanno fatturato solo 145 milioni con 732 milioni di perdite. Ma sul futuro di Google pesa l' incognita di possibili nuove regole in difesa della privacy degli utenti e per controllare l' uso dell' enorme mole di dati raccolti su chi usa il suo motore di ricerca e le sue app.

Il silenzio di Page non aiuta la sua creatura a superare le attuali sfide esistenziali.

larry page sull aereo privato jpeggoogle chromeGoogle Google applarry page 1googlecentro dati google

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO