E’ LA GERMANIA IL PROBLEMA DELL’EURO - PER GEORGE SOROS IL DIVORZIO CONSENSUALE TRA BERLINO E L’EUROPA PORTEREBBE ALLA NASCITA DI UNA “ZONA EUROLATINA” GUIDATA DA PARIGI, CON UNA VALUTA PIU’ COMPETITIVA PER L’EXPORT E PIANI DI RIENTRO SENZA LACRIME E SANGUE - L’ALTERNATIVA SONO 10 ANNI DI RECESSIONE E UNA SPACCATURA SEMPRE PIU’ TRAGICA TRA PAESI CREDITORI E DEBITORI, A MENO CHE I TEDESCHI NON CAMBINO POLITICA…

Da "Milano Finanza"

La Germania deve decidere se diventare un Paese "egemone illuminato" oppure abbandonare completamente l'euro. Secondo il finanziere George Soros, infatti, se non si dimostra in grado di ricoprire in modo adeguato il suo ruolo di leader dovrebbe salutare l'Eurozona, abbandonando la logica rigorista voluta dalla Bundesbank.

Il magnate americano ha aggiornato un lungo articolo per la New York Review of Books intitolato ''La tragedia dell'Unione europea e come risolverla'' e oggi terrà a Berlino una conferenza a proposito, dopo aver rilasciato nei giorni scorsi alcune dichiarazioni a Reuters durante un'intervista.

"Un'Eurozona a due livelli alla fine porterebbe alla distruzione dell'Unione europea, perché (i Paesi, ndr) privati di diritti la abbandonerebbero prima o poi", ha spiegato Soros, aggiungendo che "se i membri dell'area non possono vivere insieme senza portare l'unione a una depressione perdurante, starebbero meglio se si separassero consensualmente".

"La Germania dovrebbe guidare una politica orientata alla crescita, all'unione politica e alla condivisione dei rischi e accettare i costi della leadership o, in alternativa, abbandonare con un accordo amichevole", ha commentato Soros, secondo il quale un'Eurozona latina guidata dalla Francia, con una valuta più debole, sarebbe più competitiva nelle esportazioni e farebbe meno fatica a finanziare il debito.

Senza una simile svolta l'Europa entrerà in una fase di depressione economica che potrebbe durare "dai cinque ai dieci anni", ha aggiunto l'autore della celebre scommessa contro la sterlina del 1992, tracciando un parallelo con il "decennio perduto" dell'America Latina, con la Germania a giocare il controproducente ruolo di guardiano dell'austerity che fu ricoperto all'epoca dal Fondo Monetario Internazionale.

Per scampare questo pericolo, secondo il finanziere, l'Europa ha bisogno di una forma di condivisione del debito, ovvero gli Eurobond ai quali Berlino è fortemente contraria, e di "un programma per la crescita, che non è quello che la Germania sta imponendo all'Europa". Quanto al piano anti-spread della Bce, Soros lo ha definito come un semplice modo di "guadagnare tempo", pur prevedendo che Italia e Spagna non avranno bisogno di ricorrervi.

A detta del finanziere americano la crisi dell'euro è entrata in una nuova fase. Con il sostegno di Angela Merkel alla linea di Mario Draghi e con il via libera all'acquisto di bond, ''la sopravvivenza dell'euro è assicurata, ma la forma futura dell'Unione europea sarà determinata dalle decisioni politiche che i Paesi membri dovranno prendere il prossimo anno''.

A suo avviso gli Stati membri sono divisi in due categorie, creditori e debitori, e i creditori sono al comando, con la Germania in testa. L'uscita di quest'ultima dall'Eurozona sarebbe un evento dannoso ma gestibile, al contrario dell'effetto domino che sarebbe causato dall'abbandono forzoso di un Paese dopo l'altro a causa della speculazione e della fuga dei capitali.

Soros si è detto da tempo favorevole alla moneta unica europea. "Sono sempre stato un fervido sostenitore dell'Unione europea quale incarnazione ideale di una società aperta, associazione volontaria di stati membri paritari che hanno rinunciato a parte della loro sovranità per il bene comune. Ma oggi la crisi dell'euro sta trasformando l'Unione europea in qualcosa di profondamente diverso", ha avvertito.

 

GEORGE SOROS SOROS E LA PROMESSA SPOSAJens Weidmann e Angela MerkelLA TOMBA DELL EURO ROTTURA DELL EURO MARIO DRAGHI

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