È PROPRIO L’ANNO DEGLI ECONOMISTI, UNO DIVENTA ADDIRITTURA BEATO: GIUSEPPE TONIOLO, I CUI “DISCEPOLI” SONO I PII ORNAGHI E BONANNI - VENETO BANCA NON MOLLA PALLADIO: MA “CON FONSAI NON C’ENTRIAMO NULLA” - CONFINDUSTRIA SCENDE IN CAMPO A PALERMO: “I CANDIDATI SI RITIRINO” - ARRIVANO IN ITALIA LE AUTO AMERICANE DELLA PENSKE - BEPPE CASCHETTO, IL NUOVO MECENATE DI BOLOGNA - FRIGNERO-PASSERA: QUELL’ASSE SUL LAGO DI COMO - L’ULTIMO AFFARE DI ALEDANNO: RICOMPRA IL VELODROMO DELL’EUR A 6 MLN € IN PIÙ...

Da "Panorama Economy" in edicola domani

1 - I FAN DEL BEATO TONIOLO...
Il professor Giuseppe De Rita, sociologo. Il professor Stefano Zamagni, economista. Il ministro (ed ex rettore della Cattolica) Lorenzo Ornaghi, politologo e ministro per i Beni e le attività culturali. Ma anche Raffaele Bonanni, attuale leader della Cisl. E, ovviamente, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Sono i «discepoli», più o meno fedeli, di un economista ottocentesco, Giuseppe Toniolo, che sarà proclamato beato il prossimo 29 aprile. «L'economista beato nell'anno della crisi» o «l'economista di Dio» è stato definito, Toniolo, nella tre giorni che alla sua figura e opera ha dedicato l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Profondamente convinto della necessità di fondare un'Università cattolica - poi realizzata da un suo allievo, padre Agostino Gemelli, che a lui intitolò, nel 1919, l'Istituto fondatore dell'Ateneo (di cui ne è divenuto, da poco, presidente il neoarcivescovo di Milano, Angelo Scola) - il beato Giuseppe Toniolo (Treviso, 1845-1918) fu molte cose insieme. Animatore di quell'Opera dei Congressi (1874) che permise ai cattolici italiani, dopo il non expedit di Pio IX, un lento ma costante riavvicinamento alla politica, sociologo curioso e vivace, ma dalla salda fede cattolica, studioso dei concetti chiave del capitalismo.

La teoria sociologica di Toniolo afferma il prevalere dell'etica e dello spirito cristiano sulle leggi dell'economia e, nei suoi scritti (specie nel Trattato di economia sociale del 1908), Toniolo propone molte innovazioni ardite, per l'epoca: il riposo festivo, la limitazione delle ore lavorate, la difesa della piccola proprietà, più tutele per donne e ragazzi, il valore sociale e civile della religione.

2 - VENETO BANCA SI TIENE PALLADIO...
Veneto Banca non uscirà dal gruppo Palladio di cui è azionista con una quota del 9,8%. A smentire le indiscrezioni in circolazione è stato direttamente l'amministratore delegato dell'istituto, Vincenzo Consoli: «Con l'operazione Fonsai noi non c'entriamo nulla» tiene a specificare il manager. «Ma non venderemo la nostra quota in Palladio perché la consideriamo strategica».

La finanziaria guidata dalla coppia Drago-Meneguzzo non perde così uno dei riferimenti azionari più importanti e Veneto Banca si schiera ufficialmente sul lato opposto di Piazzetta Cuccia. Resta un po' ambiguo l'atteggiamento del Banco Popolare. Saviotti si è detto tifoso della soluzione Unipol-Mediobanca, tuttavia si è tenuto la sua quota in Palladio (9%). Chissà, forse una pulsione del cuore. In fondo, fu proprio da Mediobanca che partì l'ordine di licenziarlo quando era amministratore delegato della Comit.

3 - PALERMO, CANDIDATI GO HOME...
Mentre partiti e coalizioni vanno in crisi per la scelta dei candidati sindaci di Palermo, adesso scende in campo Confindustria. Non con un altro candidato da aggiungersi a Fabrizio Ferrandelli del centrosinistra, Leoluca Orlando dell'Idv, Massimo Costa di Pdl e Udc e Alessandro Aricò di Fli e Mpa ma per chiedere un passo indietro a tutti e quattro e annullare la tornata elettorale.

Per Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Palermo, gli attuali candidati non avrebbero un profilo credibile, né programmi in grado di risolvere i problemi del capoluogo e per questo «pensiamo sia opportuno mantenere il commissariamento della città perché non vediamo altre soluzioni. Questo permetterà alla politica di decantare in questo momento di frammentazione e confusione per tornare a cimentarsi al più presto in una nuova elezione che trovi una situazione più chiara».

4 - AAA CONCESSIONARI CERCANSI...
Chi ha detto che i capitali internazionali fuggono dall'Italia. C'è chi, invece, è appena arrivato e punta su un settore non certo florido come l'automobile. Si tratta degli americani della Penske, uno dei principali dealer americani con 11,6 miliardi di fatturato, 339 concessionari (dove vende 42 marchi) e 16 mila dipendenti. L'obiettivo del gruppo (famoso sui circuiti di tutto il mondo per il colore blu elettrico delle auto che mette in pista) è quello di creare un network di una quarantina di punti vendita nella Penisola. Saranno concentrati nel Nord Italia e punteranno su modelli di lusso. Proprio per questo ha già fatto una joint venture con un gruppo di Bologna specializzato in Bmw. E sempre Bmw e Mini è anche il primo rivenditore acquistato a Monza.

5 - L'AGENTE IN LIBRERIA...
L'anti Lele Mora adesso guarda a Domenico Procacci e alla sua Fandango. Beppe Caschetto adesso avrebbe adottato il modello del produttore cinematografico nuovo mito della sinistra radical chic e scopritore dei Muccino. Infatti, dopo il passaggio da agente di personaggi televisivi come Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, a produttore cinematografico con la sua Ibc Movie (suo il film ora nelle sale È nata una star?), Caschetto vorrebbe salvare la storica libreria Zanichelli di Bologna che rischia di chiudere e riaprire una sala cittadina chiusa, il cui nome non è stato fatto ma sarebbe lo storico cinema Arcobaleno.

6 - PASSERA-FORNERO, WEEKEND SUL LAGO...
Un altro weekend sul lago per Corrado Passera ed Elsa Fornero, che saranno protagonisti insieme a Emma Marcegaglia, del seminario di primavera di Ambrosetti dedicato ai mercati finanziari e al governo della finanza nella prestigiosa Villa d'Este. Dove già i due ministri erano stati lo scorso weekend per il Forum di Confcommercio.

7 - IL VELODROMO TORNA ALL'EUR, A CARO PREZZO...
Seppellito il sogno olimpico romano, Eur spa (90% ministero dell'Economia, 10% Comune di Roma) si ricompra la maggioranza dell'ex velodromo per farne un nuovo quartiere direzionale, ma ci rimette 6 milioni di euro. Il sindaco Gianni Alemanno, infatti, ha pagato per l'area 30 milioni di euro, 6 in più del precedente proprietario Condotte.

 

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