ALTRO CHE “EL POCHO”! IL TRENO DI MONTEPREZZEMOLO E’ PIU’ LENTO DI RIQUELME IN CARRIOLA - L’ODISSEA DI OLIVIERO BEHA A BORDO DI “ITALO” SULLA ROMA-BOLOGNA: 97 MINUTI DI RITARDO MA CHE BELLI I DEPLIANT! (C’E’ TUTTO IL TEMPO PER IMPARARLI A MEMORIA) - STOP AND GO, FERMATE DOPPIE E FUORI PROGRAMMA A FIRENZE, PASSEGGERI RASSEGNATI E INCREDULI: IL BRIVIDO DELLA CONCORRENZA SUI VAGONI “CHARMANT” SI PROVA A PASSO DI LUMACA…

Oliviero Beha per www.olivierobeha.it

Leggo su "Repubblica" un articolo su concorrenza e tariffe tra Trenitalia e Italo, con caratteristiche, offerte, "frecce" multicolori, archi, faretre e quant'altro. Benone, a me la concorrenza piace in tutti i settori e quindi figuriamoci se non me la godo in quello dei treni, per il quale si dice da sempre che "dove finisce la logica comincia la ferrovia". Chissà se è vero?

Quindi, pur deprecando lo stato di vergognoso abbandono delle altre tratte ignorate dagli Eurostar, stato che fa seguito all'automobilizzazione italiana di 60 anni modello Fiat voluntas loro, eccomi pronto venerdì scorso, 12 ottobre,di mattina, alla stazione Tiburtina, per provare Italo nel Roma-Bologna. Italo sì, di Montezemolo, Della Valle ecc., che si chiama così ma erroneamente.

Chi ricorda infatti il sondaggio di un paio d'anni fa per battezzare il nuovo treno o la nuova scuderia ferroviaria, modello "diteci come chiamarlo"? Ebbene, a grande richiesta naturalmente napoletana (cfr. la partenza e l'arrivo a Napoli lungo la dorsale nazionale) il nome prescelto fu "ElPocho", il soprannome del velocissimo Lavezzi allora attaccante del Napoli.

Evidentemente "ElPocho" non piacque e presto ho cominciato a domandarmi, salito in carrozza (n.5) del treno 9926, se questo rifiuto non fosse premonitore da parte dell'imprenditoria preposta, una forma di pre-autocritica. Infatti dopo un'ora eravamo ancora a Settebagni, o giù di lì, apprezzando staticamente la campagna romana. Dipendeva da una tratta fuori uso, bisognava aspettare di cambiare binario per arrivare almeno ad Orte e rientrare nella filiera principale dell'Alta Velocità.

Nel frattempo tonitruanti comunicazioni bilingue sulle meraviglie del nuovo treno, giudicato imperdibile, in un fruscio di mini-consumazioni e giovani volontarie in giro per i vagoni. Stipendiate ?Non ho fatto in tempo a chiedere, per la troppa velocità... Anche il depliant policromo che occhieggiava verso di me dai sedili mi è sembrato leggermente contraddittorio. Bello, elegante, per carità, ma lo spiegavi a sinistra e leggevi "Italo,un modo unico di viaggiare.", lo spiegavi a destra e trovavi "3 ambienti, 5 modi di viaggiare."...Insomma, una leggera distonia perché forse in omaggio alla rapidità questi pieghevoli risentivano della fretta.

Finalmente ad Orte si riprendeva la marcia in grande ritardo, leggermente trascurato dai messaggi altoparlati e sul display. Fioccavano i 60,70 minuti e la cosa pareva un nonnulla. Non è (da questi particolari) dalla puntualità che si giudica un treno, parafrasando De Gregori...Passeggeri quasi rassegnati, stranieri come (quasi) sempre increduli. Il bello doveva ancora arrivare. Con quel popo' di ritardo sul groppone a sorpresa si veniva informati che invece che a Firenze, Santa Maria Novella, dunque fermata interna alla città, il treno ex-Pocho sarebbe passato "al volo" con fermatina a Firenze Campo di Marte, lungo il percorso.Non prevista.

Soddisfazione fantozziana, ma soddisfazione dei depressi viaggiatori: pareva un tentativo minuscolo di riparare.
Naturalmente l'altoparlante informava con precisione l'arrivo sempre a Santa Maria Novella, ma non si può essere troppo fiscali. Senonché sulla creatura ex Charme (è il Fondo lussemburghese di alcuni dei titolari dell'impresa ferroviaria) a Campo di Marte salivano sì passeggeri che sarebbero dovuti salire da ticket a Santa Maria Novella e che un bus aveva portato fin lì, ma costoro perplessi comunicavano ai disgraziati quorum ego che altri "colleghi" erano rimasti a Santa Maria Novella, impuntandosi.

Il dado era tratto. Dopo poco ma neppure tanto poco (Pocho...) questo Italo si fermava "anche" a Santa Maria Novella, per poi concludere la sua corsa brillante -in italiano e in inglese- a Bologna con 97 minuti di ritardo su una tratta da percorrere a termini di biglietto in 132 minuti.
Perché dovrei commentare tutto ciò ?A me piace la concorrenza, malgrado tutto...

 

OLIVIERO BEHA LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO MONTEZEMOLO E IL TRENO ITALO MONTEZEMOLO DENTRO AL TRENO ITALO ITALO NTVITALO IL TRENO DI NTV ITALO IL TRENO DI NTV PUBBLICITA ITALO NTV CON CANE E BAMBINAIL MODELLINO DI ITALO IL TRENO DI NTV

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