evasione fiscale

EVASORI, I SOLITI NOTI – MENTRE I LAVORATORI DIPENDENTI PAGANO LE TASSE FINO ALL’ULTIMO CENTESIMO E MANDANO AVANTI IL PAESE, CI SONO CATEGORIE SANGUISUGHE CHE CONTINUANO IMPUNITE A FREGARE LO STATO: SECONDO I DATI SULLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI 2025, TRA RISTORATORI, CONCESSIONARI DI AUTO E TASSISTI LA QUOTA DI CONTRIBUENTI “AFFIDABILI” È APPENA AL 30%. E TRA PANETTIERI, AGRICOLTORI, OFFICINE E BAR OSCILLA FRA IL 35 E IL 40% – AUMENTA LA STIMA DI EVASIONE TRA LE FARMACIE. MIGLIORANO AVVOCATI, ALIMENTARI, GEOMETRI E ARCHITETTI…

Estratto dell’articolo di Gianni Trovati e Giovanni Parente per “Il Sole 24 Ore”

 

EVASIONE FISCALE - AGENZIA DELLE ENTRARE

L’entrata a regime del concordato preventivo biennale ha cominciato a smuovere in modo sensibile il panorama dei redditi ufficiali delle partite Iva. I numeri del consuntivo sulle dichiarazioni 2025 dei contribuenti soggetti agli «indici sintetici di affidabilità» fiscale, 2,69 milioni fra lavoratori autonomi, professionisti e piccole aziende, lo mostrano in modo chiaro.

 

Ma quando ci si addentra nelle condizioni specifiche delle singole categorie, il quadro si fa parecchio variegato; e fotografa settori in controtendenza, in cui la colonnina del rischio evasione sale, e parecchi margini di miglioramento ancora tutti da conquistare.

 

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taxi

Gli indici sintetici di affidabilità (Isa) stimano per ogni attività economica un reddito considerato «congruo», che dipende dalla congiuntura economica, dal settore di appartenenza, dalla geografia dell’attività e da un insieme di altri parametri pensati per costruire un identikit il più possibile vicino alla realtà.

 

L’insieme dei parametri è riassunto nel punteggio Isa, che in una scala da «1» a «10» misura appunto il grado crescente di affidabilità fiscale, cioè la verosimiglianza del reddito dichiarato. A differenza delle pagelle scolastiche, la «sufficienza» che indica un basso rischio di evasione si incontra al voto «8».

 

RISTORATORI - EVASIONE FISCALE

La differenza è facile da misurare in termini concreti: in una platea da cui sono ovviamente esclusi i forfetari, che con ricavi o compensi fino a 85mila euro possono sfruttare la tassa piatta al 15%, le partite Iva con un voto dall’«8» in su hanno dichiarato in media un reddito da 91.100 euro, mentre quelle con voti inferiori si sono fermate a 25.500 euro, il 72% in meno.

 

Distanze enormi si incontrano in tutte le categorie: il medico «affidabile» dichiara in media 102.800 euro lordi all’anno, contro i 37.700 euro denunciati dal collega a rischio evasione, nelle agenzie immobiliari si va da 75.300 a 18.300 euro e i dentisti passano da 105.400 a 42.700 euro.

 

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FRODE FISCALE

La quota delle dichiarazioni «affidabili» è cresciuta di 2 punti percentuali, al 46,7% (Sole 24 Ore di ieri), ma la maggioranza delle partite Iva si concentra ancora nella zona rossa del rischio evasione. I redditi dichiarati sono cresciuti fra il +8,2% delle persone fisiche e il +9% delle società di capitali, contro un modestissimo +0,7% del Pil. Ma l’incrocio fra novità normative, azioni antisommerso e incognite della congiuntura hanno generato nei diversi settori le dinamiche più diverse, anche in controtendenza fra loro.

 

Tra venditori ambulanti, agenti di commercio e concessionarie auto, per esempio, la percentuale di dichiarazioni «affidabili» secondo i parametri dell’amministrazione finanziaria ha subito in un anno cadute fra il 9,5% e il 15,9%. Il crollo è ancora più rovinoso fra le farmacie, che nel confronto sull’anno prima mostrano un -20,3% non spiegabile però con una passione per l’evasione scoppiata improvvisamente dietro al bancone. Il core business di queste attività è infatti integralmente tracciato, anche per le richieste dei clienti che utilizzano le detrazioni per le spese sanitarie.

 

VENDITORI AMBULANTI - EVASIONE FISCALE

La dinamica si spiega quindi principalmente con la drastica flessione dei fatturati dopo la gobba generata dalla pandemia; l’altalena del volume d’affari ha comportato anche frequenti riorganizzazioni, con un’evoluzione della struttura dei costi e una riduzione del personale assunto che non sembra essere stata registrata in pieno dagli aggiornamenti degli indici sintetici.

 

Frena l’affidabilità fiscale anche, fra gli altri, fra tabaccai (-6,3%), bar e pasticcerie (-2,6%), negozi di arredamento (-1,3%) e macellai (-1,2%).

 

evasione fiscale 4

Migliora invece in altre categorie, a partire dai negozi di alimentari che segnano un aumento di 16 punti nella quota dei «promossi». Bene anche gli psicologi (+10%), in testa a un gruppone di professionisti che è composto anche da geometri (+9,2%), architetti (+7,2%) e studi legali (+6,6%).

 

Tra i professionisti si incontrano del resto anche le categorie più «affidabili», a partire dai medici (80,2% di pagelle con voto da «8» in su), commercialisti e consulenti del lavoro (63,4%) e ingegneri (60,5%). Agli ultimi posti di questa graduatoria, nelle categorie con almeno 10mila contribuenti censiti si incontrano invece i ristoratori (29,2% di «promossi»), le già citate concessionarie (31,2%), tassisti e Ncc (31,5%), ambulanti (31,6%) e panettieri (32,1%).

sciopero dei tassisti a romaevasione fiscale - Illustrazione di Giorgio De Marinis - Il Sole 24 Ore

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