facebook zuckerberg

E GUARDO IL MONDO DA UN OBLIO – LA CORTE DI GIUSTIZIA UE: QUALUNQUE PAESE PUÒ ORDINARE A FACEBOOK DI ELIMINARE POST E CONTENUTI ILLEGALI E LIMITARE L’ACCESSO A LIVELLO MONDIALE. NON SOLO, LA PIATTAFORMA DOVRÀ ELIMINARE SUA SPONTE ANCHE COMMENTI “EQUIVALENTI O SIMILI” (MA CHI DECIDE?) A QUELLI DENUNCIATI - SOLTANTO POCHI GIORNI FA STRASBURGO AVEVA DATO RAGIONE A GOOGLE, SOSTENENDO CHE IL DIRITTO ALL’OBLIO NON È UNIVERSALE….

L'AUDIO DI ZUCKERBERG CONTRO LA WARREN PUBBLICATO DA THE VERGE

LA CORTE DI GIUSTIZIA UE DÀ RAGIONE AL MOTORE DI RICERCA: IL DIRITTO ALL'OBLIO NON È UNIVERSALE. LA LEGGE È VALIDA IN EUROPA, MA LA STESSA PAGINA CHE NON È VISIBILE AI CITTADINI DELL'UNIONE, PUÒ ESSERE TRANQUILLAMENTE LETTA DALL'AMERICA

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/googolami-poi-dimenticami-corte-giustizia-ue-ragione-214561.htm

 

L'UE IMPONE A FACEBOOK DI CANCELLARE ANCHE CONTENUTI SIMILI A ILLECITI

Alessandro Longo per www.repubblica.it

 

MARK ZUCKERBERG

Qualunque Paese può ordinare a Facebook di eliminare post, fotografie e video e limitarvi l'accesso a livello mondiale: è quanto stabilito oggi dalla Corte di Giustizia europea. La sentenza implica che i Paesi possano espandere i divieti su certi contenuti (ritenuti illegali) oltre i propri confini. Non solo: la piattaforma è chiamata a eliminare sua sponte anche commenti "equivalenti" a quelli denunciati.

 

facebook e le notizie 3

Secondo i primi commenti, si tratta di "una decisione molto importante in tema di responsabilità delle piattaforme social, in particolare Facebook, per la quale è stato previsto un obbligo, dietro richiesta di un giudice, di monitorare l’attività dei propri utenti al fine di evitare la proliferazione di contenuti illeciti identici o similari. Il punto di partenza sarebbe però un contenuto illecito riconosciuto da un giudice nazionale", dice Innocenzo Genna, esperto di policy digitali a Bruxelles.

 

mark zuckerberg

La decisione della Corte di giustizia europea è arrivata dopo che un politico austriaco, Eva Glawischnig-Piesczek, ex leader del Partito verde austriaco, ha cercato di far rimuovere a Facebook commenti denigratori su di lei (qui il pdf). La politica ha sostenuto che Facebook doveva eliminare il materiale nel Paese e limitare l'accesso in tutto il mondo.

CORTE DI GIUSTIZIA UE

 

Già in queste prime ore, la sentenza appare subito come un brutto colpo per le grandi piattaforme web come Facebook: attribuisce loro maggiori responsabilità, come quella di sorveglianza su contenuti giudicati illegali. Laddove finora hanno avuto solo l’obbligo di rimuoverli dopo aver ricevuto una segnalazione.

 

Filtri per contenuti illeciti

FACEBOOK TOGLIE LA DICITURA GRATIS DALLA HOMEPAGE

"È un forte cambiamento rispetto al regime attuale, che prevedeva obblighi solo per i contenuti dichiarati illeciti e notificati alla piattaforma, ma non per quelli futuri", dice Genna. Il motivo di fondo è che per applicare il nuovo tipo di blocco, globale, probabilmente Facebook sarà costretta a usare filtri automatizzati per i contenuti, come avvisa la stessa società. Solo così potrebbe tentare di rimuovere anche contenuti "equivalenti" - come scrive la Corte - a quelli segnalati.

 

Da molti anni numerose associazioni dei diritti civili, così come Google, Facebook e altre piattaforme, sostengono che tali filtri sarebbero un grave danno per la libera espressione sul web. Tra l’altro perché l’automatismo (ormai basato in parte sull'intelligenza artificiale) non sarebbe ancora in grado di cogliere le sfumature del discorso.

mark zuckerberg

 

Il rischio è di bloccare anche la satira, discorsi politici e critici. Per esempio, i filtri potrebbero scambiare per razzisti i i post di coloro che, magari con ironia, criticano e denunciano gli stessi razzisti. Come il recente casp italiano dei Socialisti Gaudenti, la cui pagina è stata oscurata da Facebook e poi riabilitata. Il post originale, di cui tratta la sentenza, si agganciava a un articolo su Glawisching-Piesczek a favore di un reddito minimo per i rifugiati e la definiva "traditrice del popolo".

google e la supremazia quantistica

 

"Il diritto dell'Ue non preclude a un fornitore come Facebook l’obbligo a rimuovere commenti identici e, in determinate circostanze, commenti equivalenti precedentemente dichiarati illegali", ha dichiarato la Corte di giustizia europea.

 

Rischio di fraintendimenti e censura

"Nessun problema per la rimozione di contenuti identici - commenta l'avvocato Guido Scorza, presidente dell’Istituto per le politiche dell’innovazione, - ma dobbiamo intenderci su identico perché identico per un sistema automatizzato non è identico per un umano".  La sfumatura non è da poco, spiega Scorza: "C'è il rischio che venga rimosso un contenuto che contiene quello rimosso criticandone la pubblicazione". Così come è "rischioso il concetto di analogo o di contenuto equivalente perché quando si parla di libertà di parola il diavolo sta nei dettagli e, se si legittima l'uso degli algoritmi alla ricerca di contenuti analoghi, il rischio di censura è elevato".

facebook

 

"Infine, - conclude Scorza - sono contrario all'estensione globale di un provvedimento di rimozione di contenuto nazionale, salvo che l'ordine di un giudice nazionale del Paese 1 non venga validato da quello del Paese 2 nel quale si vorrebbe che il contenuto fosse rimosso. Pensiamo a cosa accadrebbe se qualsiasi contenuto sgradito a governi censori dovesse divenire inaccessibile anche in Italia".

 

"E’ interessante che nel caso di Facebook la Corte Ue abbia adottato un principio di diritto alla rimozione molto ampio, mentre nel caso recente del diritto all’oblio per la protezione dei dati personali, basandosi sulla legislazione Gdpr, la stessa Corte ha negato che la rimozione debba essere globale", aggiunge Fulvio Sarzana, avvocato ed esperto di nuove tecnologie. "Non si comprende la ratio di queste difformità. Ora, così, se sei un politico puoi avere la cancellazione ovunque per diffamazione. Se invece chiedi il diritto all’oblio, no, e il contenuto resta visibile fuori dall’Europa", aggiunge Sarzana.

proteste contro google 4

 

"Cosa significa identico o equivalente"

"Speriamo che i tribunali adottino un approccio proporzionato e misurato, per evitare di limitare la libertà di espressione", commenta Facebook in una nota. "Questa sentenza - si legge nel documento - solleva interrogativi importanti sulla libertà di espressione e sul ruolo che le aziende del web dovrebbero svolgere nel monitorare, interpretare e rimuovere contenuti che potrebbero essere illegali in un determinato Paese. Su Facebook abbiamo già degli standard della Comunità che stabiliscono ciò che le persone possono e non possono condividere sulla nostra piattaforma e un processo in atto per limitare i contenuti che violano le leggi locali. Questa sentenza si spinge ben oltre, mina il consolidato principio secondo cui un Paese non ha il diritto di imporre le proprie leggi sulla libertà di parola ad un altro Paese. Inoltre, apre la porta ad obblighi imposti alle aziende del web di monitorare proattivamente i contenuti per poi interpretare se sono 'equivalenti' a contenuti ritenuti illegali. Per ottenere questo diritto - conclude la nota - i tribunali nazionali dovranno prevedere definizioni molto chiare su cosa significhino 'identico' ed 'equivalente' concretamente".

mark zuckerberg 1GOOGLE DON'T BE EVILgoogle cuba

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?