oblio

GOOGOLAMI E POI DIMENTICAMI - LA CORTE DI GIUSTIZIA UE DÀ RAGIONE AL MOTORE DI RICERCA: IL DIRITTO ALL'OBLIO NON È UNIVERSALE. LA LEGGE È VALIDA IN EUROPA, MA LA STESSA PAGINA CHE NON È VISIBILE AI CITTADINI DELL'UNIONE, PUÒ ESSERE TRANQUILLAMENTE LETTA DALL'AMERICA - PER IL GARANTE ''LA BARRIERA TERRITORIALE È ANACRONISTICA'', MENTRE ALLA COMMISSIONE LA DECISIONE VA BENE. COSÌ PUÒ VANTARSI DEL FATTO CHE NELLA ''CHIESA'' EUROPEA I DIRITTI SI RISPETTANO, MENTRE FUORI CI SONO I LEONI…

 

  1. DA CORTE UE OK A GOOGLE, DIRITTO OBLIO NON UNIVERSALE

 (ANSA) - La Corte di giustizia Ue dà ragione a Google: i motori di ricerca - qualora dovessero accogliere una richiesta di "diritto all'oblio" da parte di un utente - non sono obbligati ad applicarla in tutte le loro versioni. Tuttavia, fatto salvo alcune eccezioni previste dal diritto Ue, vale invece anche per i gestori dei motori di ricerca il divieto di trattare determinati dati personali sensibili.

PRIVACY DIRITTO OBLIO

 

La prima sentenza della Corte riguarda il ricorso di Google Inc, contro la multa da 100mila euro ricevuta dal Commissione nazionale dell'informativa e delle libertà francese per essersi rifiutato di applicare la "deindicizzazione" dei link, il cosiddetto "diritto all'oblio", a tutte le versioni del suo motore di ricerca. Il ricorso del colosso di Mountain View al Consiglio di Stato ha portato al pronunciamento della Corte europea. I giudici del Lussemburgo sottolineano che per rispettare pienamente il diritto all'oblio sarebbe necessaria un'operazione a livello mondiale. Tuttavia, molti Stati terzi non riconoscono tale diritto o lo applicano diversamente.

 

Di conseguenza, allo stato attuale non sussiste, per il gestore di un motore di ricerca che accoglie una richiesta di deindicizzazione, l'oblio derivante dal diritto dell'Ue di effettuare tale deindicizzazione su tutte le versioni del suo motore. Il motore di ricerca deve invece applicare il diritto all'oblio in tutte le sue versioni negli Stati membri Ue, mettendo in pratica misure che permettano quantomeno di scoraggiare gli utenti dall'accedere, attraverso l'elenco dei risultati, a versioni "extra Ue" del motore stesso. Il secondo blocco di sentenze riguarda invece il ricorso di quattro cittadini contro il rifiuto del Cnil francese di ingiungere alla società Google Inc. di applicare il diritto all'oblio nei loro confronti. Con la sentenza odierna, la Corte sottolinea che il gestore di un motore di ricerca non è responsabile del fatto che dei dati personali sensibili compaiono su una pagina web pubblicata da terzi, ma dell'indicizzazione di tale pagina.

DIRITTO ALL OBLIO SU INTERNET

 

Rientra quindi nei suoi compiti verificare se l'inserimento dei link nell'elenco dei risultati sia strettamente necessario per proteggere la libertà d'informazione degli utenti, oppure se questi possano essere "deindicizzati" su richiesta dell'interessato. In particolare, per quanto riguarda i procedimenti penali, qualora non ritenesse di poter accogliere la domanda sul "diritto all'oblio" di una persona, il gestore del motore di ricerca è comunque tenuto a sistemare l'elenco dei risultati in modo tale che l'immagine globale che ne risulta per gli utenti rifletta la situazione giudiziaria attuale facendo comparire per primi i link verso pagine contenenti informazioni più recenti.

 

  1. GOOGLE: GARANTE, LA BARRIERA TERRITORIALE È ANACRONISTICA

DIRITTO ALL OBLIO

 (ANSA) - "Leggeremo le motivazioni della decisione della Corte di Giustizia, che però ha sicuramente un impatto rilevante sulla piena effettività del diritto all'oblio. In un mondo strutturalmente interconnesso e in una realtà immateriale quale quella della rete, la barriera territoriale appare sempre più anacronistica". E' il commento del Garante per la privacy, Antonello Soro, alle sentenze della Corte Ue in materia di applicazione del diritto all'oblio da parte di Google nei Paesi dell'Unione.

 

"A maggior ragione - continua Soro in una nota - acquista ulteriormente senso l'impegno delle Autorità europee di protezione dati per la garanzia universale di questo diritto, con la stessa forza su cui può contare in Europa. L'equilibrio tra diritto di informazione e dignità personale, raggiunto in Europa anche grazie alla disciplina dell'oblio, dovrebbe rappresentare un modello a livello globale".

 

  1. GOOGLE, DAL 2014 IMPEGNATI PER IL DIRITTO ALL'OBLIO

 (ANSA) - "Dal 2014 ci siamo impegnati per implementare il diritto all'oblio in Europa e per trovare un punto di equilibrio tra il diritto di accesso all'informazione e la privacy. È bello vedere che la Corte ha condiviso le nostre argomentazioni; siamo grati alle organizzazioni indipendenti per i diritti umani, alle associazioni del mondo dell'informazione e alle molte altre associazioni in tutto il mondo che hanno presentato le loro opinioni alla Corte". Lo ha dichiarato Peter Fleischer, Senior Privacy Counsel di Google, commentando la decisione della Corte di giustizia Ue secondo la quale i motori di ricerca - qualora dovessero accogliere una richiesta di "diritto all'oblio" da parte di un utente - non sono obbligati ad applicarla in tutte le loro versioni.

diritto all oblio

 

  1. UE, NELL'UNIONE IL DIRITTO ALL'OBLIO VA RISPETTATO

 (ANSA) - "Prendiamo nota della sentenza odierna della Corte di giustizia europea sul diritto all'oblio, che è in linea con la posizione presa dalla Commissione Ue su questo caso". Così un portavoce dell'esecutivo comunitario commentando la decisione dei giudici del Lussemburgo sul ricorso di Google contro la multa da 100mila euro ricevuta dal Cnil francese per essersi rifiutato di applicare la "deindicizzazione" dei link, il cosiddetto "diritto all'oblio", a tutte le versioni del suo motore di ricerca.

 

google

"La sentenza chiarisce che il diritto all'oblio si applica all'interno dell'Ue e che i gestori dei motori di ricerca devono prendere misure specifiche ed efficaci per assicurare che questo diritto sia garantito - ha aggiunto il portavoce - tuttavia, il diritto all'oblio non si applica necessariamente fuori dall'Europa. All'interno dell'Ue le regole sulla protezione dei dati si applicano e devono essere rispettate, e questo include il diritto all'oblio".

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...