FINIS-ITALIA – DRAGONI, IL GIORNALISTA DEL “SOLE” CHE ORSI VOLEVA CANCELLARE, SI CUCINA FINMECCANICA - MONTI L’HA FATTA GROSSA NON RIMUOVENDO ORSI IN TEMPO, PRIMA DELLE MANETTE - ORA L’AZIENDA RISCHIA LA “SQUALIFICA” DAGLI APPALTI DELLA P.A. (E’ SUCCESSO A SIEMENS PER LE MAZZETTE ENELPOWER) - LA DIFESA E’ IL CLIENTE PIU’ IMPORTANTE: CONTRATTI PER MILIARDI DI EURO - ATTENZIONE AI DEBITI FINANZIARI NETTI, A QUOTA 4.853 MILIONI, 164 IN PIÙ DEL PATRIMONIO NETTO…

Gianni Dragoni per "Il Sole 24 Ore"

La prima nomina del governo Monti e una delle ultime di Berlusconi. Giuseppe Orsi è stato nominato a.d. di Finmeccanica il 4 maggio 2011 dal ministro Giulio Tremonti e il primo dicembre, pochi giorni dopo l'insediamento di Monti, ha ottenuto anche la presidenza, con le dimissioni di Pier Francesco Guarguaglini. Forse anche per questo, malgrado dal 24 aprile 2012 si sapesse che Orsi è indagato per corruzione internazionale, Monti non è intervenuto, almeno per affiancarlo con un altro manager.

In una fase già critica, Finmeccanica rischia altre conseguenze, il divieto a stipulare appalti con lo Stato. Lo stesso rischio lo corre l'AgustaWestland, la controllata più importante del gruppo aerospaziale e della difesa controllato dal ministero dell'Economia, proprietario del 30,2% del capitale di una società che, dopo la caduta di ieri del 7,31% (a 4,414 euro per azione), secondo la Borsa vale appena 2.500 milioni di euro. Il resto del capitale è frammentato tra 438mila azionisti.

Se si considera che Finmeccanica è il secondo gruppo industriale italiano dopo la Fiat, con ricavi nel 2011 per 17,5 miliardi di euro e 68.321 dipendenti al 30 settembre 2012, questo modesto valore, pur scontando le sensibilità della Borsa, dà l'idea del senso di declino che c'è intorno alla grande industria italiana.

La reputazione e l'immagine di Finmeccanica e delle sue aziende sono già state indebolite da altre indagini negli ultimi anni: è stata archiviata quella sull'ex presidente e a.d. Pier Francesco Guarguaglini, ma ci sono altre inchieste in corso con dirigenti e amministratori di società messi agli arresti, mentre si dovrebbe chiudere con il patteggiamento a un anno di reclusione l'indagine su Marina Grossi, moglie di Guarguaglini.

Oltre a questo, la holding aerospaziale rischia una sanzione ulteriore perché da settembre è indagata per corruzione internazionale per le presunte tangenti versate per ottenere la commessa dal governo indiano di 566 milioni di euro per vendere 12 elicotteri Aw101. L'estensione dell'indagine a Finmeccanica e ad AgustaWestland è stata decisa dal pubblico ministero Eugenio Fusco da Busto Arsizio, in base al decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità delle imprese per illeciti commessi da amministratori e dipendenti.

L'arresto di Orsi nella pienezza delle cariche, con tutti i poteri di amministrazione e il doppio incarico di presidente e unico amministratore delegato, espone Finmeccanica (e Agusta per il ruolo di Bruno Spagnolini, anch'egli agli arresti, domiciliari) a maggiori conseguenze se le accuse saranno provate. Potrebbe infatti scattare la «sanzione interdittiva» alla società, con il divieto a stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Poiché il ministero della Difesa è il cliente più importante di Finmeccanica, un simile divieto farebbe perdere alla società appalti per centinaia di milioni se non miliardi di euro.

Un divieto analogo, per un anno, è stato inflitto nel 2004 alla tedesca Siemens, per le tangenti pagate per gli appalti Enelpower: lo decise il gip di Milano Guido Salvini su richiesta dei pm, tra i quali c'era Fusco, oggi accusatore di Orsi. L'altra coincidenza è che l'avvocato di Siemens era Ennio Amodio, lo stesso penalista che difende Orsi. Il governo Monti ha ritenuto di non intervenire sul vertice (ha spiegato i motivi in una nota, come riferito in un altro servizio a pag. 2), benché fosse stato sollecitato a prendere posizione anche dal Sole 24 Ore il 6 novembre scorso.

Secondo indiscrezioni trapelate nel luglio 2012 e non smentite, i pm di Napoli, prima del passaggio dell'indagine a Busto Arsizio, in un colloquio con il capo di gabinetto del ministero dell'Economia, Vincenzo Fortunato, avrebbero avvertito il governo della delicatezza degli sviluppi dell'indagine su Orsi. L'arresto di Orsi, che non si dimette, coglie il gruppo in una fase difficile, di appesantimento della situazione finanziaria e indebolimento degli ordini, mentre cova sotto la cenere la polveriera degli esuberi alla SuperSelex.

Orsi aveva posto al centro del suo piano industriale un programma di cessioni di attività nel civile e partecipazioni di minoranza per incassare «un controvalore di circa un miliardo di euro» entro il 2012 e ridurre così l'indebitamento finanziario. Quest'obiettivo non è stato raggiunto. Come Il Sole 24 Ore ha ricordato il 15 gennaio, dalle dismissioni Finmeccanica non ha incassato nulla nel 2012. Il 21 dicembre ha annunciato l'accordo per cedere il suo 14,3% di Avio, dal quale - ha detto - incasserà 260 milioni nei prossimi mesi.

L'operazione più controversa è la cessione del 55% di Ansaldo Energia. Orsi ha trattato con Siemens, poi sono arrivati anche i coreani di Doosan e Samsung. Ma l'operazione è ancora in alto mare ed è osteggiata da molte forze politiche, tra cui il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, per il timore dell'ulteriore impoverimento industriale italiano. Dopo che Orsi ha imposto svalutazioni e accantonamenti il bilancio 2011 ha dichiarato una perdita di 2.345 milioni di euro. Nei primi nove mesi del 2012 Finmeccanica ha dichiarato un utile netto di 118 milioni. Ma i debiti finanziari netti hanno continuato a salire, fino a 4.853 milioni, 164 milioni in più del patrimonio netto, che segna il livello di guardia.

 

SEDE FINMECCANICA Gianni Dragoni ELICOTTERO AGUSTA WESTLAND ELICOTTERO AGUSTA WESTLAND AW GUARGUAGLINI large medium ALESSANDRO PANSA

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?