giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT – ESSÌ, STAVOLTA BISOGNA AMMETTERLO: SULLA LEGGE DI BILANCIO MATTEO SALVINI HA PIÙ DI QUALCHE SACROSANTA RAGIONE PER IMPEGNARSI A MORTE NEL SUO RUOLO DI IRRIDUCIBILE SFASCIACARROZZE DELLA MARCHESINA DEL COLLE OPPIO (“IL GOVERNO SONO IO E VOI NON SIETE UN CAZZO!’’) - DIETRO UNA FINANZIARIA MAI COSÌ MICRAGNOSA DI 18 MILIARDI, CHE HA AFFOSSATO CONDONI E PENSIONI CARI A SALVINI, L’OBIETTIVO DELLA DUCETTA È DI USCIRE CON UN ANNO IN ANTICIPO DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE PER DEFICIT ECCESSIVO ATTIVATA DALL'EUROPA NEL 2024. COSÌ SARÀ LIBERA E BELLA PER TRAVESTIRSI DA BEFANA PER LA FINANZIARIA 2026 CHE SARÀ RICCA DI DEFICIT, SPESE E "MENO TASSE PER TUTTI!", PROPRIO IN PERFETTA COINCIDENZA CON LE ELEZIONI POLITICHE 2027 – OVVIAMENTE LA “BEFANA MELONI” SI PRENDERÀ TUTTO IL MERITO DELLA CUCCAGNA, ALLA FACCIA DI LEGA E FORZA ITALIA…

DAGOREPORT

giorgia meloni al senato foto lapresse.

Essì, stavolta bisogna ammetterlo: sulla legge di bilancio Matteo Salvini ha più di qualche sacrosanta ragione per impegnarsi nel suo ruolo di irriducibile sfasciacarrozze della Marchesina del Colle Oppio (“Il governo sono io e voi non siete un cazzo!”’), aggiungendo nel contempo sonori vaffa a quel leghista al semolino, registrato all’anagrafe di Varese con il nome di Giorgetti Giancarlo, che ricopre il ruolo di Ministro del Tesoro.

 

“Va bene essere soddisfatti dei giudizi delle agenzie di rating o per lo spread ai minimi”, è sbottato il Capitone leghista, “ma i cittadini votano la Lega anche e soprattutto per salvare le pensioni”. E’ resuscitato pure il capogruppo del Carroccio alla Camera, Massimiliano Romeo, che ha così esultato: “È tornato il celodurismo lombardo!”.

 

matteo salvini giorgia meloni foto lapresse

Che la Ducetta si sia incazzata a morte con il suo immarcescibile sabotatore padano ci sta, eccome: ma dimme te, non faccio in tempo a tornare trionfatrice dal Consiglio Europeo di Bruxelles, dove ho sudato le proverbiali sette camice per far felici, con una botta sola, il mio Trumpone e il tuo Putin innamorato, affossando il piano di Merz per l’utilizzo gli asset russi per sostenere la resistenza ucraina, e tu, alleato di governo, peggio di un satanasso mi sfracelli cojoni e neuroni?

 

Fin dall’inizio del governo Meloni, Salvini cerca in tutte le maniere di risollevare lo stato comatoso della Lega impegnandosi in una sistematica opera di guerriglia al “Qui, comando io!” della Statista della Sgarbatella. Ma finora, risultati zero. Anzi: nella storia della Repubblica, Fratelli di Meloni è l’unico partito che dopo tre anni e mezzo a Palazzo Chigi vedi i consensi aumentare mentre il logoramento del Carroccio, tra un Vannacci che entra e una Zaia che esce, non accenna a cambiar rotta.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

Quando il duo Giorgetti-Meloni, dimenticando il Salvini che nel 2022 tuonava: "Se non azzero la riforma delle pensioni della Fornero siete titolati a spernacchiarmi", ha combinato il pasticciaccio brutto sul maxi-emendamento alla manovra che impone una stretta sul trattamento pensionistico, sono subito iniziati i botti di capodanno a Palazzo Chigi.

 

Ma stavolta Salvini ha più di un motivo per far vedere i sorci verdi al suo nemico più intimo. Intanto, il ministero più colpito dai tagli del governo è quello delle Infrastrutture e Trasporti, guidato da Salvini (oltre 520 milioni).

 

giorgia meloni alla camera foto lapresse

Secondo: a far incazzare come una biscia il leader della Lega è il piano politico che ha portato la Ducetta a scodellare una manovra finanziaria 2026 mai così micragnosa: una miseria che si aggira intorno a 18 miliardi di euro.

 

Basti pensare che lo scorso anno il valore complessivo totalizzava circa 24 miliardi di euro, saliti a 28 con i primi decreti attuativi. Nel 2023, la prima partorita da Meloni premier (quella del 2022 fu fatta sostanzialmente dal governo Draghi), raggiunse la ragguardevole sommetta di 35 miliardi.

 

Come mai Lady Macbeth alla matriciana ha sfornato una legge di Bilancio formato mignon, che fa correre il rischio alla Lega di perdere ulteriori consensi, con la pressione fiscale che resta ben salda al 42,8% raggiunto nel 2025? 

 

matteo salvini antonio tajani

Per la Giorgia dei Due Mondi, visto che il consenso non si muove dal 30 per cento, può permettersi una finanziaria particolarmente asfittica che vale lo 0,8% del Pil, portando così il deficit italiano sotto il 3% del Pil, a fronte del 3,3% concordato con la Ue.

 

Tale risultato permetterà al governo alla Fiamma di uscire con un anno in anticipo dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo attivata dall’Unione europea nel 2024. 

 

Una volta comunicato alla Ue il virtuoso rientro del deficit e ottenuto il via libera all’uscita dell’Italia dalla procedura per disavanzo eccessivi, Giorgia Meloni potrà dedicarsi con allegria alla manovra del 2026 che, guarda caso!, coincide proprio con i tempi delle elezioni politiche della primavera del 2027.

 

luca ciriani giorgia meloni al senato foto lapresse

Non avendo più la necessità di fare tagli e ritagli, sarà libera e bella di camuffarsi da Befana presentando nel una finanziaria generosissima, ricca di botti e fuochi di artificio, che ovviamente sfrutterà a suo unico vantaggio. Ma quale Lega e Forza Italia, ”Il governo sono io!”.

 

E gli italiani che entreranno nella cabina elettorale potranno così ricompensare la generosità di Sua Maestà d’Italia, la Regina Giorgia.

TITANIC D'ITALIA - VIGNETTA BY MACONDOmatteo salvini giorgia meloni antonio tajani GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE

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