CHI SARÀ L’UOMO DEL “MONTE”? DUELLO COMUNE-PROVINCIA SULLA NOMINA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MPS

Maurizio Bologni per "la Repubblica"

Qui dicono che l'inverno comincia il 17 agosto, il giorno dopo il Palio dell'Assunta, quando di solito si spengono i riflettori su Siena. Altri tempi. Quest'anno si corre il Palio Mps sulla nomina del presidente della Fondazione, che ha il 33,4% della Banca.

L'elezione spetta alla deputazione generale, appena rinnovata, ma sul nome del futuro presidente si fronteggiano il neo sindaco renziano, Bruno Valentini, e il presidente della Provincia, Simone Bezzini, anche lui Pd ma di diversa sponda. Valentini è partito di rincorsa, d'anticipo, mettendo sul piatto, già prima che la nuova deputazione generale si insediasse, la candidatura di Francesco Maria Pizzetti, ex presidente dell'Authority per la privacy.

Gli altri enti nominanti non hanno gradito la mancata concertazione. Così, dopo due riunioni delle deputazione con fumata nera e il no di Lorenzo Bini Smaghi, dal cilindro è uscito Enzo Cheli, per un decennio membro e poi vice presidente della Corte Costituzionale, già a capo dell'Agicom. Anche lui, però, sentita puzza di bruciato, ha rinunciato. E il Palio riparte.

Prima di lasciare, i vecchi amministratori della Fondazione avevano cambiato lo statuto dell'Ente per toglierne il controllo assoluto a Comune e Provincia. Così un ampio ventaglio di soggetti, dalla Regione al Cnr, ha nominato un membro ciascuno dei 14 della nuova deputazione generale, ma la Provincia ne ha 2, il Comune 4.

E siccome per eleggere il presidente servono 11 voti, ai rappresentanti dell'Amministrazione provinciale resta un peso straordinario, a quelli del Comune un vero e proprio diritto di veto. Di conseguenza Siena appare di nuovo impantanata in vecchi giochini, interni al Pd.

Ufficialmente tutti si dichiarano rispettosi dell'autonomia della deputazione, ma le manovre proseguono sottotraccia. L'unico modo per evitare la figuraccia sarebbe trovare un accordo prima della terza riunione della deputazione generale di martedì prossimo. Sarà difficile che ciò avvenga. Perché ieri si è defilato anche Cheli, che a molti era sembrato il candidato ideale, anche per le sue radici senesi.

Su Cheli c'era disco verde dalla quasi totalità degli enti nominanti, a cominciare da Regione e Provincia. Ma non quello del sindaco Valentini che tiene duro su Pizzetti. «Non voglio giocare al toto-nomine - ha detto ieri - Io vorrei parlare di cosa deve fare la Fondazione per salvare se stessa e la Banca, e vorrei lasciare ai deputati ampia libertà di proposta. Se mi si chiede di Cheli, dico che l'ho conosciuto allo stesso convegno dove ho conosciuto Pizzetti. Ha un profilo che non si può discutere, ma di stile, come dire, più accademico». Una mezza bocciatura. E il professore si è tirato indietro.

Ora si fanno altri nomi. Il personaggio nuovo è Pierluigi Ciocca, ex dg di Bankitalia. Continuano a circolare quelli dei banchieri Silvano Andriani e Divo Gronchi, e dell'ex sindaco Roberto Barzanti. Ma è probabile che alla deputazione di martedì gli uomini di Valentini, che invocano l'urgenza della nomina, provino a forzare per stringere su Pizzetti

 

 

monte-dei-paschi-di-siena-sedemonte dei paschi di siena bruno valentini FRANCESCO PIZZETTI PIERLUIGI BERSANI Francesco Pizzetti

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