friedrich merz wolfgang schauble

LA GERMANIA TORNA LOCOMOTIVA D’EUROPA – IL BAZOOKONE DI FRIEDRICH MERZ DA 1000 MILIARDI PUÒ RISOLLEVARE LE SORTI DELL’ASFITTICA ECONOMIA TEDESCA: LE STIME SONO STATE GIÀ CORRETTE DALLO 0,8% PREVISTO NEL 2025 A UN IPOTETICO 2% NEI PROSSIMI ANNI – MERZ NON HA PERSO TEMPO: LA PROSSIMA SETTIMANA IL BUNDESTAG VOTERÀ LA RIFORMA COSTITUZIONALE PER AGGIRARE IL FRENO AL DEBITO. UN “TRADIMENTO” DEL RIGORE ECONOMICO IDEATO DAL SUO MENTORE, SCHAUBLE, FONDAMENTALE PER NON PARALIZZARE LA GERMANIA…

1 - RIVOLUZIONE MERZ

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”

 

friedrich merz wolfgang schauble

In meno di un mese, prima ancora di diventare cancelliere, Friedrich Merz ha scardinato tre punti fermi della politica tedesca. Ha votato con l’AfD sulla migrazione. Ha detto che l’Europa si deve rendere autonoma dagli Stati Uniti «passo dopo passo». E ha rotto il tabù del debito, aprendo a un maxi pacchetto di investimenti in difesa e infrastrutture da mille miliardi.

 

Su tutte e tre le questioni, fino a poco fa Merz aveva idee opposte. Ma se rispetto alla disruption trumpiana può sembrare poca cosa, per l’ordinata politica tedesca questo esordio di Merz è, probabilmente, il più grande sovvertimento degli ultimi decenni.

 

friedrich merz in un jet militare

[…] La svolta sul debito era nell’aria, meno le sue dimensioni. La Cdu per anni ha rifiutato di collaborare con la Spd sul tema. Invece, sono bastati 9 giorni dopo le elezioni […] per trovare un’intesa.

 

Un ruolo l’ha avuto il consigliere economico di Olaf Scholz, l’ex banchiere di Goldman Sachs Jörg Kukies, che a sorpresa si è presentato ai negoziati sul nuovo governo. Come consulente, si capisce ora. […] 

 

1) Tutta la spesa del budget difensivo, se eccede l’1% del Pil, sarà esonerata dal freno del debito. Se per esempio, la Nato decidesse di aumentare le spese per la difesa al 3%, allora il 3%-1%, ossia il 2% del Pil sarebbe esentato (un punto del Pil in Germania sono 44 miliardi)

 

2) Sarà istituito un fondo speciale per modernizzare l’infrastruttura obsoleta, di 500 miliardi in 10 anni, fuori dal freno del debito

 

3) Anche i 16 Länder avranno un esenzione dello 0,35% del Pil, oltre 15 miliardi.

 

Olaf Scholz e Friedrich Merz

[…] È una svolta epocale. La Germania di Olaf Scholz era diventata simbolo dell’immobilismo, il Paese del G7 con la minor crescita, incapace di trovare una via d’uscita dalla crisi. […] Così come ha sorpreso la capacità […] di Cdu e Spd di lavorare insieme.

 

La Deutsche Bank descrive il maxipacchetto di stimolo come «uno storico cambio di paradigma, tra i maggiori nella storia tedesca del dopoguerra», aggiungendo che la «velocità con cui sta avvenendo e la misura dell’espansione fiscale ricordano la riunificazione tedesca». Si sono corrette le stime per la crescita, dallo 0,8% previsto nel 2025 a un ipotetico 2% nei prossimi anni, secondo l’Istituto di politica macroeconomica.

 

wolfgang schauble friedrich merz 2

[…] Friedrich Merz, che si ritiene un uomo coraggioso e ha usato le parole di Mario Draghi «whatever it takes», mostra l’ambizione di rispondere alla sfida del suo tempo. Mette Berlino al centro del riarmo europeo, seppellendo il credo del suo maestro Wolfgang Schäuble e il suo pareggio di bilancio, che negli ultimi anni ha servito male la Germania. Ma forse, professandosi europeista, Merz ha piuttosto in mente anche un altro Schäuble: il vero architetto della riunificazione tedesca agli ordini di Kohl, che dovette disegnare con grande velocità e decisione un Paese nuovo, e imprevisto.

 

2. LA SVOLTA DELL’EX FALCO MERZ. CHE SFONDA IL TETTO AL DEBITO E ROMPE IL TABÙ TEDESCO

Estratto dell’articolo di Vittorio Da Rold per “Domani”

 

angela merkel friedrich merz

Il prossimo cancelliere tedesco ha colto l’attimo dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, sottolineando l’urgenza per l’Europa di rafforzare le proprie difese. Numerosi economisti hanno esortato la Germania a riformare i limiti di indebitamento statale sanciti dalla Costituzione – noti come “freno al debito” – per liberare gli investimenti e sostenere un’economia che negli ultimi due anni si è contratta.

 

La riforma, che necessita dei due terzi dei voti parlamentari, segnerebbe uno smantellamento delle regole di prestito imposte dopo la crisi finanziaria globale del 2008, che molti hanno criticato come obsolete, mettendo la Germania in una camicia di forza fiscale. «Di fronte alle minacce alla nostra libertà e alla pace nel nostro continente, tutto ciò che è necessario deve ora valere anche per la nostra difesa», ha affermato Merz.

 

wolfgang schauble friedrich merz

[…]  Schaeuble ha messo al sicuro il rigore economico in Costituzione in Europa, una scelta che nemmeno la prudente Svizzera ha mai fatto. Merz ora deve uscire da quell’intreccio perverso ideato dal suo mentore oppure ne resterà paralizzato. Oltre al fondo, Merz potrebbe aprire a nuove forme di debito comune in Europa in materia di difesa, sulla scia del Next Generation Eu.

 

Tuttavia, la Linke […] e l’ultradestra dell’AfD potrebbero esercitare una minoranza di blocco in parlamento che potrebbe ostacolare qualsiasi aumento della spesa per la difesa. La strada è in salita. Merz in Europa è aperto alla formula dei paesi volenterosi che potrebbero superare il veto del voto all’unanimità.

 

OLAF SCHOLZ E FRIEDRICH MERZ

Occorre essere pragmatici, con il sesto trimestre del Pil tedesco in negativo. In caso contrario, l’AfD, oggi secondo partito, se ci fosse ancora una legislatura inconcludente, potrebbe trarre ulteriore vantaggio da una possibile disillusione degli elettori nei confronti dei partiti tradizionali. E allora sarebbe il disastro.

angela merkel friedrich merz

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...