giuseppe conte ponte morandi benetton autostrade

SE NON CI DIFENDIAMO, CI SPOLPANO - IL GOVERNO INCLUDERÀ ANCHE LE RETI AUTOSTRADALI TRA GLI ASSET STRATEGICI DA DIFENDERE CON IL GOLDEN POWER CONTRO GLI ASSALTI STRANIERI – INTANTO I BENETTON FANNO SHOPPING NEGLI USA INSIEME AL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE: COMPRATI PER UN MILIARDO I TUNNEL "ELIZABETH RIVER CROSSINGS" IN VIRGINIA. LE ANALOGIE CON IL CASO ASPI…

1 – ATLANTIA FA AFFARI CON IL FONDO MACQUARIE UN MILIARDO PER SBARCARE NEGLI STATI UNITI

Teodoro Chiarelli per “la Stampa”

ATLANTIA AUTOSTRADE

 

Che Macquarie riesca a mettere le mani, insieme a Cdp e Blackstone, su Autostrade per l'Italia per ora è solo un'intenzione, legata a un'offerta non vincolante. Ma che il fondo australiano faccia affari con Atlantia, che Aspi controlla, è invece una realtà.

 

elizabeth river crossings 6

Corroborata ieri dall'acquisizione da parte della holding infrastrutturale della famiglia Benetton, attraverso la controllata Abertis Infraestructuras, del 100% del capitale della società concessionaria (fino al 2070) dei tunnel Elizabeth River Crossings in Virginia, Stati Uniti, per un controvalore complessivo di 1,1 miliardi di euro.

FONDO MACQUARIE

 

L'operazione avviene in consorzio con Manulife Investment Management e consente ad Atlantia, presente finora solo in Centro e Sud America, di entrare negli Usa. Per la controllata Abertis questa acquisizione rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di crescita negli States, dove il gruppo spagnolo ha uffici dal 2006 e gestisce un sistema di pedaggio nel Rhode Island attraverso la società Emovis.

 

luciano benetton imago mundi

Si tratta anche della seconda importante acquisizione di Abertis in meno di un anno, dopo l'acquisto a giugno del controllo di Red de Carreteras de Occidente (Rco) in Messico per 5 miliardi di euro. Nell'ambito del consorzio, Abertis deterrà dal 51% al 68% del capitale di Elizabeth River Crossings e controllerà la società consolidandola integralmente nel proprio bilancio.

 

L'accordo per rilevare il 100% nella concessione di Elizabeth River Crossings è stato siglato con Macquarie Infrastructure Partners II, un fondo gestito da Macquarie Infrastructure and Real Assets, e una controllata di Skanska AB. I tunnel a pedaggio della Elizabeth River Crossings si trovano nella regione di Hampton Roads e sono tra le strade più trafficate dell'area metropolitana di Virginia Beach-Norfolk-Newport News, perché forniscono accesso a importanti aree industriali, commerciali, militari e marittime.

 

elizabeth river crossings

Nel 2019 hanno registrato un transito medio di 102 mila veicoli al giorno e hanno mostrato una forte resistenza anche quest' anno, durante la pandemia da coronavirus, tornando a livelli di traffico quasi normalizzati negli ultimi mesi. La società, che ha iniziato a operare nel 2014 e ha una concessione residua di 50 anni (fino ad aprile 2070), ha chiuso il 2019 con un Ebitda pari a 60 milioni di dollari e un debito netto di 1.127 milioni di dollari.

 

Macquarie è entrata in Elizabeth River Crossings nel 2012 con un collaterale (garanzie) di 200 milioni di dollari e ne esce otto anni dopo con una ricca plusvalenza in equity. Niente da dire: è il suo mestiere prendere partecipazioni, valorizzarle e trarne un profitto. Non è certo un gestore industriale.

 

elizabeth river crossings

Quel che balza agli occhi sono le analogie con il caso Aspi. Atlantia ha ricevuto un'offerta non vincolante da una cordata composta da Cassa Depositi e Prestiti e dai fondi Blackstone e, appunto, Macquarie. Che sia il governo a spingere per il successo di questa aggregazione, dove sono presenti azionisti che per la loro mission (legittima, per carità) non si possono certo definire stabili, qualche interrogativo lo pone.

 

2 – IL VETO DEL GOLDEN POWER SI ALLARGA FINO AD AUTOSTRADE

Claudio Antonelli per ''la Verità''

 

Si avvicina la fine dell' anno. E la normativa sul golden power, il potere di veto del governo sulla vendita di aziende o asset strategici del Paese attende una revisione. Innanzitutto, scade l' estensione dei poteri speciali alle imprese o ai fondi europei e in seconda istanza entreranno in vigore due nuovi dpcm con l' obiettivo di fare chiarezza sui settori e sulle priorità da perseguire.

 

giuseppe conte roberto gualtieri

Con l' occasione di fare chiarezza e mettere in ordine la normativa, il governo mira a prendere due piccioni con una fava. Nel dpcm diffuso ieri il premier Giuseppe Conte fa una nuova lista dei settori da tutelare.

 

Stringe il mirino e si fa più selettivo. Se i piani del governo dovessero essere confermati ora anche i settori dei media e delle concessioni autostradali dovranno sottostare alle regole della golden power.

 

Sul fronte autostrade, la normativa sarà utile da momento che nel piano di Cdp c' è sia il coinvolgimento di grandi fondi stranieri sia l' intenzione di uscire successivamente dall' investimento (Cdp equity gestirà la newco che acquisterà l' 88% di Aspi con Blackstone e Macquarie).

 

riccardo fraccaro

Sul fronte Mediaset - Vivendi, che hanno un contenzioso legale aperto da tempo, il governo Conte non firmerà un emendamento al decreto Ristori per assegnare i poteri di veto anti-francesi all' Agcom, come si diceva nei giorni scorsi, ma estenderà direttamente la normativa golden power anche al settore dei media.

 

Nel frattempo, c' è già stato un boom di notifiche pervenute alla Presidenza del Consiglio ai sensi della normativa golden power. Quasi sempre poche decine all' anno, a fine 2020 potrebbero essere circa 300, secondo la relazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro presentata pochi giorni fa in Parlamento. E nella sostanza anticipata dalla Verità.

elizabeth river crossings 21

 

Il veto, finora, non è però stato messo su nessuna. Ed è proprio per questo motivo che Parlamento e governo si stanno attrezzando con un secondo dpcm in via di definizione. Il che porta a una domanda di fondo.

 

Perché - con tutto quello che sta accadendo e dopo numerosi annunci e alert pubblici - dotarsi di una delle leggi più aspre e stringenti del panorama europeo per poi alla fine sparare a salve? Possibile che in tutti questi mesi il governo non abbia mai ravvisato gli estremi per far valere il proprio peso politico?

PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE

 

Tanto più se come sembra si deciderà di estendere l' obbligo di notifica alle aziende Ue pure per il 2021. Il numero uno della Consob, Paolo Savona, ha più volte sollecitato una sorta di lista o almeno indicazioni più precise. Proteggere tutto significa non proteggere nulla. Ci auguriamo che entro Natale si possa aggiustare il sistema di protezione nazionale, altrimenti avremo sprecato la solita occasione e ci toccherà dire che, come spesso accade, alle parole del governo non seguono i fatti. Le prossime settimane saranno decisive per capire l' andazzo. ad esempio il fondo australiano Macquarie ha offerto a Italgas 1,1 miliardi per acquisire l' impianto di stoccaggio di Cornegliano. Vedremo se il governo avrà qualcosa da ridire o bollinerà l' offerta e quindi il passaggio di proprietà.

ATLANTIA INVESTITORI

Ultimi Dagoreport

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…