GOOGLE USA LO SPAZZOLINO PER I SUOI INVESTIMENTI - LA CORSA DI FINMECCANICA E LE PARTITE BREDA E ANSALDO STS - POSTE, PRIME NOMINE DI CAIO - LE MOSSE DI MARCHIONNE PER L’ALFA IN AMERICA - API, RICCHE CEDOLE

1. LA SILICON VALLEY VOLTA LE SPALLE ALLE MERCHANT BANK

silicon valleysilicon valley

da Repubblica - La tendenza è partita dal numero uno di Google, Larry Page e non poteva essere diversamente. Le grandi compagnie della Silicon Valley non delegano più alle banche d’affari per valutare le aziende su cui investire, ma preferiscono decidere affidandosi a staff interni. E su criteri come l’utilità pratica e il potenziale a lungo termine piuttosto che sui fondamentali di bilancio e sulla redditività a breve.

 

In casa Google - riporta il New York Times - il criterio usato da Page per valutare un'acquisizione è il test dello “spazzolino da denti”, ovvero valutare se la società che si intende acquistare è «utile una o due volte al giorno e se rende la vita migliore». Qualche esempio? Quando Apple ha acquisto Beats Electronics per 3 miliardi di dollari ha evitato l'aiuto di professionisti di fusioni e acquisizioni. Quando Facebook ha speso 2,3 miliardi per Oculus VR lo ha fatto senza l'aiuto dei banchieri. E quando Google ha acquisto Waze per 1 miliardo non è ricorsa a banche.

 

oracle building, silicon valleyoracle building, silicon valley

L'operazione maggiore senza banchieri è stata l'acquisizione per 8,5 miliardi di Skype da parte di Microsoft. Il minore 'aiuto' delle banche arriva mentre l'attività di fusioni e acquisizioni nell'industria tecnologica sta esplodendo, con accordi per oltre 100 miliardi da inizio anno.

 

2. RHIAG AVVIA LO SHOPPING E COMPRA LA TORINESE ERA

D.Pol. per il “Corriere della Sera” - Torna sotto i riflettori la Rhiag, azienda lombarda tra i leader europei dei ricambi per auto e camion nel segmento dell’aftermarket con 700 milioni di ricavi. Ossia il gruppo passato l’autunno scorso sotto le insegne del fondo Apax che l’ha rilevata dopo il tentativo fallito di sbarcare in Piazza Affari. Adesso il private equity inglese che ha pagato la società oltre 380 milioni vuole creare nuovo valore. Da qui la decisione di avviare una intensa campagna di shopping.

 

Google China - LogoGoogle China - Logo

Il primo colpo è già stato messo a segno in Italia. Rhiag e il ceo Luca Zacchetti hanno infatti appena firmato l’acquisizione del gruppo Era di Moncalieri, circa 50 milioni di ricavi (di cui il 60% all’estero), anch’essa risultato di una strategia di «buy & build», ossia di successive aggregazioni d’aziende per creare una realtà più forte. A vendere è il fondo Alcedo sgr che due anni fa aveva comprato il 68% di Era group rimanendo a fianco dei manager nell’ambito di un’operazione di buyout dalla multinazionale Trw aftermarket, finanziata da Intesa Sanpaolo.

 

Per sostenere l’operazione Rhiag utilizzerà parte delle risorse incamerate con l’emissione obbligazionaria high yield da 415 milioni lanciata lo scorso novembre, un collocamento servito sia a finanziare il buyout sia a fare scorta in vista delle future acquisizioni. E’ infatti necessario un nuovo ciclo di crescita, non solo in Italia dove è il gruppo di ricambistica è già leader, ma soprattutto in Europa: Rhiag è numero uno nei Paesi dell’Est e in Svizzera, mercati sui quali è previsto un ulteriore rafforzamento. Ma anche in Germania, per esempio, dove la società ha una presenza più modesta e dove sono concentrati i grandi dell’aftermarket.

finmeccanicafinmeccanica

 

3. FINMECCANICA, LA CORSA AL LISTINO E L’ATTESA PER BREDA E ANSALDO STS

C.Tur. per il “Corriere della Sera” -  Un balzo del 4% fino a superare quota 6,9 euro. Tra i titoli che hanno trainato ieri Piazza Affari, si è distinta Finmeccanica a pochi giorni dalla scadenza del 29 agosto che il ceo Mauro Moretti e i suoi advisor, Mediobanca e Ubs, hanno comunicato ai pretendenti al business trasporti rappresentato da AnsaldoBreda e dal 40% della quotata Ansaldo Sts. Da lunedì prossimo Moretti e la prima linea dei manager saranno di nuovo al lavoro negli uffici romani di Piazza Montegrappa e il doppio dossier treni e segnalamento è il primo nodo che verrà affrontato.

 

ANSALDO BREDA jpegANSALDO BREDA jpeg

I pretendenti più accreditati restano la canadese Bombardier, partner di AnsaldoBreda nella costruzione dei Frecciarossa Etr 1000 e la conglomerata giapponese Hitachi che oltre un anno fa aveva negoziato a lungo il doppio buyout ma chiedendo in dote una ricapitalizzazione preventiva dell’azienda di materiale rotabile, allora con i conti in forte sofferenza. In campo, attesi alla scadenza delle offerte vincolanti, ci sono però anche Thales che mira in primo luogo ai sistemi di segnalamento della Sts e la meno dotata (finanziariamente) Caf spagnola.

 

Molto attiva viene descritta poi la cordata China Cnr-Insigma, entrambe vecchie conoscenze del mondo Finmeccanica. La prima, leader al mondo per unità prodotte nelle motrici e convogli con velocità sopra 300 chilometri l’ora, ha una partnership con Breda nei treni Sirio, mentre l’altra cinese Insigma mira ad Ansaldo Sts di cui è alleato tecnologico nel segnalamento.

 

4. CAIO SCEGLIE IL TICKET CALABRIA E MARIA BIANCA FARINA PER POSTE VITA

FRANCESCO CAIOFRANCESCO CAIO

C.Tur. per il “Corriere della Sera” - Terzo mandato alla guida di Poste vita per Maria Bianca Farina che Francesco Caio, alla prima tornata di nomine nelle controllate, ha confermato nell’incarico di amministratore delegato per sviluppare il business assicurativo che già conta 13,2 miliardi di raccolta premi (spalla a spalla con Generali Italia) e 2,8 milioni di clienti.

 

Manager di grande esperienza, fin dai tempi di Ina Assitalia, e vicepresidente dell’Ania, Maria Bianca Farina è ben stimata anche Oltretevere dove Papa Francesco l’ha chiamata tra i quattro membri dell’Autorità di informazione finanziaria (prevenzione del riciclaggio).

 

Alla presidenza di Poste vita arriva invece Luigi Calabria, ex banker di Lazard e Morgan Granfell, che Caio ha sfilato alla direzione finanza di Finmeccanica per ingaggiarlo come cfo di Poste italiane alla vigilia di partite molto delicate. Una ormai archiviata, l’investimento in Alitalia di 75 milioni, l’altra ancora da costruire visto che il collocamento in Borsa del gruppo richiederà un’attenta preparazione.

 

5. UN MANAGER CHRYSLER PER L'ALFA NEGLI USA

A.Mal. per “Il Sole 24 Ore” - Fiat fa un altro passo avanti verso il rilancio dell'Alfa Romeo negli Usa. L'azienda del Lingotto ha nominato Reid Bigland, un top manager Chrysler, responsabile dello storico marchio sportivo nella regione Nafta (che comprende Usa, Canada e Messico). Bigland lascia a Bob Hegbloom la responsabilità del marchio Ram, mentre rimane responsabile delle vendite Usa per l'intero gruppo e membro del Gec, il Group executive council.

chrysler FIATchrysler FIAT

 

Sergio Marchionne, amministratore delegato sia di Chrysler che di Fiat, ha spiegato in una nota che la nomina di Bigland «indica quanto siamo impegnati nel ripristino di Alfa Romeo nel mercato nordamericano, un processo già iniziato con l'introduzione dell'Alfa Romeo 4C».

 

La coupé sportiva verrà venduta in poche migliaia di unità, mentre il primo modello con volumi significativi arriverà nel 2016. In questo momento Chrysler è impegnata nella selezione dei concessionari che venderanno i modelli Alfa Romeo tra Stati Uniti e Canada; il piano di rilancio di Alfa ne prevede otto a livello mondiale entro il 2018.

 

6. BRACHETTI PERETTI BRINDA ALLA CEDOLA API

Mara Venier e Ugo Brachetti Peretti Mara Venier e Ugo Brachetti Peretti

S. Fi. per “Il Sole 24 Ore” - Con Api si vola. E si staccano ricche cedole. Per la famiglia Brachetti Peretti il 2013 è stato un anno da incorniciare. La loro Api (che controlla anche le stazioni di servizio Ip) è tornata in utile (1,6 milioni, dopo l'anoeor201 (pedope r4x milioni). E anche la cassaforte di famiglia, la Mila Peretti Sapa (l'accomandita che porta il nome della madre) ne ha beneficiato.

 

Negli uffici di Via Condotti, il cuore del fashion district della capitale, hanno brindato a utili più che raddoppiati: da 126mila a 300mila euro. Per la holding del gruppo romano, fondato da Aldo Brachetti Peretti e oggi nelle mani dei figli Ferdinando Maria e Ugo, tutto merito dei dividendi della controllata Api.

 

L'anno scorso la società petrolifera di raffinazione e distribuzione ha pagato una cedola di 1,9 milioni di euro. Un assegno che ha permesso alla Sapa di iscrivere a bilancio proventi finanziari per quasi 300mila euro (contro i "soli" 110mila del 2012). E così gli utili sono volati. Ma la famiglia non incasserà nulla. La cassaforte non pagherà cedole: tutto l'utile rimarrà nelle casse dell'azienda.

 

7. IL RUOLO DEL CREDIT SUISSE NEL CRAC ESPIRITO SANTO

CREDIT SUISSE CREDIT SUISSE

R.Fi per “Il Sole 24 Ore” - Lo scandalo causato dal crac della banca portoghese Espirito Santo tocca anche il Credit Suisse. L'istituto, secondo il Wall Street Journal, avrebbe contribuito a rivendere parte del debito accumulato di Espirito Santo contribuendo al collasso del gruppo, salvato dal fallimento solo dall'intervento del Governo di Lisbona.

 

Il Cs avrebbe confezionato pacchetti di titoli emessi da veicoli di investimento offshore, rivendendoli a clienti del Banco Espirito Santo, molti dei quali non consapevoli di stare acquistando anche debito di società del gruppo portoghese. Il tutto per un volume di 2,5 miliardi di franchi. Nessun commento da Cs e Banco Espirito Santo.

 

banco espirito santobanco espirito santo

Il ricavato dalla vendite di questi titoli ad altissimo rischio sarebbero serviti, tra le altre cose, a far giungere nuova liquidità alla banca portoghese e ad altre entità del gruppo. Tre di questi veicoli hanno sede nell'isola di Jersey, un paradiso fiscale di fronte alla costa francese Francia, un quarto nelle Isole Vergini e tutte e quattro sarebbero, almeno in parte, controllate dalla finanziaria svizzera Eurofin, che ha di nuovo smentito coinvolgimenti vicenda.

 

8. SCIVOLONE CINESE PER L'AMERICANA HEINZ

R.Fi per “Il Sole 24 Ore” - Il colosso statunitense Heinz sta richiamando alcune preparazioni alimentari per bambini in Cina dopo che i supervisori cinesi hanno trovato livelli eccessivi di piombo in alcune partite. L'azienda americana ha spiegato che si tratta di quattro lotti di cereali per l'infanzia Heinz AD Calcio Hi-Protein e che non ci sono altri prodotti interessati.

 

Un comunicato della multinazionale ha precisato che un ingrediente utilizzato per il prodotto «superava il limite consentito per il piombo». Heinz non ha fornito ulteriori dettagli circa l'ingrediente ma ha rassicurato i consumatori ricordando che «i test eseguiti hanno confermato che nessun'altra varietà di cibo Heinz per neonati è interessata». I supervisori cinesi di sicurezza alimentare sono stati invitati a garantire che i prodotti vengano smaltiti correttamente.

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