davos 2015

I BAMBINI VANNO IN GITA SCOLASTICA, GLI AMMINISTRATORI DELEGATI VANNO A DAVOS. TANTO PAGANO GLI AZIONISTI! - IL POTERE DEL BADGE, I PARTY PIENI DI ALCOL, GLI ALBERGHI DA DECINE DI MIGLIAIA DI EURO: UN EUROTRASH MANAGERIALE

Nicola Porro per “il Giornale

 

party davosparty davos

I bambini vanno in gita scolastica. E i genitori pagano. Gli amministratori delegati vanno a Davos. E i loro azionisti pagano. Entrambi, però, si divertono un sacco. E le analogie non finiscono mica qui. Entrambe le categorie si fanno la scampagnata affermando che è educativa. Perbacco se lo è. Per tutti è soprattutto un'ottima occasione per far casino.

 

Arrivare a Davos è qualcosa di mistico. D'altronde il World economic forum, come si legge nel suo dna, «è impegnato a migliorare lo stato del mondo». Il delegato sfigato sa che questa è l'occasione per farsi dare un badge da custodire in una cliptoteca. Il cartellino con foto di Davos dà una pista a quelli dei vari Ambrosetti, se la gioca con i G8 ma, soprattutto, come sempre avviene nella speciale classifica dei collezionisti di cartellini, ha diversi colori. Anche per dormire in un albergo o partecipare ad un incontro in un hotel del paesone svizzero è necessario il badge. I lettori elettronici sono una via di mezzo tra Star Trek e il fai da te dell'Esselunga.

party davosparty davos

 

Già quando si fa lo stradone che da Zurigo porta a Davos si capisce che la gita sarà cool. Certo i più sgamati atterrano a Samaden (a due passi da Sankt Moritz) e poi si fanno solo un'oretta di transfer. Ma non tutti possono, e di notte è difficile atterrare in Engadina. Controlli da tutte le parti. La prima riflessione che viene da fare è: ma dove li trovano tutti 'sti poliziotti in Svizzera? E la seconda: quando ti fermano e sbirciano velocemente nell'auto, cosa cercano?

 

john kerry a davosjohn kerry a davos

In effetti, quando si arriva a Davos, sembra di stare al bar di Guerre Stellari. È il bello della globalizzazione. Non si sta mica a Mustique, dove la categoria umana sembra essere solo bianca, occhi chiari e capelli biondi, generalmente rasati. No, qui a Davos c'è di tutto. Quel che conta è quel dannato cartellino. Senza di esso non ci si può neanche fermare in mezzo a una piazza. C'è da capirlo, con quaranta capi di Stato che girano. Il colore vale qualche decina di migliaia di euro: il prezzo per assistere de visu a ciò che tutto il mondo può vedere in streaming.

 

davsdavs

Conquistato il trofeo si può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La gita può iniziare. Uno sprovveduto potrebbe ritenere che il centro di tutto sia il palazzone dei congressi, dove si sentono i grandi dire sempre le stesse cose, ma molto bene e da vicino. Sbagliato. Quel che conta è il contorno. I party, gli incontri, le bevute, gli hotel. Anche per entrare in questi ultimi, come è ovvio, è necessario un badge (quello marrone) e anche per entrarci è necessario passare sotto il metal detector. Ma quando finalmente si sorpassa il controllo del Belvedere è party time.

 

Gli alberghi, che a Davos vivono bene praticamente solo questa settimana, sono in genere dotati di una moltitudine di piccole stanzette ricevimenti. Ogni grande impresa (ma non i marchi che sono banditi) può affittarsi la sua oretta di party. Una sorta di casino delle multinazionali. Il cenno di meretricio è in genere presente sui desk di accoglienza: la vernice di un'azienda si sovrappone a caldo su quella che ha tenuto il party nel medesimo anfratto, solo pochi istanti prima.

davos pupazzi di nevedavos pupazzi di neve

 

Alla porta un addetto dotato di iPad con sopra impressa la più inutile delle liste. Per i primi cinque minuti l'incaricato cerca di governare l'ingresso nella saletta. Ma rinuncia dopo pochi istanti: voi blocchereste l'amministratore delegato di Lenovo, o Procter o Vodafone (nomi a caso, per carità) solo perché qualcuno non li ha inseriti nella lista elettronica? Ma va. È qui che ci si diverte. In queste stanzette si consuma un'orgia di festeggiamenti globalizzati. Una sorta di eurotrash manageriale che si compiace di essere sempre qui, magari con incarichi e ruoli diversi, anno dopo anno. I giornalisti, ovviamente, ci sguazzano come pesci impazziti.

 

matteo renzi smarketta il libro di  sheryl sandbergmatteo renzi smarketta il libro di sheryl sandberg

Tra le più apprezzate la festa di Burda: almeno un salto lì occorreva farlo. Arianna Huffington la più fotografata. Bella e discreta come sempre Maria Bartiromo, la super anchor di Cnbc (l'unico baretto che vi serviva uno straccio di hamburger per 40 franchi, cioè 40 euro, patatine escluse), che si aggirava tra i party del Wall Street Journal e quello di Forbes. Quest'ultima è riuscita a strappare nel giro di pochi istanti la saletta a una famosa società di consulenza e a cambiare veste alla ball room nel giro di pochi minuti, con una capacità invidiabile: che campioni dell'allestimento questi di Forbes.

matteo renzi intervista davosmatteo renzi intervista davos

 

al gore riscaldamento globaleal gore riscaldamento globaleal gore pharrell williams kevin wallal gore pharrell williams kevin wallcome muoversi a davos jet privato piu elicottero piu auto blucome muoversi a davos jet privato piu elicottero piu auto blujet privati all aeroporto di zurigojet privati all aeroporto di zurigoal gore pharrell williamsal gore pharrell williamsporoshenko a davos con un pezzo di autobus ucraino fatto saltare da filorussiporoshenko a davos con un pezzo di autobus ucraino fatto saltare da filorussi

E così via, in un tourbillon di incontri, bevute e saluti, con la consapevolezza di far parte di un'elite. Davos è favoloso. Per giorni sui giornali ci raccontano delle prese di posizione dei grandi. Ci dicono dove va il mondo, quando per la verità il mondo ha già imboccato l'autostrada, magari contromano. Ma per un marziano capitato là, sembra solo un gigantesco party, di bambinoni un po' cresciuti, che hanno preso l'occasione al balzo per filarsela dai soliti noiosi pranzi con le proprie compagne e mogli. W la gita a Davos.

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’