francesco gaetano caltagirone

CALTA CANTA (SULLA FINANZA) - UN ALTRO PEZZO DI INDUSTRIA ITALIANA SE NE VA ALL’ESTERO: CALTAGIRONE VENDE CEMENTIR A ITALCEMENTI, CHE A SUA VOLTA FU CEDUTA DAI PESENTI AI TEDESCHI DI HEIDELBERGER - CHE CI FARÀ CALTA SENIOR CON ALTRI 315 MLN DI LIQUIDITÀ? RISPONDE CALTA JUNIOR: ‘COGLIERE ALTRE OPPORTUNITÀ COME NEGLI ULTIMI 12 MESI’. OVVERO INVESTIRE NELLA FINANZA, TIPO GENERALI (BASTA MPS)

Costanza Iotti per www.ilfattoquotidiano.it

 

francesco gaetano caltagironefrancesco gaetano caltagirone

Dopo Pesenti, anche Caltagirone dice addio al cemento italiano. La holding Cementir cede per 315 milioni tutte attività nazionali del calcestruzzo. Le vende alla Italcementi, società che la famiglia Pesenti ha alienato due anni fa alla tedesca HeidelbergCement.

 

Con questa operazione passeranno di mano 5 impianti di cemento a ciclo completo e 2 centri di macinazione di cemento (per una capacità produttiva installata di 5,5 milioni di tonnellate), insieme al network dei terminal e degli impianti di calcestruzzo attivi sul territorio nazionale. Questi asset allargheranno notevolmente la struttura industriale Italcementi, già oggi proprietaria di 6 cementerie a ciclo completo, un impianto per prodotti speciali, 8 centri di macinazione del cemento, 113 impianti di calcestruzzo e 13 cave per inerti. E faranno del gruppo tedesco il leader indiscusso del settore in Italia.

 

 

francesco gaetano caltagirone jrfrancesco gaetano caltagirone jr

L’operazione segna un passaggio storico anche per il gruppo creato costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, editore tra il resto del Messaggero e del Mattino di Napoli. E la ratio la spiega il presidente e amministratore delegato di Cementir Holding, Francesco Caltagirone Jr, nel comunicato che ha annunciato l’operazione: grazie alla cessione “l‘indebitamento finanziario netto del gruppo a fine 2018 sarà prossimo a 0,5 volte il margine operativo lordo – chiarisce Caltagirone -. Questo ci darà la possibilità di cogliere altre opportunità che si dovessero presentare in futuro, così come accaduto negli ultimi dodici mesi”.

 

La cessione delle attività nel cemento italiano è quindi legata a doppio filo con i debiti del gruppo che sta affrontando un’ampia ristrutturazione. Sulla base dell’ultima semestrale al 30 giugno, Cementir ha infatti un indebitamento finanziario netto da 613,2 milioni di euro, in aumento di 50,8 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2016. I debiti con le banche ammontano a 717 milioni, ma il problema è che non si fanno più gli affari di una volta (+0,6% i ricavi del secondo trimestre 2017).

 

Una serie di considerazioni economiche che, associate all’instabilità politica italiana, hanno spinto il costruttore romano a farsi due conti in tasca. Soprattutto dopo il fallimento del collocamento in Borsa di Domus spa, un veicolo confezionato ad hoc per far cassa con gli immobili della periferia romana e successivamente fuso con la controllata Vianini Industria fra le proteste dei soci di minoranza.

 

 

cementir holding del cemento dei caltagirone cementir holding del cemento dei caltagirone

Da tempo, del resto, Caltagirone ha intuito che il vento è cambiato. A giugno dello scorso anno, subito dopo l’elezione di Virginia Raggi a sindaco di Roma, il costruttore editore aveva annunciato la sua intenzione di ridurre il peso degli investimenti italiani: “In futuro meno Italia e meno Roma in particolare, più estero”, aveva spiegato dopo aver incassato 80 milioni per la cessione della sua quota di Grandi Stazioni, ex controllata delle Ferrovie dello Stato.

giampiero e carlo pesentigiampiero e carlo pesenti

 

Un mese dopo è passato dalle parole ai fatti trasferendo la quota detenuta in Acea ai francesi di Suez e diventando azionista a sua volta del gruppo francese. In tempi più recenti il costruttore romano ha tentato il colpo grosso: l’offerta d’acquisto per il 32% della Caltagirone editore che non è più nelle mani della famiglia.

 

Ma l’operazione è fallita perché il prezzo (1 euro per azione) è stato ritenuto dal mercato troppo basso per una società che ha in pancia 134 milioni di liquidità, oltre alla quota in Generali (83 milioni) e che, secondo alcune stime, può valere fino a 3,85 euro per azione. Così per far cassa, l’editore romano ha ripiegato sulla compagnia triestina: stando alle ultime comunicazioni di internal dealing di venerdì 15 settembre, Francesco Gaetano Caltagirone ha venduto 1 milione di titoli del gruppo assicurativo intascando 13,5 milioni. Meglio che niente.

 

STABILIMENTO ITALCEMENTI STABILIMENTO ITALCEMENTI

Soprattutto se la cifra è sommata al più consistente incasso della vendita del cemento italiano che, sulla falsariga di quanto accaduto con Pesenti, aprirà inevitabilmente la strada ad una dolorosa ristrutturazione.

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