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I 'FANTASTICI TECH' E LA PAURA CHE LA BOLLA FACCIA BUM! - APPLE E GOOGLE DA SOLE VALGONO 1500 MILIARDI, PIÙ DI TUTTE LE BANCHE E FINANZIARIE EUROPEE E GIAPPONESI. NEGLI ULTIMI 6 MESI LE 5 BIG SONO CRESCIUTE DEL 21%, E IL NOBEL DELLE BOLLE SPECULATIVE, ROBERT SHILLER, AVVERTE CHE SIAMO VICINI AL PICCO. ECCO GLI SCENARI HORROR E QUELLI PIÙ CAUTI

1. GIGANTI DI WALL STREET GONFIANO LA BOLLA? UN NOBEL SVELA GLI INDIZI

Maria Teresa Cometto per “l’Economia - Corriere della Sera”

 

jeff bezos jeff bezos

I tre indici più rappresentativi del mercato azionario americano, il Dow Jones, l' S&P500 e il Nasdaq, sono attorno ai massimi storici. Mentre l' economia Usa sta entrando nel nono anno di espansione dalla fine della recessione nel giugno 2009. A trascinare verso l' alto i listini sono soprattutto i titoli tecnologici, con una forza che sta preoccupando diversi analisti.

 

«Quanto in alto ancora la Borsa può salire prima di bruciarsi come le ali di Icaro al sole?», si chiede Michael Hartnett, il responsabile delle strategie di investimento di Bank of America Merrill Lynch. E cita una raffica di segnali su come i livelli delle quotazioni delle aziende high-tech sia ormai in una pericolosa zona da Bolla speculativa.

 

L'indice dei titoli americani growth - quelli ad alta crescita come sono tipicamente le azioni delle aziende tecnologiche - è arrivato a valere quasi 20 volte l' indice Msci globale delle azioni value, quelle delle aziende con un basso prezzo rispetto ai loro fondamentali e un buon dividendo. «È un livello superiore a quello raggiunto durante la Bolla del 2000», osserva Hartnett.

 

JEFF BEZOS LARRY PAGE SHERYL SANDBERG MIKE PENCE DONALD TRUMP PETER THIELJEFF BEZOS LARRY PAGE SHERYL SANDBERG MIKE PENCE DONALD TRUMP PETER THIEL

Secondo allarme: la capitalizzazione di Borsa dei Big americani della tecnologia è enorme rispetto all' economia reale. Il valore di Apple e Alphabet (Google) insieme, 1.487 miliardi di dollari, è superiore a quello complessivo di tutte le banche e finanziarie europee e giapponesi, pari a 1.310 miliardi di dollari.

 

Le azioni sia di Alphabet sia di Amazon sono arrivate a costare oltre 1.000 dollari l' una, il che equivale - per dare un' idea generale, anche se il confronto è fra entità diverse - a un valore in Borsa per Alphabet più grande dell' economia di Chicago e per Amazon più grande della capitale Washington, DC (economie misurate con il valore delle merci e dei servizi prodotti in un anno).

 

Terzo segnale: dall' inizio dell' anno i titoli tecnologici si sono rivalutati di oltre il 21%, la migliore performance fra i settori dell' indice S&P500, che nel complesso è cresciuto di circa l' 8%. Ma il 40% di questa performance è dovuta al balzo di sole cinque società quotate: Apple (+33%), Alphabet (+25%), Amazon.com (+33%), Facebook (+30%) e Microsoft (+15%), che sono anche le cinque più grandi società al mondo per valore in Borsa.

 

larry page tim cook zuckerberg bezos amazon facebook apple googlelarry page tim cook zuckerberg bezos amazon facebook apple google

Quarto indizio: questo boom attira l' attenzione dei risparmiatori, che investono sempre di più nei fondi comuni ed Etf specializzati nel settore tecnologico. Il flusso di sottoscrizioni in questi prodotti è il più forte degli ultimi 15 anni e questi fondi fra poco costituiranno il 25% di tutti i patrimoni in gestione nel mondo. E se tutto questo non bastasse, lo stratega di Merrill Lynch attira l' attenzione anche sull' indice BofAML Bull & Bear (Toro e Orso), che misura l' umore degli investitori: attualmente è a 7,3 punti, molto vicino alla zona di euforia quando scatta la raccomandazione di vendere.

 

«Questa concentrazione dei guadagni sui big dell' hightech non è normale - commenta Anthony Mirhaydari, fondatore della newsletter finanziaria Edge -. Ma per essere equi, bisogna ammettere che parte di questo entusiasmo è giustificata. La crescita dei profitti è stata solida. Ed è forte il ciclo di speranza/attesa per nuovi prodotti come l' iPhone 8 di Apple, l' auto Model 3 di Tesla e i droni di Amazon».

 

eric schmidt sergey brin larry page susan wojcicki e marissa meyereric schmidt sergey brin larry page susan wojcicki e marissa meyer

«Inoltre la crescita degli utili per azione dovrebbe essere del 16% quest' anno, un ulteriore rafforzamento che smentirebbe la tesi di un eccesso delle valutazioni», aggiunge Hartnett. Tuttavia insiste che, se continua il rally, questa estate il rischio della Bolla sarà ancor più concreto, alimentato anche dall' eccesso di liquidità che le banche centrali hanno immesso sul mercato. «Quanto più a lungo le banche centrali aspettano per stringere la politica monetaria - dice Hartnett -, tanto più alto è il rischio che le azioni tecnologiche e growth entrino in una frenesia speculativa».

 

Anche il massimo esperto di Bolle speculative, il Nobel per l' Economia Robert Shiller, crede che i livelli attuali delle quotazioni siano molto elevati: il loro rapporto con i profitti degli ultimi dieci anni al netto dell' inflazione (Cape, cyclically adjusted price -to -earnings ratio) è 29 contro la media storica di 17. Ma Shiller non suggerisce di scappare subito da Wall Street: «Terrei qualche azione in portafoglio, perché possono ancora salire del 50%. Era successo nel 2000».

 

mark zuckerberg harvardmark zuckerberg harvard

Un modo di prepararsi e proteggersi da un eventuale crollo, suggerisce Merrill Lynch, è adottare una strategia diversificata su due binari: comprare ancora le migliori opportunità di crescita nel settore tecnologico, ma allo stesso tempo comprare anche titoli sottovalutati come quelli delle banche. E, perché no, un po' di oro come bene rifugio.

 

 

2. IL BAGNO DI SANGUE DEI "FANTASTICI TECH" ORA WALL STREET TEME UNA NUOVA BOLLA

Francesco Semprini per “la Stampa

 

Le Cassandre di Wall Street lo hanno subito definito un "bloody nightmare" (bagno di sangue). I più cauti parlano di "strano calo dei fantastici tech". Al di là dell' inquadratura lessicale, il dato di fatto è che venerdì scorso Wall Street è stata maltrattata proprio dalle "dive di Silicon Valley" dai cali vertiginosi.

robert shillerrobert shiller

 

Il Nasdaq, il listino tecnologico, ha perso l' 1,8% e lo S&P 500 information technology ha registrato un ribasso del 2,73%. A trascinare a fondo gli indicatori di settore sono stati titoli del calibro di Apple che ha chiuso la seduta a -3,88%, Microsoft -2,28%, Google -3,40% e Facebook -3,28. Amazon ha ceduto il 3,27%, mentre Netflix è capitolata con un -4,72%.

 

Una debacle per le "digital mega-cap", il manipolo di tecnologiche a gigantesca capitalizzazione, raggruppate in una varietà di acronimi come "FAANGtastic Five", le dive di Silicon Valley protagoniste quest' anno di una crescita nelle Borse sino al 33%. Le locomotive che hanno messo le ali ai listini americani dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni. La loro parabola da sogno potrebbe aver cambiato traiettoria con i pronunciati cali di venerdì, col rischio di trasformarsi in un incubo.

 

I loro destini sembrano essere descritti e consegnati da un paio di report di grandi banche d' affari. In primis quello di Goldman Sachs, che ha lanciato un monito utilizzando il termine "air-pocket", bolla d' aria, una parola che sui mercati crea sempre qualche pensiero sebbene non si parli di "bubble", ovvero bolla vera e propria.

 

apple nasdaqapple nasdaq

Il messaggio di Goldman è riferito ai fondamentali stessi di questi titoli che nel 2017 hanno rafforzato la loro capitalizzazione di mercato di ben oltre 600 miliardi di dollari. «E' l' equivalente del Pil di Hong Kong e Sudafrica», spiega la banca. Il gruppo inoltre, rappresenta il 13% in termini di valore del paniere S&P 500, ma ha contribuito a rafforzarne la crescita per il 40% dal 1 gennaio ad oggi. Bank of America, in un altro rapporto, ricorda che i fondi di investimento a larga capitalizzazione hanno incrementato la loro esposizione sui titoli tecnologici di un margine mai visto prima.

 

Ancor più pronunciata di quella che caratterizzava i fondi nel periodo immediatamente precedente alla bolla delle "dotcom" del 2000. Ovvero quel tonfo dei titoli Internet avvenuto nell' era in cui le regine dell' hi-tech erano Lucent, Cisco, Oracle, Intel e la stessa Microsoft. Tale accostamento crea interrogativi e forse agevola vendite e cambi di orientamento degli operatori su altri settori, specie più maturi.

facebook nasdaq facebook nasdaq

 

Potrebbe trattarsi di venti contrari conseguenti la performance stellare dei titoli stessi, o forse no. La storia delle Borse ricorda quattro momenti in cui le "dive tech" sono diventati così forti, nel 1993 e nel 2005 con successi consacrati, e nel 1999 e nel 2007.

In questi ultimi casi l' epilogo fu il bagno di sangue.

 

 

 

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