crash banche etruria carife marche banca carichieti

IL GRAN TRUFFONE DELLE POPOLARI - UN TITOLO SUBORDINATO DI BANCA ETRURIA POTEVA ESSERE MENO RISCHIOSO DI UN BTP EMESSO DALLO STATO ITALIANO? NO, OVVIAMENTE. EPPURE È SUCCESSO ANCHE QUESTO - E CHI LO HA PRESO IN SACCOCCIA? I RISPARMIATORI

Gianluca Paolucci per “la Stampa”

 

banca etruriabanca etruria

Può un titolo subordinato di Banca Etruria essere meno rischioso di un Btp emesso dallo Stato italiano? No, ovviamente. Eppure è successo anche questo e a pagarne il prezzo sono, adesso, alcune migliaia di risparmiatori che quei titoli li avevano comprati. Particolare ancor più interessante è che tutto questo è avvenuto letteralmente sotto gli occhi - e forse qualcosa di più - dei vigilanti, Consob e Bankitalia.

 

A raccontare meglio di qualunque analisi in che misura la storia delle quattro banche è una storia di risparmio tradito è un documento che da qualche giorno sta girando tra i palazzi romani. Lo ha redatto Bankitalia e contiene, in due pagine fitte di numeri, le caratteristiche di ciascuna delle 29 emissioni di bond subordinati di Carife, Banca Marche, Popolare dell' Etruria e CariChieti. Con la loro diffusione tra le famiglie e soprattutto con il confronto tra i loro rendimenti, quelli dei prodotti analoghi delle migliori banche e quelli del Btp, che comunque nonostante tutto resta l' investimento più sicuro.

banca marchebanca marche

 

Dalla lettura di queste due pagine emerge un dato inconfutabile: i titoli fatti per essere piazzati a risparmiatori e famiglie avevano rendimenti non comparabili con il rischio, mentre quelli venduti agli investitori istituzionali avevano rendimenti molto più elevati e, questi sì, allineati con i rischi legati all' investimento in un titolo subordinato di una piccola banca in difficoltà.

 

Qualche esempio: il 28 giugno del 2013 Banca Etruria emette un bond subordinato Lower Tier 2 (ovvero il grado di rischio più elevato), per 60 milioni di euro, a tasso fisso, durata cinque anni, con un rendimento del 3,5%. Un Btp di pari durata rendeva, alla fine di giugno del 2013, il 3,54%.

 

Addirittura, la media dei rendimenti dei subordinati emessi dalle migliori tre banche italiane a metà 2013 è dell' 8,18%. Ovvero il 4,68% in più di Banca Etruria. Per capirsi, è come se prestare soldi a Banca Etruria fosse considerato, sempre a metà del 2013, non solo molto meno rischioso rispetto al prestarli a Intesa Sanpaolo. Ma anche un filino meno rischioso rispetto al prestarli allo Stato. Ebbene, il 97,2% di questo titolo è in mano, rileva Bankitalia nel documento datato 11 dicembre, alle famiglie.

CARICHIETICARICHIETI

 

In quei giorni, mentre Etruria emette il subordinato, sull' istituto è in corso una ispezione di Bankitalia che, terminata nel settembre successivo, porterà ad una serie di pesanti sanzioni ai consiglieri allora in carica e all' apertura della prima inchiesta della procura di Arezzo, che contesta il reato di ostacolo alla vigilanza a carico dell' ex presidente Giuseppe Fornasari e dell' ex dg Luca Bronchi.

 

Secondo gli investigatori che su mandato della procura di Arezzo stanno ricostruendo quanto accaduto dentro la banca fino al commissariamento, il bond di giugno rientrava in una operazione di rafforzamento patrimoniale che comprendeva anche un aumento di capitale da 100 milioni di euro. Operazione realizzata «su input di Banca d' Italia». Peraltro neanche la Consob - alla quale spetta la tutela del mercato anche per l' emissione di questo tipo di strumenti -, rilevano ancora gli investigatori, ha mosso rilievi su questa come su altre emissioni.

 

CASSA RISPARMIO FERRARACASSA RISPARMIO FERRARA

Altro esempio, opposto. La stessa Etruria emette il 3 luglio 2014, un anno dopo, un subordinato Tier 2 (meno rischioso del precedente). Rendimento 7%, quando il Btp rende l' 1,61% e i subordinati delle tre migliori banche rendono appena il 2,63%. Un bel guadagno, al quale corrisponde evidentemente la percezione di un bel rischio.

Percentuale di questo titolo finita ai risparmiatori: 0,0%.

 

Sempre a giugno 2013 emette subordinati anche Banca Marche. È da tempo in difficoltà e il mercato lo sa bene. Il suo titolo a 10 anni paga un rendimento del 12,5% contro il 4,52% del Btp di pari durata. Percentuale finita alle famiglie: 0,0%.

 

Sei mesi prima, un suo subordinato quasi totalmente ai piccoli risparmiatori aveva un rendimento del 6%. Molto più del Btp, in questo caso. Ma molto meno dei titoli analoghi delle banche migliori. Casi analoghi si trovano anche nelle emissioni di Chieti e Ferrara. Ma a questo punto, capire se tutto ha funzionato nel sistema di controlli e tutele del risparmio, diventa affare delle procure.

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...