L’ACCORDO RENZI-BANANA SI SCHIANTA SULL’ITALICUM? IL PD PRESENTA UN EMENDAMENTO PER APPLICARLO SOLO ALLA CAMERA - BRUNETTA: “È INCOSTITUZIONALE”

Da www.ilsole24ore.com

Dopo due rinvii l'Aula della Camera comincerà finalmente ad affrontare la riforma elettorale domani pomeriggio. È scaduto oggi alle 12 il termine per la presentazione degli emendamenti. Sulla carta, visti i tempi contigentati, il testo potrebbe avere il via libera di Montecitorio entro la settimana. Ma il condizionale è d'obbligo.

Restano da sciogliere i nodi politici, a partire da quello del rapporto tra questa riforma e quella costituzionale del Senato (che si dovrebbe trasformare in una Camera delle autonomie locali, non elettiva, ndr), che ha come conseguenza la durata della legislatura. Un banco di prova per Matteo Renzi, sia come premier che come segretario del Pd, visto che alcune insidie vengono proprio dalla sua minoranza interna.

L'IPOTESI MEDIAZIONE: ITALICUM VALIDO SOLO ALLA CAMERA
Nei contatti di queste ore tra Renzi e Alfano è spuntata una bozza di mediazione. L'ipotesi di compromesso è quella di approvare l'Italicum senza legare la sua entrata in vigore alla riforma del Senato, ma la nuova legge elettorale varrebbe solo per la Camera e non per il Senato. Con un effetto deterrente implicito sul voto anticipato. Perché sarebbe difficile immaginare un voto con due sistemi elettorali differenti per Camera e Senato (per quest'ultimo varrebbe il sistema proporzionale uscito dalla sentenza della Consulta che ha sancito l'incostituzionalità del Porcellum). Serve ora il via libera, non scontato, di Berlusconi.

EMENDAMENTO D'ATTORRE (PD): ITALICUM NON SI APPLICA A SENATO
L' emendamento in tal senso (Italicum valido solo alla Camera), soppressivo cioè dell'articolo 2 dell'Italicum, ovvero le norme relative al sistema di voto per il Senato, lo ha presentato oggi alla Camera il bersaniano Alfredo D'Attorre, che spiega: «emendamenti del genere erano già stati presentati da diversi gruppi, il mio abolisce l'articolo 2 dell'Italicum e toglie anche dal titolo della legge qualsiasi riferimento al Senato». Al momento, l'emendamento D'Attorre è a titolo individuale, «come tutti gli emendamenti. Stasera alla riunione del gruppo del Pd decideremo quali saranno a nome dell'intero gruppo». D'Attorre aggiunge: «Credo che un'intesa ampia ci possa essere. Aspettiamo di sapere se FI è d'accordo».

NO DI BRUNETTA: NORMA D'ATTORRE È INCOSTITUZIONALE
Per ora arriva l'alt di Brunetta. «Cambiare la legge elettorale solo per la Camera creerebbe solo caos, caos che la Corte costituzionale non potrà far altro che dichiarare illegittimo alla prima occasione», dice il presidente dei deputati di Forza Italia.

D'ALIA (UDC): SÌ A ITALICUM APPLICATO SOLO ALLA CAMERA
L'emendamento Pd raccoglie invece il plauso dell'Udc. «Sulla legge elettorale é indispensabile portare subito a casa i risultati: approvarla in pochi giorni per la sola Camera dei Deputati é un modo corretto di procedere, visto che l'accordo complessivo sulle riforme istituzionali prevede il superamento del Senato per come lo abbiamo inteso fino a oggi«. Lo afferma il deputato dell'Udc Gianpiero D'Alia

LAURICELLA: NON RITIRERÃ’ MIO EMENDAMENTO
Una delle 270 proposte di modifica finora presentate, il cosiddettto emendamento Lauricella (dal nome del deputato Pd che l'ha scritto, ndr) , stabilisce invece che la nuova legge elettorale entri in vigore solo dopo l'approvazione della riforma costituzionale del Senato. Una garanzia per tutti che non si corra al voto già ad ottobre, dopo il sì definitivo all'Italicum. L'emendamento, oltre ad essere firmato dagli esponenti della minoranza interna e da Rosy Bindi, è stato ripresentato anche dai deputati di altri Gruppi: Sel, Ncd, Pi, Cd e dagli ex grillini.

Su di esso come su altri pende il voto segreto. Ma Forza Italia non vuole sentire parlare di modifiche. Il relatore, Francesco Paolo Sisto (Fi), ha sottolineato che «gli accordi si cambiano in due». Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia è tranchant: «via l'emendamento Lauricella o salta l'accordo». Lauricella però insiste: «Non ritirerò mai l'emendamento», conferma l'intenzione di sottoporre all'esame e al voto dell'Aula di Montecitorio il suo emendamento, divenuto ormai famoso in quanto lega l'entrata in vigore dell'Italicum alla riforma del Senato.

IL NODO PREFERENZE
La Camera ha programmato 26 ore di dibattito quindi il voto sui 270 emendamenti (entro domani alle 12 se ne potranno presentare altri) potrebbe davvero concludersi tra la fine di questa settimana e quella successiva. Tutto dipenderà dall'accordo tra Pd Ncd e Forza Italia. Non va dimenticato poi che Ncd insiste sull'introduzione delle preferenze, mentre i partiti centristi della coalizione (Udc, Pi, Sc) chiedono un abbassamento delle soglie di sbarramento (attualmente il 4,5% per i partiti in coalizione e l'8% per quelli che corrono da soli).

ZANDA: LEGGE ELETTORALE PRIORITÀ ASSOLUTA, ENTRO UN MESE OK FINALE
«La riforma della legge elettorale è una priorità assoluta. La Camera ha fatto un buon lavoro e potrà approvarla entro una settimana, al massimo entro dieci giorni», ha confermato oggi il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, che ha aggiunto: «Poi sarà il Senato ad esaminare il provvedimento e potrà approvarlo in poche settimane. Entro un mese la riforma elettorale sarà legge dello Stato».

LO SCHEMA DELL'ITALICUM: SOGLIA AL 37% E SBARRAMENTO AL 4,5%
I capisaldi attuali dell'Italicum, la riforma elettorale frutto dell'accordo tra Renzi e Berlusconi, sono la soglia al 37% per ottenere il premio di maggioranza del 15%, sbarramento al 4,5% per ottenere seggi alla Camera (che sale all'8% per i partiti che non si presentano alleati in coalizione), e brevi liste bloccate in piccole circoscrizioni in cui vengono eletti 5-6 deputati.

 

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