L’AD RCS JOVANE HA SVENDUTO O NO LA SEDE DEL CORRIERE? GLI STRANI CALCOLI DELL’IMMOBILIARE.IT CHE IN UN PRIMO MOMENTO CONCLUDE CHE 120 MILIONI SONO POCHI, MA SUBITO DOPO CALCOLA UN VALORE IN LINEA CON IL MERCATO (DEPRESSO). SEMPLICE SVISTA? AH, SAPERLO…


Carlotta Scozzari per Dagospia

Quanto vale davvero la sede del Corriere della Sera? L'amministratore delegato di Rcs Pietro Scott Jovane ha svenduto al fondo Blackstone, pressato dalle banche creditrici, o ha chiuso l'operazione a un prezzo in linea con il mercato?

L'ultimo studio, appena preparato da Immobiliare.it, sembra propendere per la seconda possibilità. E così, mentre il gruppo concorrente Mondadori ha appena rinnovato a forte sconto (come riporta oggi "Mf") il contratto di affitto con le Generali per Palazzo Niemeyer, al quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli continuano le polemiche sulla vendita dell'immobile di via Solferino e via San Marco al fondo Blackstone per 120 milioni.

L'operazione ha già fatto infuriare il Cdr del Corriere, che ha minacciato azioni legali e ha chiesto l'intervento di Consob, e non è stata apprezzata nemmeno da alcuni azionisti (l'hanno contestata il patron di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, mister Tod's Diego Della Valle, la new entry tra i soci Urbano Cairo, così come gli eredi di Giuseppe Rotelli).

Chi protesta sull'operazione, tra le altre cose, fa notare che il prezzo di passaggio di mano, 120 milioni per un palazzo storico che si trova in pieno centro di Milano, sarebbe troppo basso. E proprio in uno studio pubblicato questa mattina il Centro studi di Immobiliare.it ha tentato di calcolare il valore del palazzo di via Solferino e via San Marco.

Peccato solo che, per farlo, ci siano voluti due tentativi "ufficiali". Sì, perché in un primo momento, questa mattina, il portale del real estate ha diffuso un comunicato in cui, partendo da una superficie di 36mila metri quadri, arrivava a calcolare per il palazzo un prezzo compreso tra 198 milioni e 252 milioni, a seconda dell'uso, rispettivamente, di ufficio e residenziale.

Un valore che avrebbe implicato che l'ad Jovane, in un momento in cui la crisi dell'immobiliare è palpabile, ha dovuto vendere col cappello in mano a Blackstone portando a casa solo la metà di quel che avrebbe potuto.

Subito dopo, però, arriva il colpo di scena, perché Immobiliare.it invia un nuovo comunicato dove, partendo stavolta da una superficie di 25mila metri quadri, rettifica il valore abbassandolo a 138 e 175 milioni in caso della destinazione d'uso ufficio e residenziale.

E siccome il palazzo, riaffittato dal Corriere, dovrebbe mantenere la destinazione di ufficio, i 138 milioni sarebbero praticamente allineati ai 120 effettivamente spuntati da Jovane. Semplice svista o qualcuno ha spinto Immobiliare.it, società in mano a un veicolo lussemburghese il cui controllo si perde poi in quel di Panama, a rettificare nel giro di pochi minuti?

2. I SEGRETI DI SEGRATE
Andrea Montanari per Mf

Il cambio di strategia, che contempla la revisione organizzativa, il taglio dei costi (40 milioni a fine 2013 e altri 60 nel 2014) e il focus sul digitale, impostato dall'ad Ernesto Mauri inizia a dare frutti nei conti di Mondadori.

Ma il gruppo editoriale, che risente più della concorrenza che del calo della raccolta pubblicitaria, chiude i nove mesi con dati in forte contrazione anche per il drastico intervento strutturale e gli ammortamenti a esso collegati. Tanto che ieri il titolo in borsa ha perso il 7,4%.

Mondadori ha chiuso i nove mesi con un fatturato di 931,2 milioni (-9,5% rispetto al 30 settembre 2012), un ebitda al netto degli oneri di ristrutturazione positivo per 36,2 milioni (-33,5%), valore che scende a 8,9 milioni (-85,9%) dopo i fattori non ricorrenti, un ebit negativo per 9,6 milioni (a fronte di un dato positivo di 44,8 milioni) e una perdita di 32,3 milioni che si confronta con il saldo positivo di 16,3 milioni di un anno prima. Il cash flow è stato negativo per 13,8 milioni, mentre il debito è salito da 346 a 376,9 milioni.

Analizzando le singole attività editoriali, emerge che il business che regge è quello della divisione Libri (Mondadori è leader di mercato con una quota del 26,8%); nonostante la crisi del comparto a livello nazionale, il gruppo ha registrato ricavi per 234,2 milioni (-10,6%).

Ha sofferto invece la Periodici Italia che, a fronte di un calo della raccolta pubblicitaria su scala nazionale del 24,3%, ha perso il 26,3%. E sul fronte delle diffusioni il saldo è negativo del 9,9%. Così il giro d'affari dell'area è calato a 253,1 milioni (-14,2%). Mentre sul fronte del digitale i siti delle testate hanno registrato una crescita del 6,2%.

Meglio ha fatto la Periodici Francia, da sempre asset trainante per Segrate. Il fatturato è calato a 262,9 milioni (-7,6%) con ricavi pubblicitari in flessione dell'11,1%. Il network di testate internazionali che fa perno sul settimanale Grazia ha visto crescere il volume d'affari del 6,3%.

La concessionaria di pubblicità, dalla quale è uscito il responsabile Angelo Sajeva, sostituito da Paolo Salvaderi, ha registrato una raccolta di 105,1 milioni (-18,6%), un calo peggiore della media di mercato (14,6%). Per questo ieri è stato annunciato il progetto di integrazione commerciale con Mediamond, jv tra Mondadori e Mediaset, per definire un'offerta unica di carta stampata, web e radio.

Quanto al business Retail (Mondadori ha una rete di 565 punti vendita, dopo averne chiusi finora 32), i ricavi sono stati di 153,4 milioni (-3%). Per questa attività si sta studiando un riposizionamento di mercato con l'arrivo del nuovo management. Male anche le attività radiofoniche relative all'emittente R101: 8,9 milioni i ricavi (-13,6%).

Mondadori però in questi ultimi mesi ha rilevato la gestione della raccolta pubblicitaria per altre radio nazionali e locali e potrebbe essere interessata alla quota (44,5%) di Rcs nel Gruppo Finelco (Rmc, R105 e Virgin Radio) se il gruppo di via Rizzoli la metterà in vendita.

Dal punto di vista finanziario, come anticipato da MF-Milano Finanza lo scorso luglio, il gruppo presieduto da Marina Berlusconi ha ristrutturato l'esposizione debitoria per un ammontare complessivo di 570 milioni. Sono state rinegoziate linee per 300 milioni (con Intesa Sanpaolo e Mediobanca) ed è stato firmato un nuovo contratto di finanziamento per 270 milioni.

Nonostante il forte impegno del management nel ristrutturare e rilanciare l'azienda, per il 2013 «permane un contesto di mercato che non presenta ancora segnali di miglioramento», così viene confermato l'obiettivo di un mol «sostanzialmente inferiore» a quello del 2012, che era stato di 66,5 milioni. Mentre il 2014 sarà l'anno della ripartenza e nelle previsioni dei manager nel 2015 e nel 2016 tutti i business torneranno in utile.

Ieri infine è stato rinnovato con un forte sconto il contratto d'affitto (6 anni) con le Generali per Palazzo Niemeyer. L'obiettivo di Mauri è abbandonare altri edifici a Milano e concentrare quante più risorse possibili a Segrate: con i nuovi tagli in arrivo (100 unità) ci sarà spazio per 200-250 dipendenti.

 

Ferruccio de Bortoli Paolo Mieli Scott Jovane e Laura Donnini, amministratore delegato di RCS Libri.SCOTT JOVANE A BAGNAIA SEDE CORRIERE DELLA SERA FERRUCCIO DE BORTOLI INGE FELTRINELLI FRANCESCO MICHELI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO BLACKSTONEGIOVANNI BAZOLI E JOHN ELKANNMATTEO RENZI E DIEGO E ANDREA DELLA VALLE ALLO STADIO DIEGO DELLA VALLE CON SCARPE TODS

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”