L’ASSESSORE MILANESE NON VUOLE DARE SPAZI AGLI EVASORI DOLCE & GABBANA, E LORO CHIUDONO I NEGOZI: “FATE SCHIFO!”

1. MODA: OGGI DOLCE E GABBANA CHIUSI 'PER INDIGNAZIONE'
(ANSA) - Le boutique di Dolce & Gabbana di Milano oggi restano chiuse 'per indignazione' dopo la querelle con il Comune. 'Chiuso per indignazione' (con tanto di traduzione in inglese) è la scritta che appare in vetrina su grossi cartelli che riportano un articolo di giornale col titolo 'Il Comune chiude le porte a D&G'.

L'ufficio stampa di Dolce & Gabbana conferma che nella giornata di oggi resteranno chiuse tutte le attività della griffe nella città di Milano, comprese l'edicola di via della Spiga 2, il Martini Bar, il barbiere e il Gold in via Risorgimento. L'ufficio stampa non chiarisce fino a quando le attività resteranno chiuse.


2. D&G CONTRO IL COMUNE DI MILANO: "FATE SCHIFO!"
Laura Fugnoli per "La Repubblica"

«Comune di Milano, fate schifo!!!» Il tweet, punti esclamativi compresi, parte dall'account di un agguerrito Stefano Gabbana. Lo stilista è arrabbiato, molto arrabbiato, per le dichiarazioni dell'assessore comunale al Commercio e attività produttive, Franco D'Alfonso: «Qualora stilisti come Dolce e Gabbana dovessero avanzare richieste per spazi pubblici, il Comune dovrebbe chiudere le porte, la moda è un'eccellenza nel mondo ma non abbiamo bisogno di farci rappresentare da evasori fiscali».

Condannati - ma solo in primo grado - a un anno e otto mesi, Gabbana e il suo socio Domenico Dolce forse temono di vedersi negare prestigiosi spazi gestiti dell'amministrazione milanese: da quelli pubblicitari alle location per le sfilate durante le settimane della moda.

In Rete la polemica divampa. E pensare che soltanto due anni fa, durante una loro mostra-evento proprio a Palazzo Marino D&G dissero: «Senza Milano noi non saremmo quello che siamo». Ora invece Gabbana rivolge al Comune tweet pesanti («Fate pena, vergognatevi, ignoranti») e li indirizza anche ai giornali internazionali, da Le Figaro
al Wall Street Journal.

Centinaia i cinguettii di sostegno dei fan, ma anche qualche invito a moderare i termini. L'assessore D'Alfonso - che con le sue dichiarazioni improvvide di incidenti ne ha già causati parecchi al sindaco Giuliano Pisapia - è costretto a ingranare una parziale retromarcia: «Questa mia frase (pubblicata ieri da Il Giornale, ndr) è stata estrapolata da una conversazione informale, che non esprimeva certo l'opinione dell'amministrazione. Il garantismo è un principio che vale per tutti e auspico che nel procedimento in corso Dolce e Gabbana chiariscano la loro posizione».

In serata, deve intervenire il sindaco in persona: «Ho sempre ritenuto che la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva sia uno dei principi fondanti di ogni democrazia. Principio che vale per tutti e dunque anche per Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Non trovo però accettabile che si possa rispondere a una frase infelice offendendo il Comune e, quindi, la città. Milano è la capitale della moda, un settore che sosteniamo con piena convinzione e massimo impegno».

Non la pensa così l'ex governatore Roberto Formigoni, a cui non par vero di poter cogliere l'opportunità di polemizzare con Pisapia, protagonista «di una politica sempre troppo tiepida se non assente nei confronti del comparto moda, col rischio che tanti operatori si trasferiscano all'estero ». Da destra a sinistra, piovono commenti tra il preoccupato e il sarcastico. Dopo il pasticcio delle gelaterie chiuse a mezzanotte - di cui l'artefice fu lo stesso D'Alfonso - Milano si ritrova nei titoli di siti, giornali e tg per un altro incidente. E non ne sentiva il bisogno.

 

DOLCE E GABBANA FESTA VENEZIA FOTO LA NUOVA VENEZIA DOLCE E GABBANAFRANCO DALFONSO GIULIANO PISAPIA DOLCE E GABBANA CHIUSI PER INDIGNAZIONE CONTRO IL COMUNE DI MILANO DOLCE E GABBANA CHIUSI PER INDIGNAZIONE CONTRO IL COMUNE DI MILANO FRANCO D ALFONSO

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