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CHI PUNTA ALL'INCIDENTE - L'ECONOMISTA SEMINERIO: ''CREDETE CHE IL GOVERNO FARÀ SOLO QUALCHE AZIONE SIMBOLICA ANTI-IMMIGRATI E LASCERÀ STARE I CONTI PUBBLICI? NON VI RENDETE CONTO CHE MOLTI CERCANO UN DURISSIMO SHOWDOWN CON LA UE. SANNO CHE L'ITALIA NON HA ALCUNA LEVA NEGOZIALE E SI SENTONO I MOSÉ CHE, TRA MACERIE E SANGUE, PORTERANNO L'ITALIA FUORI DALL'EURO. SE LO SPREAD RESTA COSÌ, TRA QUALCHE SETTIMANA SI INNESCHERÀ UN PROCESSO CHE…''

Mario Seminerio per www.phastidio.net

 

MARIO SEMINERIO

C’è un’interpretazione benigna, da parte di molti analisti ed osservatori, circa l’azione del governo gialloverde. E cioè che, per manifesta assenza di risorse ed altri vincoli di realtà, i nostri eroi si limiteranno a qualche mossa simbolica per contentare il popolino, tipo colpire i vitalizi o altre cose più spettacolari tipo contrasto all’immigrazione e nuovi e maggiori vincoli alle Ong che operano nel Mediterraneo. Al netto di ciò, argomentano gli ottimisti, non dovrebbero esserci grossi sommovimenti a livello di conti pubblici, in attesa di scavallare le elezioni europee del prossimo anno con nuove mirabolanti promesse. Io non sarei così ottimista.

 

 

borghi salvini bagnai

Intanto, non dovrebbe sfuggire che, dentro questa maggioranza e tra quelli che sono considerabili suoi fiancheggiatori esterni, è molto radicata l’intenzione di arrivare ad un durissimo showdown con la Ue. Non passa giorno senza che escano dichiarazioni incendiarie da parte di figure di seconda fila che aspirano a diventare di prima, mentre il marziale ministro Paolo Savona non deflette dalla sua posizione, in un “quasi silenzio” assai eloquente.

 

Fuori dal Palazzo d’Inverno, ormai preso dai Cittadini e dai mandatari ed avvocati del Popolo, operano assiduamente da tempo personaggi che hanno al contempo sovraesposizione mediatica ma anche continua azione di briefing, brainstorming e brainwashing di politici bisognosi di essere alfabetizzati all’economia, le truppe di ordinati soldatini ai quali fornire le tesi da ripetere a pappagallo su quanto è opportuno avere il leggendario “Piano B”, “che hanno tutti in Europa” (sic) e che consentirebbe, secondo loro, di rafforzare la nostra posizione negoziale.

 

claudio borghi matteo salvini alberto bagnai

Questi personaggi sono convinti di essere lo strumento della Storia, quello che porterà il Popolo d’Italia a guadare il Mar Rosso dell’euro. Alcuni tra loro hanno ben chiaro che la Storia e la rivoluzione non sono pranzi di gala ma sono punteggiati di macerie e sangue. In questa loro farneticazione demiurgica, in alcuni casi esplicitata, essi sanno che il nostro paese non ha alcuna leva negoziale o ricattatoria verso gli altri partner europei, e sono quindi disposti a fare accadere l’irreparabile. Le rassicurazioni di maniera sulla permanenza nell’euro le lasciano ad altri. Loro puntano all’Incidente, con la maiuscola.

 

giovanni tria e claudio borghi

E lentamente ma inesorabilmente l’Incidente sta costruendosi, sotto forma di spread in aumento, come testimoniano gli ultimi due giorni. La permanenza o l’ulteriore aumento di questi livelli di rendimenti, tra qualche settimana, si trasmetteranno all’intera struttura del costo del denaro in Italia, esercitando un impulso recessivo. Al manifestarsi del quale il governo, impegnato nella parte programmatica del Def e nella legge di bilancio per il 2019, rilancerà chiedendo ulteriore ed accresciuto deficit, giustificandolo con la peggiorata congiuntura.

 

PAOLO SAVONA

Questo è il primo passaggio, consapevole o meno che sia: chiedere più deficit e persino l’intervento a copertura della Bce, a sostegno del nostro debito. E pazienza che la Bce stia avviandosi al calendario di uscita dal QE, anzi: chi ha in mente il “Piano B” non vede l’ora che arrivi quel momento, per rafforzare le condizioni di conflitto. Da lì in avanti seguirebbe emissione di debito di piccolo taglio, creazione di circolazione monetaria parallela, controlli sui capitali.

 

La cosa più tragica è che queste pulsioni suicide troveranno dall’altra parte il polso fermissimo di chi attende che l’Italia si disintegri per “salvarla” con prestiti straordinari e comprarla a prezzo di stralcio, oltre che una nutrita schiera di oltranzisti che da sempre guardano al nostro paese con non dissimulato razzismo e che vedono questo suicidio italiano come l’opportunità della vita.

 

 

claudio borghi euro

Solo questione di tempo, comunque: anche se quello che ho descritto qui non dovesse realizzarsi, e cioè se il nucleo neppure troppo occulto di demiurghi sfascisti dovesse essere neutralizzato, questo è un esecutivo che aspira a riprodurre in grande l’esperienza della giunta Raggi a Roma: incompetenza ed immobilismo.

 

Ma se il default di Roma è da tempo occultato e rinviato sinora senza difficoltà proibitive, la disgregazione economica dell’Italia non avrà la stessa benevola sorte, essendo quotidianamente sottoposti al giudizio di chi compra il nostro debito pubblico, italiani inclusi. E l’aumento del costo del nostro debito sta già mettendo radici, che in autunno daranno l’Italia come il primo paese europeo ad essere prossimo alla ricaduta in recessione.

 

PAOLO SAVONA

Preparatevi all’impatto.

 

 

 

 

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