EURO-BAZOOKA IN AZIONE - DA LUNEDÌ DRAGHI IMMETTE NELL’EUROPA FLOSCIA 60 MILIARDI AL MESE PER LA RIPRESA - LA BCE RIDUCE AL MINIMO I CANALI DI FINANZIAMENTO PER ATENE

Tonia Mastrobuoni per “la Stampa”

 

draghi tsiprasdraghi tsipras

Prima di svelare che il «quantitative easing», il maxi piano di acquisti di titoli pubblici e privati da 60 miliardi di euro al mese, partirà lunedì prossimo, Mario Draghi ha esplicitato ieri quello che i mercati e gli economisti sanno da un pezzo. Il solo annuncio del bazooka della Bce da oltre 1.100 miliardi, sta già contribuendo a consolidare la ripresa.

 

«Abbiamo già osservato un numero significativo di effetti positivi scaturiti dalle decisioni di politica monetaria», ha detto durante la conferenza stampa nel Centro congressi di Nicosia. Il recupero delle economie dell’euro, peraltro, anche in futuro «accelererà e si rafforzerà gradualmente». 


Le nuove stime di crescita sono state riviste generosamente al rialzo: il Pil non crescerà dell’1% ma dell’1,5% quest’anno, continuerà ad accelerare a 1,9% nel 2016 e raggiungerà il 2,1% nel 2017. È essenziale, però, che i governi facciano la loro parte e completino le riforme strutturali, sopratutto che «non si compiacciano» del recupero in atto. Altrimenti le misure della Bce «avranno un effetto minore».

mario draghi e janet yellen mario draghi e janet yellen

 

Per citare l’analista di Royal Bank of Scotland, Richard Barwell: «grazie all’euro debole, ai prezzi energetici più bassi, alle condizioni del credito più convenienti, alle politiche monetarie molto accomodanti, ad un effetto piuttosto limitato degli aggiustamenti fiscali e, forse, ad una svolta nel commercio internazionale, lo scenario per un recupero della crescita è solido». Metà dei punti citati da Barwell che stanno favorendo il recupero, dipendono dalle mosse di Draghi.


L’ANDAMENTO DEI PREZZI

Più complesso il discorso che riguarda l’inflazione. Se il debole prezzo del petrolio sta aiutando la ripresa, ha avuto invece un effetto negativo sull’inflazione. L’andamento dei prezzi al consumo non sarà dunque dello 0,7%, come previsto, ma zero, quest’anno. L’anno prossimo la situazione dovrebbe migliorare: 1,5 invece di 1,3% e nel 2017 dovrebbe raggiungere l’1,8%.

mario draghi  6mario draghi 6

 

Una revisione che non solo allontana lo spettro della deflazione: alcuni analisti come Barwell scommettono sul fatto che se l’andamento dei prezzi al consumo dovesse continuare a migliorare, la Bce potrebbe decidere di interrompere il quantitative easing prima di settembre del 2016. Ieri Draghi ha precisato che andrà avanti finché l’orizzonte sarà quello di un ritorno all’obiettivo del 2%: ma è un target che potrebbe essere in vista alla fine del 2017.


IL NODO DELLA GRECIA

Durante il consiglio direttivo, i banchieri centrali hanno anche affrontato il tema della Grecia. Ed è confermato che la Bce ha deciso di ridurre al minimo i canali di finanziamento ad Atene, in questi quattro mesi di limbo negoziale che dovrebbero condurre ad un nuovo piano di aiuti della vecchia trojka (Bce, Ue, Fmi). L’unica boccata di ossigeno restano i fondi emergenziali per le banche Ela, aumentati di mezzo miliardo, a 68,8 miliardi.

 

tsipras varoufakis tsipras varoufakis

Non senza una punta di polemica verso i loquacissimi Tsipras e Varoufakis, Draghi ha messo in guardia che anche quelli saranno garantiti solo finché le banche greche saranno solvibili. E la solvibilità è messa a dura prova da errori di comunicazione: «Mette a rischio e distrugge i collaterali», ha detto. Già ufficialmente escluso, invece, che la Grecia entri nel quantitative easing o che che le banche greche siano riammesse ai rifinanziamenti usando come collaterale i bond governativi valutati «spazzatura» dalle agenzie di rating.

 

È un’eccezione garantita solo ai Paesi sotto programma: Atene non lo è, al momento. Ma Draghi ha ricordato che negli ultimi due mesi i prestiti della Bce ad Atene sono raddoppiati a 100 miliardi, l’equivalente del 68% del Pil: «L’ultima cosa che si possa dire è che la Bce non abbia aiutato la Grecia».

v per varoufakisv per varoufakis

 

C’era attesa, infine, sul tetto dei 15 miliardi di euro per l’emissione di bond a breve: i falchi dell’Eurotower sono assolutamente contrari a concedere altri margini. E Draghi ha sostanzialmente chiuso ogni porta ad un aumento, citando il divieto per la Bce, stabilito dai Trattati, di fare finanziamento diretto dei Paesi.

 

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...