INCIUCIONE DC-PCI GUZZETTI-CHIAMPARINO E BAZOLI RESTA

Nino Sunseri per "Libero"

Giovanni Bazoli verso la conferma come presidente di Banca Intesa per altri tre anni. Non era scontato. L'età (81 anni) e qualche ruggine sedimentata nella lunga carriera avrebbero potuto sbarrargli la strada. Anche un esito diverso delle elezioni politiche forse gli avrebbe creato qualche grattacapo in più. Invece è andato tutto bene.

I candidati che più gli stavano a cuore sono stati eletti: il nipote Alfredo e l'ex vice direttore del Corsera Massimo Mucchetti nelle liste Pd. Il genero, Gregorio Gitti fra i pochi della pattuglia Monti a superare l'esame delle urne. Il Professore, come prudenza massima, aveva proposto l'anticipo dell'assemblea per il rinnovo dei consigli. La legislatura si è chiusa prima di ogni previsione e quindi non è stato possibile cambiare gli appuntamenti.

Comunque nessuna sorpresa: l'alleanza fra Sergio Chiamparino (Presidente della Compagnia San Paolo) e l'eterno Giuseppe Guzzetti (intoccabile presidente della Cariplo) hanno messo il Professore bresciano in pole position nella lista congiunta per il consiglio di sorveglianza di Banca Intesa. Sarà presidente fino al 2015. Si tratta, con ogni probabilità dell'ultimo mandato.

Siede alla testa di Intesa da quando si chiamava ancora Nuovo Banco Ambrosiano ed era appena risorto dalle ceneri lasciate da Roberto Calvi. Era stato Nino Andreatta a scovare questo sconosciuto professore bresciano, che divideva lo studio legale con il fratello di Paolo IV e con Mino Martinazzoli, ultimo segretario della Dc. Correva l'anno 1982.

Da allora Bazoli ha sempre governato la banca che, fusione dopo fusione, è diventata la prima in Italia. Certo non sono mancati i momenti difficili. La poltrona ha vacillato. Per esempio lo scontro con Enrico Cuccia che voleva mettere la banca nelle mani di Gemina ancora egemonizzata da Fiat. Poi l'altro duello per la Comit. Gli intrecci con le banche popolari guidate dalla Verona e poi i francesi dell'Agricole.

L'apprensione con cui seguiva lo scontro per togliere dalla presidenza di Cariplo il fidatissimo Giuseppe Guzzetti. A sostituirlo doveva essere Bruno Ermolli sponsorizzato da Berlusconi e Bossi (anche se poi fu proprio il presidente leghista della Provincia di Como a mettere in lista Guzzetti mandando a vuoto il golpe). La caduta del bastione in Fondazione avrebbe compromesso la conferma di Bazoli. Insomma una carriera vissuta sempre intensamente. Talvolta pericolosamente. Quindi non può preoccupare il fatto che l'esordio del nuovo mandato venga accompagnato dal declassamento di Intesa disposto da Moody's. Ora BBB+.

Bazoli ovviamente non c'entra. È la conseguenza della retrocessione dell'Italia. Influiscono anche le palpitazioni sul futuro di Cipro. Per le banche europee non è un buon momento. Anche Unicredit è stato declassato. Ma il Professore ha altro per la testa. Deve preparare la lista per il comitato di gestione. È certa la conferma di Cucchiani come amministratore delegato. Altrettanto certa l'uscita di Andrea Beltratti, figlio di un'altra stagione al San Paolo. Potrebbe andare a Banca Imi al posto di Emilio Seragnoli.

Oppure a Eurizon. Nuovo presidente del comitato di gestione dovrebbe essere Gian Maria Gros Pietro, economista ed ex uomo di fiducia dei Benetton in Autostrade. Oggi sta nel consiglio della Compagnia torinese. Il trasferimento a Milano gli darebbe molto prestigio ma poco potere perchè la carica è priva di deleghe. Un copione già scritto. C'è solo un colpo di scena possibile. A contendere la poltrona di Gros Pietro potrebbe essere Elsa Fornero. Ad aprile, quando si celebreranno le assemblee sarà un'ex ministro.

 

GIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTIENRICO CUCCHIANI A CERNOBBIO jpegchiamparino ANDREA BELTRATTI

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