IL MESE PIÙ CALDO - AGOSTO È STATO SEMPRE IL MESE IN CUI NELLA FINANZA I NODI VENGONO AL PETTINE - IN QUESTO PERIODO DI EUROCRAC IN CUI LA SPECULAZIONE NON VA IN VACANZA NEMMENO A FERRAGOSTO, NON LO FARà NEANCHE RIGOR MONTIS - AGOSTO È ANCHE IL PERIODO DELLE GRANDI SCALATE BANCARI, NEL 2001 TRONCHETTI ACQUISTÒ LA MAGGIORANZA DI TELECOM, NEL 2005 FU LA VOLTA DEI FURBETTI DEL QUARTIERINO...

Nicola Porro per "il Giornale"

Quello fu un agosto in cui non ci si rese bene conto che il raffreddore del paziente zero in realtà era una malattia micidiale e molto contagiosa. Era il 2007. Bear Stearns era una di quelle banche d'affari che si pensava avrebbe resistito a qualsiasi crisi. E invece non fu così. Morta. Sepolta. Una malattia brevissima consumata nel giro di poche settimane estive, e il cui primo sintomo si manifestò nella richiesta di un prestito per uno dei suoi fondi speculativi.

È il paziente zero della crisi finanziaria che ci portiamo appresso anche oggi. Sempre in quell'agosto un'altra regina dell'investment banking, come Lehman Brothers, annuncia di voler chiudere la sua controllata nei prestiti subprime. Il mercato balla. Ma si deve aspettare l'anno dopo, il 2008, per capire che la cosa era seria. Spunta un'áncora di salvataggio da parte di una banca coreana: i titoli, in quell'agosto, volano in Borsa. Passano poche settimane e si verifica il più grande crack della storia finanziaria americana.

Agosto è mese delicato per la finanza. E anche quello di quest'anno rischia di essere bollente. Ci sono vari ingredienti che possono rendere il cocktail indigesto. L'Europa, come si è capito bene in questa settimana post vertice di Bruxelles, è nel pallone. Le sue ricette sono confuse, i suoi leader divisi. La speculazione ha una montagna di liquidità che a ondate entra ed esce dal mercato. I cosiddetti scudi (quello salva spread è solo l'ultimo in ordine di tempo) sono deboli.

Le più importanti banche del vecchio continente hanno capitalizzazioni che, sommate, non valgono quelle di una singola blue chip americana. Insomma in queste settimane le praterie della finanza sono più aperte che mai. Basta una piccola miccia per appiccare un incendio. I vertici e gli uffici Tesoreria delle grandi istituzioni finanziarie di tutto il mondo sono state messe in preallarme: le ferie estive ve le scordate e se proprio si debbono fare siano a portata di clic.

Il presidente del Consiglio italiano ha già detto ai suoi ministri che per quest'estate le vacanze verranno ridotte al lumicino: certo ci sono i decreti legge che debbono essere convertiti, dunque trattasi in fondo di attività ordinaria. Ma a Roma brucia ancora il ricordo del caos estivo dell'anno scorso: in cui il governo Berlusconi dovette fare e rifare una serie di manovre d'urgenza. Monti& Co. non hanno alcuna intenzione di farsi trovare impreparati.

Paolo Panerai, editore e direttore di Milano Finanza, racconta da 25 anni le cronache finanziarie con i suoi quotidiani e non ha dubbi: «Mi pare che la situazione oggi sia già sufficientemente in tensione. Non credo proprio che la speculazione vada al mare. Ma ci sono due rischi aggiuntivi questa estate. Il primo riguarda le scelte economiche e di finanza pubblica. Se i mercati dovessero accorgersi che i politici e i burocrati europei non faranno anche quel poco che hanno annunciato ci sarà un diluvio.

Ad agosto i mercati sono più sottili (hanno meno scambi, i volumi sono più contenuti) e dunque più facilmente manovrabili. Provi a immaginare cosa potrebbe accadere, ad esempio, se uscisse un inatteso brutto voto da parte di un'agenzia di rating: la speculazione volerebbe».

Proprio l'estate scorsa è stata un incubo per le banche. I tesorieri dei principali istituti di credito furono precettati al lavoro. La crisi dei debiti sovrani stava partendo. Per un attimo si temette la chiusura vera e propria del mercato interbancario, modello Lehman. Si intrecciarono le manovre del governo Berlusconi in un saliscendi dei mercati da brivido. Agosto non porta consiglio alle operazioni di finanza pubblica.

È ancora nell'immaginario collettivo la manovra del 1992 di Giuliano Amato per salvare la lira e rispettare i parametri di Maastricht. Fu fatta in fretta e furia e conteneva anche cose più che accettabili. Ma fu quella manovra che decise il prelievo nottetempo del sei per mille dai conti correnti. E che poi si rivelò, dal punto di vista macroeconomico, del tutto inutile.

Agosto è il mese delle manovre di emergenza, ma lo era anche delle grandi scalate. Per citare solo le più recenti. Fu alle fine del luglio del 2001 che Marco Tronchetti Provera acquistò la maggioranza di Telecom dai bresciani di Gnutti e dal mantovano Roberto Colaninno.

Le scalate bancarie dei furbetti del quartierino si consumarono nell'estate del 2005. E andan¬do indietro la lista diventerebbe lunghissima. Uno che di scalate se ne intende, come Francesco Micheli, getta però acqua sul fuoco: «Ai tempi di Cefis, Gardini e Cuccia l'estate era il momento buono per scalare a sorpresa. Fino al 1985 in Mediobanca non avevano un telefax e in Cariplo, dove lo avevano, non c'era nessuno che sapesse comporlo in inglese. Agosto era il mese perfetto dei blitz. Oggi con la tecnologia è tutto cambiato. Si può scalare e difendere una banca anche da un'isola deserta nel Pacifico».

Micheli non pensa che i valori delle nostre società quotate in Borsa, ridotti ai minimi termini, possano essere da stimolo per qualche mossa a sorpresa (speriamo che lo stesso Micheli non ci si smentisca presto): «Il tema non sono più i fondamentali di Borsa, qua il problema è di classe dirigente che non è all'altezza. Siamo come ai tempi del Barocco: sta per cambiare tutto». Ma non è detto che ciò avvenga in agosto.

 

euro Crack EURO E LA TRIPLA Aeuro crisiwall streetmario monti dubbio Raul Gardinienrico cuccia02 lapFRANCESCO MICHELI

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”