MY IOR! - ARRIVA LA SPIETATA VALUTAZIONE DI MONEYVAL SULL’ATTIVITÀ ANTI-RICICLAGGIO DEL VATICANO: LO IOR BOCCIATO 8 VOLTE SU 16 - ERA STATO PROPRIO IL PAPA A RICHIEDERE LA VALUTAZIONE - POI È ARRIVATA LA MARCIA INDIETRO E I POTERI ISPETTIVI ALLA SEGRETERIA DI STATO DI BERTONE - AL VATICANO NON RESTA CHE CERCARE DI CONVINCERE GLI ISPETTORI IL 4 LUGLIO A STRASBURGO…

Marco Lillo per "il Fatto Quotidiano"

Il Vaticano è stato bocciato giovedì scorso agli esami scritti in una materia che storicamente pratica poco: l'anti-riciclaggio. E ora confida negli orali che si terranno a Strasburgo dal 2 al 6 luglio prossimo, per agguantare almeno una sufficienza risicata (il 4 luglio sarà esaminata la posizione del Vaticano).

Il Fatto Quotidiano è in grado di anticipare le linee principali del rapporto Moneyval, il comitato degli esperti anti-riciclaggio europei, consegnato giovedì scorso agli Stati membri dalla segreteria dell'organismo del Consiglio d'Europa. Sulle 16 raccomandazioni fondamentali in materia di anti-riciclaggio prescritte dagli organismi europei per l'inserimento all'interno della cosiddetta lista bianca degli Stati virtuosi, lo Stato Vaticano è stato bocciato otto volte su sedici.

La valutazione è stata effettuata sulla base delle 40 raccomandazioni sull'anti-riciclaggio e sulle nove raccomandazioni relative all'anti-terrorismo. Per ognuna di esse la disamina della situazione del Vaticano si conclude con un voto che può essere positivo, nel senso del rispetto della raccomandazione GAFI, con due gradazioni (compliant, cioè conforme, o addirittura largely compliant) oppure negativo con due gradazioni (non compliant; partially compliant).

Il rapporto è stato consegnato anche a Giuseppe Maresca, direttore dell'ufficio V del ministero dell'Economia e Finanze, per la "prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a fini illegali". Lo Stato della Città del Vaticano, come un qualsiasi paradiso fiscale alla ricerca di una migliore reputazione, aveva chiesto e ottenuto nell'aprile 2011 di essere sottoposto alla valutazione di Moneyval. Lo scopo della Santa Sede era quello di essere posizionato nella "lista bianca" dei paesi affidabili per le loro procedure e normative.

Una valutazione positiva permette infatti maggiore fluidità nei rapporti internazionali e avrebbe quindi favorito l'attività delle istituzioni finanziarie come lo IOR. Il rapporto è stato stilato da cinque esperti dei vari paesi più due membri del segretariato Moneyval e la parte più importante della valutazione è quella che riguarda le 16 raccomandazioni fondamentali sulle 49 complessive. La valutazione di otto delle 16 previsioni core and key, come le definisce il rapporto, è negativa cioè "non conforme" o solo "parzialmente conforme".

Ora, l'inclusione della Città del Vaticano nella lista grigia dei paesi poco affidabili durante l'assemblea plenaria di Strasburgo che si terrà dal 2 al 6 luglio, sembra sempre più probabile. A nulla sono serviti i trattamenti di riguardo agli ispettori quando sono venuti a Roma per studiare sul campo lo IOR: erano stati alloggiati nella residenza Santa Marta, all'interno della Città del Vaticano, dove i cardinali sono ospitati durante il conclave. Ma la pace delle suite color pastello dell'ex convento ristrutturato alla fine degli anni Novanta e il silenzio dei giardini vaticani non sono riusciti a mettere di buon umore gli esperti europei al punto da ribaltare il verdetto negativo.

Il rapporto raffronta le procedure in vigore all'interno dello IOR, l'Istituto per le Opere Religiose che tutti chiamano banca del Vaticano, anche se in realtà si comporta come una fiduciaria che scherma i suoi clienti, con le 49 raccomandazione elaborate dal GAFI, il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale costituito a Parigi dal G7 per lottare contro il riciclaggio e il terrorismo.

Il Moneyval è il fratello minore del GAFI che si occupa di dare le pagelle agli Stati del Consiglio d'Europa o anche esterni (come Israele) che però chiedono di essere valutati da Moneyval per poi essere ammessi alle procedure semplificate al fine di snellire le operazioni bancarie dei loro istituti. Per questa ragione, nell'aprile del 2011 il Vaticano, che è un osservatore del Consiglio d'Europa anche se non ne fa parte, ha chiesto di essere valutato.

L'obiettivo era quello di incassare i meriti della legge anti-riciclaggio voluta da Benedetto XVI in persona approvata nel dicembre del 2010 ed entrata in vigore proprio nell'aprile 2011. La valutazione era partita sotto i migliori auspici anche perché quella normativa istituiva un'autorità anti-riciclaggio interna al Vaticano, l'AIF, che avrebbe dialogato con l'UIF e le altre omologhe autorità anti-riciclaggio degli Stati membri e che avrebbe potuto raccogliere informazioni grazie ai suoi autonomi poteri di ispezione sullo IOR. Peccato che con una legge successiva del gennaio 2012, il Vaticano ha fatto una brusca marcia indietro. Così l'Aif, presieduta dal cardinale Attilio Nicora, ha perso i suoi poteri ispettivi a beneficio della Segreteria di Stato, diretta dal cardinale Tarcisio Bertone.

I poteri congelati, secondo la nuova legge del 25 gennaio scorso, sarebbero stati riattribuiti dalla Commissione Pontificia con un regolamento che però non è mai stato emanato. Inoltre, con un'interpretazione caldeggiata dall'avvocato Michele Briamonte dello studio Grande Stevens e dal presidente del Tribunale del Vaticano, Giuseppe della Torre del Tempio di Sanguinetto, è stato stabilito che lo IOR non fornirà alcuna indicazione sui movimenti dei conti dei suoi clienti antecedenti all'aprile 2011.

Una retromarcia che avrà fatto piacere agli illustri correntisti che hanno potuto così chiudere i conti prima della data fatidica dell'aprile 2011 (come ha raccontato anche Ettore Gotti Tedeschi ai magistrati) e che così hanno ottenuto per sempre il segreto sui loro affari, ma che però è costata molto cara al Vaticano. Almeno 4 delle 8 bocciature Moneyval potrebbero essere state influenzate proprio dalla nuova legislazione meno rigida.

In particolare, il Vaticano è stato bocciato in cooperazione internazionale e non è un mistero che il flusso di informazioni tra le autorità finanziarie anti-riciclaggio del Vaticano e italiane (AIF e UIF) si è fermato; anche la bocciatura sulla supervisione dell'AIF sullo IOR è stata influenzata dalla cancellazione dei poteri ispettivi autonomi che ha di fatto impedito all'AIF di rispondere in modo esaustivo sui movimenti dei conti che interessavano alla Procura di Roma; Anche la bocciatura in "adeguata verifica" cioè le informazioni che devono essere richieste dagli intermediari finanziari per identificare i propri clienti e l'origine dei loro fondi potrebbe essere figlia delle modifiche normative, come anche la bocciatura sulla segnalazione delle operazioni sospette.

Ora il Vaticano spera nella riunione plenaria di Strasburgo per convincere gli ispettori a modificare almeno qualcuna delle 8 bocciature.

 

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