renzi padoan merkel banche

MPS SALVO IN DUE MOSSE: LO COMPRA UBI O FONDO GIASONE E POI SCATTA LA BAD BANK - LA UE NICCHIA, MA SA CHE QUALCOSA DOVRA’ CONCEDERE - TREMANO GLI OBBLIGAZIONISTI, GIA’ FREGATI DA ETRURIA - TROPPO LONTANI GLI STRESS TEST

L'iceberg della Monte dei Paschi di SienaL'iceberg della Monte dei Paschi di Siena

Fabrizio Massaro per il “Corriere della Sera

 

Ma quale forma e quale veste giuridica assumerà l' eventuale difesa dello Stato nei confronti della banca senese non è ancora chiaro: le discussioni sono ancora aperte all' interno del governo, del ministero dell' Economia e della Commissione Ue che deve autorizzare una qualche forma di intervento pubblico.

 

Si tratta di una extrema ratio , ma necessaria per escludere conseguenze peggiori per Mps, in particolare per i depositanti. Ieri Renzi è stato esplicito: «I correntisti e i risparmiatori in Italia sono totalmente al sicuro. Questo è solo ciò che mi interessa».


La «soluzione di mercato» sarebbe quella preferita dall' esecutivo, anche perché eviterebbe tante discussioni con Bruxelles: potrebbe essere una banca che si fa carico di Mps - il soggetto più indicato, Ubi, ieri ha ribadito di non avere dossier aperti - oppure un nuovo Fondo Atlante (forse ribattezzato Giasone) che sottoscrive un eventuale aumento di capitale magari accanto al Tesoro come investitore privato (Via XX Settembre è già azionista di Mps al 4%). Ma sono ipotesi che rischiano di scontrarsi con lo scarso appetito degli investitori per Mps.

mpsmps


Il passaggio cruciale sarà la conclusione dello stress test del 29 luglio: è una prova di resistenza delle principali banche europee in condizioni severe dal punto di vista macroeconomico.

 

Secondo le analisi delle banche d' affari, Mps non supererebbe lo scenario peggiore, quello «avverso». In particolare, secondo Morgan Stanley, Mps passerebbe da un 12% di ratio patrimoniale (cet 1) ad appena uno 0,3%, quando invece il minimo dello stress test di fine 2014 era del 5,5%.

 

Si verificherebbe un ammanco patrimoniale da coprire, si dice fra 3-4 miliardi (la forchetta di Morgan Stanley è più ampia: 2-6 miliardi).

 

Chi li metterà?


Se non ci sarà il mercato, il Tesoro potrebbe intervenire facendo valere l' articolo 32 della direttiva Ue sulle banche («Brrd») che prevede un aumento di capitale «precauzionale» pubblico limitato a coprire l' ammanco emerso. A complicare il quadro c' è che il risultato degli stress non sarà pubblico ma confluirà a novembre nell' indicazione da parte della Bce della soglia di capitale necessaria per ogni banca, il cosiddetto «Srep».

 

Ma una volta che il Tesoro rompesse gli indugi, che cosa accadrebbe?

FABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI FABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI


Mps ha un altro problema da risolvere, quello dei crediti deteriorati: sono 47 miliardi lordi, che si riducono a circa 24 netti.


Bce vuole che diventino 14 circa entro il 2018, ovvero un drastico taglio di 10 miliardi. È qui che - secondo alcuni banchieri d' affari - potrebbe scattare la seconda fase dell' operazione.


Mps potrebbe creare una «bad bank» svalutando i propri crediti in sofferenza; questi verrebbero acquistati dal fondo Atlante 2 a prezzi di mercato; la «good bank» Montepaschi, ripulita delle sofferenze, verrebbe ricapitalizzata offrendola nuovamente sul mercato, tornando così privata.

 

 Sul mercato circolano diverse variabili di questo schema generale; in ogni caso però un intervento pubblico deve superare l' ostacolo del sacrificio (il «burden sharing») che la norma sugli aiuti di Stato pretende sia imposto agli obbligazionisti subordinati di Mps, che sono in buona parte retail, cioè risparmiatori, anche nel caso in cui per salvare la banca scatti l' eccezione al principio del «bail in», che anch' esso richiede un sacrificio per obbligazionisti e perfino depositanti.

 

padoan renzipadoan renzi

«Questa posizione della Commissione sul burden sharing aveva senso quando il "bail in" non c' era ancora, perché valeva come vincolo contro gli aiuti di Stato», spiega l' avvocato Giuseppe Scassellati, dello studio Cleary Gottlieb, «ma ora che la direttiva Ue sulle banche prevede espressamente l' eccezione a questo sacrificio, la posizione della Commissione non dovrebbe più valere».
 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…