IL PAPA SI È MESSO IN MOTU (PROPRIO) - PIÙ CONTROLLI E TRASPARENZA PER IOR E APSA – “DOBBIAMO SCOPRIRE I LEGAMI CON I PARADISI FISCALI”

1 - RICICLAGGIO, STRETTA DEL PAPA SU IOR E APSA
Marco Ansaldo per "la Repubblica"

"Vigilanza prudenziale". Una definizione così felpata e perfetta, pur nella sua rigida terminologia tecnica, che anche il Vaticano ha finito per adottare la regola. È la norma internazionale ("prudential supervision") con cui in materia soprattutto di requisiti patrimoniali ci si conforma a determinati standard di capitale e coefficienti di bilancio. Si tratta della novità principale del nuovo documento istituito dal Papa sugli enti interni che svolgono un'attività di natura finanziaria. Francesco ha così firmato ieri un Motu Proprio per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio, costituendo un Comitato di sicurezza finanziaria. Di che cosa si tratta?

Innanzitutto, di un nuovo passo verso la trasparenza delle finanze vaticane. Il Pontefice argentino, continuando l'opera di adeguamento della Santa Sede agli standard internazionali avviato da Benedetto XVI, intende rafforzare i compiti di vigilanza propri dell'Aif (Autorità di informazione finanziaria). E a questa ha attribuito ex-novo anche la funzione di "vigilanza prudenziale", tuttora mancante tra le Sacre Mura, rispondendo a una raccomandazione del Comitato Moneyval del Consiglio d'Europa.

Il Motu Proprio è, in sostanza, secondo la definizione data dal portavoce papale, padre Federico Lombardi, "lo strumento quadro che regola le singole normative". Un completamento, quindi, di quello promulgato da Joseph Ratzinger il 30 dicembre 2010 per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, con il quale veniva istituita la stessa Aif.

Nel luglio 2012, il Vaticano aveva superato nella questione dell'antiriciclaggio una prima valutazione del Comitato Moneyval, con un giudizio di sostanziale "sufficienza" per essere ammesso tra i Paesi considerati virtuosi. Ma gli esperti europei raccomandavano comunque un rafforzamento della vigilanza. E il nuovo provvedimento di Jorge Mario Bergoglio vuole andare verso questa direzione, indicando la via per ritoccare le leggi vaticane.

Con il nuovo documento, il Papa amplia le funzioni di controllo anche preventivo
dell'Aif sullo Ior, sull'Apsa (Amministrazione patrimoniale della Santa Sede) e su tutti gli Enti basati nella Città del Vaticano. A presiedere il nuovo Comitato di sicurezza finanziaria sarà l'assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, monsignor Bryan Peter Wells.

Gli altri componenti sono il nuovo sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Antoine Camilleri (il successore di monsignor Ettore Balestrero), il segretario della Prefettura per gli Affari economici della Santa Sede, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, il direttore dell'Autorità di Informazione finanziaria, René Bruelhart, il vice segretario generale del Governatorato, monsignor Giorgio Corbellini, il promotore di Giustizia presso il tribunale vaticano, Nicola Picardi, e il direttore dei Servizi di sicurezza e di protezione civile del Governatorato, generale Domenico Giani.

2 - PARLA RENÉ BRUELHART, DIRETTORE DELL'AIF: "AUMENTANO I CASI SOSPETTI E ADESSO DOBBIAMO SCOPRIRE I LEGAMI CON I PARADISI FISCALI"
Paolo Rodari per "la Repubblica"

«Le segnalazioni di operazioni sospette rilevate nel 2013 sono già da ora significativamente di più delle sei rilevate nel 2012. Il fatto che sono aumentate è il segnale che il sistema dei controlli funziona».

Il giorno dell'uscita del motu proprio papale che amplia su tutti i dicasteri finanziari della Santa Sede i poteri di controllo all'Autorità di informazione finanziaria del Vaticano (Aif), il direttore René Bruelhart rivela che l'azione di disinnesco dei «ben noti problemi» - così li ha chiamati papa Francesco sull'aereo di ritorno dal Brasile - dello Ior, e in generale delle finanze vaticane, è a buon punto.

Col motu proprio, infatti, il Papa dà un'importante conferma all'Aif e al suo lavoro per la trasparenza di un sistema dove azioni illecite vengono ancora ril evate. Non c'è solo lo Ior a necessitare di controllo, ma anche gli altri dicasteri. Fra questi l'Apsa dove il responsabile della contabilità, monsignor Nunzio Scarano, aveva creato un meccanismo di riciclaggio di denaro sporco gettando così un'ombra sul funzionamento complessivo di un ente i cui vertici sono ora in una situazione di oggettiva difficoltà presso il pontefice.

Il 40enne Bruelhart dirige l'Aif dal settembre del 2012. Da otto anni direttore della Financial intelligence unit (Fiu) del Liechtenstein, è stato scelto dal Vaticano in quanto esperto nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Dice: «Al motu proprio si è arrivati lavorando per la trasparenza. E affinché la Santa Sede abbia gli strumenti necessari per garantire un regime finanziario pulito e adeguato agli standard internazionali, si è ritenuto opportuno ampliare le competenze dell'Aif, soprattutto la sua vigilanza sul riciclaggio interno».

Fino a pochi mesi fa le finanze vaticane non navigavano in buone acque. Prima del conclave diversi cardinali hanno chiesto un drastico cambio di rotta. L'Aif ha preso così diverse misure per «consolidare un sistema che funzioni e che sia sostenibile». Spiega ancora Bruelhart che tutto è iniziato «con la presentazione del report annuale dell'Aif lo scorso maggio nella sala stampa vaticana.

Poi abbiamo stipulato accordi storici con le unità d'informazioni finanziarie dell'Italia e degli Stati Uniti. Quindi l'ammissione a pieno titolo della stessa Aif all'interno del Gruppo Egmont, che riunisce le unità di Informazione finanziaria a livello mondiale.

Ciò ha facilitato lo scambio d'informazioni su transazioni sospette e i crimini finanziari in paesi altrimenti inaccessibili. Sullo sfondo c'è stato anche il "caso Scarano" dove le segnalazioni trasmesse dall'Aif al promotore di giustizia hanno determinato l'inizio delle investigazioni nel Vaticano. Ulteriori misure sono state adottate quali il blocco dei conti e le rogatorie all'Italia. Ciò a conferma che il sistema funziona».

Oltre il Tevere sono molti a ritenere che l'ammissione al gruppo Egimont sia il «passo decisivo» nel delicato lavoro dell'Aif. «L'ammissione al gruppo Egmont - racconta ancora Bruelhart - ha rappresentato il riconoscimento degli sforzi sistematici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano nell'identificare e combattere il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo. Il nostro inserimento promuoverà, infatti, ulteriormente la nostra capacità di contribuire alla lotta globale contro i crimini finanziari».

La volontà di Joseph Ratzinger prima, e oggi di Jorge Mario Bergoglio, è una: combattere il marcio interno. Con il motu proprio Francesco crea anche un Comitato di sicurezza finanziaria che sarà presieduto dall'assessore alla segreteria di Stato, Peter Brian Wells, mentre Bruelhart ne è direttore.

Il lavoro del Comitato non si sovrappone a quello della nuova Commissione d'inchiesta di laici incaricata di studiare soluzioni per i dicasteri finanziari vaticani. «Il Comitato di sicurezza finanziaria - dice, infatti, ancora Bruelhart - ha un importante ruolo di coordinamento». Il traguardo per tutti è arrivare a offrire al papa un sistema finanziario che lavori sempre e soltanto per il bene della Chiesa e sia adeguato agli standard internazionali. Altri cambiamenti sono tutti nella mente e nelle mani di Francesco.

 

VATICANO mages SEDE DELLO IOR BASTIONE NICCOLO' V - SEDE DELLO IORUN VESCOVO SCATTA UNA FOTO DELLA SPIAGGIA DI COPACABANA IL PAPA SORRIDE E BENEDICE IL FIGLIO DI UN POLIZIOTTO SULLA SPIAGGIA DI COPACABANA RATZINGER E BERGOGLIO jpegPAPA RATZINGER E DOMENICO GIANI Federico LombardiRENE BRUELHART Domenico Giani

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