CHI VIENE DOPO? – I NON PIU’ GIOVANOTTI MERLONI, DEL VECCHIO, BERLUSCONI E CAPROTTI DAVANTI AL REBUS DELLA SUCCESSIONE DEI LORO IMPERI

Sara Bennewitz per ‘Affari&Finanza - La Repubblica'

Grandi imprenditori dotati di grande lungimiranza, ma che di fronte alla scelta del successore, a chi tra figli e parenti delegare la guida futura delle aziende, all'alba degli ottant'anni non hanno ancora sciolto le riserve. Più facile creare un'impresa dal niente, che fare figli e figliastri tra i propri familiari. Ma non scegliere rischia di essere più controproducente per le grande aziende familiari italiane.

Lo dimostra il caso Indesit, dove Vittorio Merloni in realtà aveva designato il figlio Andrea come suo vice, ciò nonostante la famiglia si è spaccata di fronte alla crisi e medita di cedere il controllo dell'azienda. Leonardo Del Vecchio, classe 1935 sei figlie da tre compagne diverse, aveva provato nel 2010 a fare un trust familiare, dividendo in parti uguali le quote della sua Delfin.

Questo succedeva prima di riconvolare a nozze con la sua seconda compagna di vita, Nicoletta Zampillo, a cui per legge spetta un quarto del suo patrimonio. E così Del Vecchio ha sospeso il processo senza decidere come dovrà essere gestito il suo patrimonio dopo di lui. Anche perché paradossalmente più sono grandi le eredità, più è difficile per i figli trovare una soluzione, magari riuscendo a liquidare alcuni con altre attività. La quota di controllo di Luxottica posseduta da Del Vecchio attraverso Delfin vale infatti molto di più rispetto a tutte le atre attività.

Ci sono le quote di controllo di Beni Stabili-Foncierè des Régions, o le partecipazioni finanziarie tra cui quella in Generali e in Unicredit. E del Vecchio, che è stato tra i primi imprenditori a scegliere un manager esterno a cui affidare il suo colosso degli occhiali, e lo stesso che fin da subito ha escluso i figli dalla gestione, nonostante diverse sollecitazioni da parte di manager e consulenti fidati, all'alba dei suoi 79 anni non avrebbe ancora sciolto le riserve sul futuro di Luxottica. Altri imprenditori come Bernardo Caprotti di Esselunga, avevano provato a preparare una successione tra i figli, facendoli partecipare attivamente alla vita delle aziende.

Arrivato a 70 anni il patron di Esselunga aveva deciso di lasciare l'azienda della grande distribuzione in parti uguali ai tre figli, tenendo fuori la moglie dalla successione. Poi i dissapori con il primogenito Giuseppe e successivamente anche con la figlia Violetta, hanno portato Caprotti a cambiare idea. Mr Esselunga si è così ripreso l'intera titolarità delle azioni dell'azienda, finendo in tribunale contro i figli in una causa che si presenta lunga e che andrà avanti fino alla Cassazione.

Morale a parte il fondatore, non ci sono più Caprotti che lavorano in Esselunga, e dal momento che una soluzione consensuale sembra impossibile da raggiungere, alla fine le volontà di Bernardo, sono state racchiuse in un testamento consegnato al notaio Carlo Marchetti.

La cosa triste è che il patron del gruppo di supermercati, che quest'anno compirà 89 anni, sa che suo malgrado le divisioni interne alla famiglia condannano Esselunga a diventare preda di un gruppo estero. In Italia non esistono realtà nella grande distribuzione abbastanza forti per inglobare la società che ha chiuso il 2013 con 6,9 miliardi di ricavi, e il gruppo è destinato a finire preda di colossi come l'americana Wal-Mart.

L'altra grande dinasty famigliare tricolore che potrebbe avere un equilibrio instabile in fase di successione alla seconda generazione è quella del gruppo di aziende che fa capo al 77enne Silvio Berlusconi. E questo non solo perché i figli di primo letto Marina e Piersilvio insieme hanno meno quote rispetto a Barbara, Eleonora e Luigi, ma anche perché i figli di Veronica Lario sono finora rimasti ai margini della gestione delle aziende del gruppo che spaziano da Mediaset a Mondadori passando per il Milan. «Le aziende si possono ereditare, la capacità di gestirle no».

Lo va ripetendo Brunello Cucinelli, che per questo motivo ha deciso di quotare il gruppo che porta il suo nome in Borsa. L'imprenditore del cachemire ha due figlie, e per garantire all'azienda una vita più lunga di quella del suo fondatore ha scelto di aprire il capitale agli investitori privati. Solo che Cucinelli ha un'azienda giovane alla prima generazione, lo stesso vale per Luxottica, Esselunga e Mediaset. Se invece le famiglie si allargano con l'andare avanti delle generazioni, la cosa si fa più complicata e trovare una soluzione che accontenti tutti diventa difficile. In questo caso le sorti dei Marzotto hanno fatto scuola.

Un gruppo vastissimo con tante attività si è diviso a suon di Opa i vari rami d'azienda nel tessile, nell'abbigliamento, nel vetro, nei vini e nel terziario. Con l'eccezione del ramo degli eredi di Vittorio Marzotto (Gaetano, Stefano Nicolò e Luca) che è rimasto unito, e che controlla la casa vinicola Santa Margherita, la Zignago Vetro ed è socio di minoranza di Hugo Boss. Gli altri rami della famiglia Marzotto o hanno dovuto vendere le quote nelle aziende, dai Jolly Hotels alla Valentino, oppure sono riusciti a salvare poco liquidando con il lancio di un'Opa gli altri parenti, come nel caso del-l'attività nell'azienda di filati.

Una sorte simile negli anni potrebbe toccare a un'altra famosa dinasty veneta, che presto o tardi dovrà suggellare il passaggio di testimone tra la prima e la seconda generazione. Si tratta dei Benetton, che attraverso una società per azioni, Edizione Holding, custodiscono il pacchetto di controllo delle autostrade di Atlantia, degli Autogrill e dei duty free di Wdf, oltre che dell'omonima azienda di abbigliamento.

Il vice presidente esecutivo Gianni Mion si è rivelato per i Benetton quello che Gianluigi Gabetti è stato per la famiglia Agnelli, tant'è che due anni fa il manager di Vo' (Padova) ha dovuto rinunciare alla pensione rimanendo in Edizione come vicepresidente esecutivo. E ora che la crisi ha messo a dura prova i conti del colosso di abbigliamento di cui Alessandro, figlio di Luciano, è presidente esecutivo, Mion è stato chiamato dalla famiglia a occuparsi anche della ristrutturazione della Benetton Group.

Il compito di Gabetti fu agevolato dal fatto che Gianni Agnelli della galassia Fiat aveva la quota di maggioranza relativa e che l'Avvocato, in tempi non sospetti, decise che il suo pacchetto sarebbe andato a un erede, designando John Elkann come successore. A Ponzano Veneto invece, Luciano (classe 1935) Giuliana (1937), Gilberto (1941) e Carlo (1943) controllano il 25% ciascuno di Edizione, ma mentre tre fratelli hanno quattro-cinque figli ciascuno, Gilberto lascerà l'intero pacchetto alla figlia Sabrina.

E così, salvo che nel frattempo i quattro fratelli veneti trovino una soluzione diversa magari sotto forma di un accomandita, con il passaggio alla seconda generazione una parte della famiglia in Edizione si troverà ad avere più potere delle altre. Basterebbe che solo uno dei cugini di Sabrina si trovasse sulla stessa lunghezza d'onda della figlia di Gilberto a creare una minoranza capace di bloccare tutte le scelte degli altri.

Intanto l'unità familiare di Ponzano Veneto verrà messa alla prova proprio ora che si è deciso di voltare pagina in Benetton Group. La società di abbigliamento ha scelto di cedere i marchi minori come Killer Loop e concentrarsi su Sisley e Benetton. Prima di allora l'azienda sarà divisa in tre parti, quella immobiliare, quella industriale e quella commerciale, dello stile e della comunicazione.

La volontà della famiglia veneta è quella di rilanciare il marchio, e non è escluso che per percorrere questa strada, Benetton Group cerchi un partner industriale e finanziario capace di aiutare l'azienda in quel percorso che finora da sola non è riuscita a intraprendere. Anche per questo, la famiglia ha annunciato di voler fare un passo indietro delegando a un amministratore le decisioni strategiche da prendere e affidando proprio a Mion la ricerca del manager adatto per il delicato e difficile rilancio del gruppo.

Intanto questa settimana sul tavolo della Fineldo della famiglia Merloni Goldman Sachs presenterà una rosa di possibilità per trovare il partner migliore con cui far convolare a nozze la Indesit Company. E a seconda di quale sarà la scelta che maturerà nelle prossime settimane, si capirà se i Merloni potranno ancora avere un ruolo decisionale e se Indesit riuscirà a mantenere un presidio sul territorio come ha fatto fino ad oggi, pure realizzando da anni oltre l'80% del suo fatturato fuori dall'Italia.

 

Vittorio Merloni e Paolo Baratta 2mar30 vittorio merloniDEL VECCHIO DEL VECCHIO MARIA PAOLA MERLONI ANDREA MONDELLONicoletta Romanoff Giorgio Pasotti e Claudio Del Vecchio Claudio Del Vecchio Francesco Rutelli Claudio Del Vecchio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…