1- PER SBROGLIARE FINALMENTE LA CALCIOMARCIO STORY CI VUOLE LA GIUSTIZIA ELVETICA! 2 - NEL GIRO DI SOLDI PROVENIENTI DA SCOMMESSE E COMBINE DEPOSITATI IN SVIZZERA, OLTRE ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, È COINVOLTO ANCHE UN “IMPORTANTE” GIOCATORE 3- TOTO-IDENTIKIT: HA GIÀ AVUTO PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA PER FATTI SIMILI ED È INDAGATO A CREMONA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALLA FRODE SPORTIVA. CHI È? 4- A BREVE IL NOME SARÀ NOTO: I MAGISTRATI SVIZZERI HANNO CHIESTO DI INTERROGARLO 5- DA BERNA CHIESTA MAXI ROGATORIA PER RICICLAGGIO LEGATO ALLE SCOMMESSE

Francesco Ceniti per "Gazzetta dello Sport"

Il tesoro sarebbe custodito in Svizzera, come da tradizione. Un tesoro alimentato negli anni da un flusso costante di denaro e legato a doppio filo con scommesse e combine. Non solo, la Procura di Berna-Mittelland è convinta che dietro ci sia la criminalità organizzata: le modalità fanno pensare al riciclaggio. Al centro di questa brutta storia ci sarebbe un calciatore italiano che fonti investigative definiscono "importante".

Il conto segreto riconduce a lui. E gli indizi non finiscono qui. Ha già avuto problemi con la giustizia per fatti simili: è indagato a Cremona per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Insomma, il cerchio si restringe notevolmente, ma lascia lo stesso aperte molte porte. A breve il nome sarà noto: i magistrati svizzeri hanno chiesto di sentirlo, insieme con altre 5 persone.

È probabile che il giocatore sia convocato dagli uomini della squadra mobile di Cremona e dello Sco di Roma per rispondere alle domande del gip Salvini, alla presenza quasi scontata del procuratore capo Di Martino. Le novità svizzere rafforzano la pista italiana legata a un'organizzazione "transnazionale" in grado di spostare capitali importanti da una parte all'altra del mondo, poi utilizzati per le combine.

PUNTI DI CONTATTO - Ma Berna non si è limitata a chiedere l'interrogatorio del calciatore. Da fonti attendibili si apprende di una maxi rogatoria per avere quasi tutti gli atti, intercettazioni comprese. Migliaia e migliaia di pagine, da spulciare evidentemente alla ricerca di altri punti di contatto tra le due inchieste.

L'ipotesi è la stessa che da tempo sostengono diverse procure italiane: combine e scommesse hanno attirato l'attenzione della criminalità organizzata. Non si tratta solo di lucrare attraverso le partite taroccate, ma soprattutto riciclare fiumi di denaro nel modo più semplice. Ci sarebbero vari strati per rendere difficile l'individuazione dei registi di queste operazioni spericolate.

IL RUOLO DEI GIOCATORI - I primi a essere scoperti, secondo chi indaga, sono proprio i calciatori. Utilizzati per ovvie ragioni, corruttibili in modo semplice e indispensabili per avere certezze sui risultati. Salendo c'è una prima "eminenza grigia" composta dai finanziatori e persone facoltose. Spesso sono loro ad agganciare i giocatori, coinvolgendoli prima nelle scommesse per poi trascinarli al passo successivo (gli illeciti).

L'inchiesta di Bari sta proprio portando alla luce questo tipo di sistema. Risalendo ancora si arriva alla criminalità che gestisce direttamente le agenzie di bookmaker e si muove tramite "persone fidate". Che possono essere anche calciatori. Sarebbe il caso in questione.

ALTRI SOSPETTI E GEGIC - Il giocatore "importante" avrebbe aperto il conto (forse attraverso un prestanome) dove sono transitate somme elevate e di provenienza sconosciuta. A Berna non hanno dubbi: si tratta di riciclaggio. E dentro ci sono i proventi delle combine. Ecco il perché della rogatoria con richiesta d'interrogatorio.

Un passo che potrebbe preludere a qualcosa di più serio. Non solo, visionare quasi tutti gli atti può voler dire una cosa: si stanno cercando nuovi punti di contatto e forse altri giocatori invischiati nello stesso giro. Non resta che attendere gli sviluppi nei prossimi giorni. Quando tra l'altro dovrebbe finalmente costituirsi il latitante Almir Gegic. A Cremona tutto è pronto per accoglierlo.

 

 

BANCHE SVIZZERE BANCHE SVIZZERELUGANO-BANCHE SVIZZEREdi martino pm Almir Gegic

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)