donald trump mohammed bin salman

OIL POLITICS! - È VERO CHE NEL MONDO C’È UN ECCESSO DI OFFERTA DI PETROLIO, È VERO CHE IL VIRUS HA UCCISO LA DOMANDA, MA LE CAUSE DEL TRACOLLO HANNO MATRICI POLITICHE – È STATO IL PETROLIO A DEFINIRE IL PROFILO CAPITALISTICO AMERICANO E ANCORA OGGI È IL CUORE DEL SUO APPARATO PRODUTTIVO – CINA E RUSSIA HANNO TUTTO L’INTERESSE CHE L’ECONOMIA INTERNA DEGLI USA SIA IN GINOCCHIO, MA I SAUDITI?

 

 

Fabrizio Ravoni per “il Dubbio”

il tracollo del prezzo del petrolio illustrazione axios

 

Thomas Jefferson inviò i marines a Tripoli per molto meno. La prima missione internazionale delle forze armate americane fu a Tripoli nel 1802 per bloccare le scorrerie dei pirati libici che assaltavano le navi cargo americane nel Mediterraneo. Partì così la prima Guerra Barbaresca. Tant’è che l’avventura è citata nell’inno dei Marines. All’epoca, però, gli Stati Uniti non avevano ancora scoperto il petrolio.

 

crollo del prezzo del petrolio

Thomas Jefferson inviò i marines a Tripoli per molto meno. La prima missione internazionale delle forze armate americane fu a Tripoli nel 1802 per bloccare le scorrerie dei pirati libici che assaltavano le navi cargo americane nel Mediterraneo. Partì così la prima Guerra Barbaresca. Tant’è che l’avventura è citata nell’inno dei Marines. All’epoca, però, gli Stati Uniti non avevano ancora scoperto il petrolio.

 

THOMAS JEFFERSON

E’ stato proprio il petrolio a definire il profilo capitalistico degli Stati Uniti a partire dalla metà dell’Ottocento. Chi colpisce il petrolio, colpisce il cuore dell’economia americana. E’ per queste ragioni che il crollo delle quotazioni rappresenta qualcosa di più di un mero fenomeno di mercato. L’altro giorno, il prezzo del Wti ( West Texas Interediate è la qualità di petrolio indicato nelle quotazioni) è stato negativo per 37 dollari il barile. Cioè, i produttori di petrolio pagavano 37 dollari se qualcuno acquistava il loro greggio. Ieri le quotazioni sono migliorate: da - 37 dollari a meno 16 dollari. E, secondo l’esperto Jeff Currie, il fenomeno proseguirà fino a metà maggio. Un crollo di questa portata ha motivazioni economiche, di mercato, ma anche geopolitiche.

 

petroliere

Quelle di mercato riguardano una sovrapproduzione di greggio, stimata in 30 milioni di barili al giorno. Questa sovrapproduzione è determinata sia dal rallentamento del ciclo congiunturale mondiale, sia dal crollo dei consumi determinati dal Covid 19.Nell’ultimo vertice straordinario dell’Opec, esteso anche alla Russia, i paesi produttori hanno deciso di tagliare la produzione di 10 milioni di barili per tenere alto il prezzo; ma non è servito un granchè. Anzi, ha peggiorato la situazione.

donald trump in mezzo a donald trump con lo sceicco mohamed bin zayed al nahyan e salman dell'arabia saudita

 

Anche perché è pur vero che nel mondo c’è un eccesso di offerta di petrolio, ma è evidente che le cause non sono generate dal mercato, ma hanno matrici politiche. E’ evidente che l’impatto economico del Covid 19 avrà riflessi sulle aree di influenza politica di Russia e Cina. E per potenziare le rispettive aree di influenza, gli Stati Uniti devono ridefinire ( cioè, ridurre) la loro. Per queste ragioni, l’Europa ( stretta alleata americana attraverso la Nato) è stata l’area maggiormente colpita dal virus. Ma gli aiuti russi e cinesi sono arrivati solo in Italia. Poi è stata la volta degli Stati Uniti sul proprio territorio. Ma se l’impatto sociale sulla popolazione, seppure tremendo ( negli Usa non esistono ammortizzatori automatici come in Italia), è stato tamponato dalla Casa Bianca con 3 trilioni di dollari, quello sull’economia reale si sta scaricando attraverso il crollo del prezzo del petrolio. Cioè, il cuore dell’apparato produttivo americano proprio a ridosso di un appuntamento fatidico per gli Usa: la piena autosufficienza petrolifera.

 

vladimir putin e mohammed bin salman 4

In Arabia Saudita estrarre un barile di petrolio costa 9 dollari. In Russia, 19. Negli Usa costa circa 30 dollari. E’ del tutto evidente che quotazioni inferiori ai costi di produzione porta al fallimento delle imprese ( spesso piccole) che estraggono greggio ( shale). Proprio quello che sta avvenendo in queste ore negli Stati Uniti.

 

mohammed bin salman al saud con donald trump

Trump sta correndo ai ripari annunciando aiuti a pioggia alle imprese di settore ed aumentando di altri 75 milioni di barili le riserve strategiche nazionali. Ma il problema non è di mercato; ma politico. Ed alla Casa Bianca lo sanno benissimo. Ma stanno facendo di tutto per evitare di cadere nella trappola geopolitica innescata dal Covid 19.

petrolio libia

 

La Storia ci insegna che il crollo dell’Impero Ottomano comportò la ridefinizione delle aree di influenza occidentale nell’area del Medio Oriente; proprio quelle con le maggiori riserve energetiche del Pianeta.

 

Dopo la seconda Guerra Mondiale ci fu Yalta che divise in due l’Europa. È evidente che per superare la crisi economica mondiale servirà un appuntamento chiarificatore fra le superpotenze. Ed è altrettanto evidente che Cina e Russia hanno tutto l’interesse che gli Stati Uniti arrivino all’evento con un’economia interna in ginocchio. Washington, però, è presidente di turno del G- 20.

 

PUTIN E XI JINPING

Ed al G- 20 siedono sia la Russia e sia la Cina. Ed anche l’Arabia Saudita, principale produttore di petrolio e primo alleato degli Usa nell’area del Golfo. Ma in questi giorni inspiegabilmente alleata della Russia nella politica energetica ostile all’America.

PUTIN E XI JINPING trump e mohammed bin salman

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