bce cda

POLTRONA MON AMOUR - LE DIECI BANCHE ITALIANE CHE POTREBBERO FONDERSI HANNO IN TUTTO 185 CONSIGLIERI - PER LA BCE SONO TROPPI, NE BASTANO 75 E SE NE DEVONO TAGLIARE 110 - GLI AMMINISTRATORI “ESODATI” FANNO RESISTENZA E BLOCCANO TUTTA L’OPERAZIONE

di Stefano Righi su www.corriere.it

 

 

veneto  banca assemblea sociveneto banca assemblea soci

Aumenti di capitale? Scelta della sede sociale? Autonomia territoriale? Cosa sta ancora bloccando la complessa opera di consolidamento del sistema bancario italiano da più parti invocato? Nulla di tutto questo. Il vero nodo che tiene tutto ancorato allo status quo, confessa un top manager alle prese con una delle fusioni più attese del momento, sono le poltrone. Le cadreghe, per dirla con Aldo, Giovanni e Giacomo...

 

Eccedenze

logo BPMlogo BPM

Secondo una ricostruzione di Corriere Economia, sono almeno 110 i posti da amministratore che dovranno essere tagliati nei prossimi mesi. Solo l’attesissima fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano potrebbe richiedere il sacrificio di 32 poltrone, trenta consiglieri da mettere da parte contro la loro manifesta volontà. Se infatti tra Verona (24 amministratori) e Milano (23) sembra pacifico che né il presidente del Consiglio di sorveglianza della Milano, Dino Piero Giarda, né l’amministratore delegato del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti (quest’ultimo per sua espressa e ripetuta dichiarazione), faranno parte del progetto futuro, restano trenta amministratori assolutamente convinti della indispensabilità del proprio ruolo. Il punto è che la Banca centrale europea sostiene che un istituto come quello che andrà a formarsi può essere agilmente amministrato da un consiglio di quindici amministratori. È dunque via alle trattative. Chi resta e chi va?

BPM BPM

 

Le banche

Il problema però riguarda tutti i maggiori istituti italiani. Se dal novero delle prime tredici banche escludiamo le due maggiori (Unicredit e Intesa Sanpaolo, che non parteciperanno all’opera di consolidamento sul mercato domestico) e il Credem - che è una realtà particolare, molto solida, redditizia e controllata dalla famiglia Maramotti - restano dieci banche che potrebbero essere le protagoniste del prossimo risiko.

 

Queste dieci banche (Mps, Ubi, Banco, Bpm, Carige, PopSondrio, Creval, Bper, PopVicenza e Veneto), sommano 185 consiglieri di amministrazione. Ipotizzando che da dieci ne restino cinque, questi cinque istituti di credito potrebbero essere amministrati da cda composti da 15 componenti (se la regola della Bce vale per Banco+Bpm vale anche per le altre). Basterebbero dunque 75 amministratori per far funzionare queste nuove realtà, quando oggi ne servono 185. Ecco i 110 da congedare.

TORRE UNICREDITTORRE UNICREDIT

 

Ed ecco le resistenze, la difese dei privilegi, gli arrocchi. Perché se è vero che i casi come la Vicenza sono rari (l’ex presidente Gianni Zonin aveva un appannaggio superiore al milione di euro l’anno, l’ex amministratore delegato Samuele Sorato di 1,7 milioni), è indubbio che un posto nel consiglio di una banca vale molto (denaro) e costa relativamente poco (impegno).

 

Impegni

Sarà necessaria una importante scrematura. Puntando più sulla qualità che sulla quantità. Se Ubi tocca tra Sorveglianza e Gestione l’iperbole di 32 consiglieri, i diciotto componenti del board della Vicenza hanno avallato negli anni ogni nefandezza, tanto che oggi la procura della repubblica ipotizza il reato di associazione a delinquere interna alla banca. Cosa guardavano questi signori? Poi, nei consigli, siedono indagati, condannati in primo grado e moltissimi portatori di interessi altrui che uniscono a modeste competenze.

ubi bancaubi banca

 

Per arrivare infine alle presenze ultradecennali che alla soglia degli ottanta anni si rendono ancora disponibili a perseguire il «bene della banca»... Non è questo il modello virtuoso a cui cerca faticosamente di ispirarsi l’Europa, né è questo l’interesse della vasta platea di azionisti correntisti e risparmiatori che affidano i loro denari alle banche. È il momento di fare pulizia, in profondità, anche dando la colpa alla Bce.

EUROTOWER BCEEUROTOWER BCE

 

protesta dei risparmiatori davanti banca etruria  2protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 2Banca IntesaBanca Intesamps mps

 

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…