PSYCO-BANCA (CHI PARLA MUORE) - SE A SIENA CI SCAPPA IL MORTO, IN BAVIERA IL MECCANICO GUSTL MOLLATH SI FA SETTE ANNI DI MANICOMIO PER AVER DENUNCIATO LE ATTIVITA' DI RICICLAGGIO DI HVB (GRUPPO UNICREDIT) -

Michele Masneri per Il Foglio

C'è un giudice in Baviera? Forse sì, o almeno questo è quanto spera il protagonista di uno dei casi bancari-giudiziari più surreali degli ultimi anni. Gustl Mollath, 56 anni, un baffuto signore bavarese, di professione rivenditore di ricambi per auto, ha avuto il torto di essere consorte di una dipendente di Bayerische Hypo Vereinsbank (Hvb), sesta banca tedesca, acquisita nel 2005 da Unicredit, e si è fatto sette anni di ospedale psichiatrico per aver denunciato attività di riciclaggio condotte (anche) dalla di lui signora.

Accuse che poi, con ritardi di giustizia molto italiani, sono poi risultate veritiere. La storia, che incrocia la memoria di Ludwig di Baviera, il re folle rinchiuso dai suoi ministri con un colpo di Stato e un thriller come Il socio di John Grisham, in Germania tiene banco da anni ed è tornata sulle prime pagine due giorni fa quando il caso è stato riaperto.

L'affaire Mollath, o "Fall Mollath", risale al 2006, quando il meccanico bavarese fu rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Norimberga dopo aver denunciato che la banca per la quale lavorava la moglie Petra (da cui aveva divorziato nel 2004) aveva alle spalle una attività di esportazione di denaro sporco in paradisi fiscali tra cui la Svizzera.

Il tribunale di Norimberga lo condannò grazie a perizie dei migliori psichiatri dell'università locale, con una diagnosi unanime di disordine paranoide della personalità; secondo la sentenza, Mollath, nei vagheggiamenti di una pericolosa mania di persecuzione, avrebbe maltrattato la ex moglie causandole "disagio psicologico" oltre ad aver fatto stalking nei confronti di altri dipendenti della banca, tagliando loro le gomme e minacciandoli di morte, convinto nel suo delirio che la banca avesse messo in atto pratiche illegali. I periti misero agli atti anche una possibile "sindrome da denaro sporco".

A novembre 2012 però un'inchiesta della televisione tedesca ha rivelato che effettivamente la moglie era stata protagonista di attività di riciclaggio, che queste attività risalivano almeno al 2003 e che la banca aveva licenziato per questo motivo la signora Mollath, ma senza denunciare l'accaduto alle autorità.

Il caso è rimbalzato su tutti i principali giornali tedeschi tra cui lo Spiegel e la Süddeutsche Zeitung e nel frattempo è diventato sempre più imbarazzante per il governo bavarese: il ministro della Giustizia, Beate Merk, ha respinto diverse richieste di dimissioni mentre il primo ministro del ricco stato meridionale tedesco, il cristiano-sociale Horst Seehofer, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco appoggiando la riapertura del processo sostenendo che "forse si tratta di un clamoroso errore giudiziario".

A gennaio l'avvocato di Mollath, Gerard Strate, ha denunciato giudici e psichiatri per sequestro di persona e tortura - tra cui la privazione del sonno, che la clinica non ha mai smentito - ma il fascicolo è stato archiviato. Due giorni fa però la Procura generale bavarese ha chiesto ufficialmente di riaprire il processo.

Intanto Mollath è diventato una specie di paladino dei movimenti antibanca in Germania. In una rara intervista concessa dalla sua cella di sicurezza alla Süddeutsche Zeitung ha detto che "questo era precisamente il mio obiettivo", e che "il destino è paradossale, perché ho fatto la fine che temevo facesse mia moglie. Le dicevo sempre: stai attenta, perché un giorno finirai in manette, e finirai dentro per un bel po' di anni", ma il destino pare che sia pronto a capovolgersi.

 

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