ORA CHE IL RENZISMO È AL POTERE, IL FONDO STRATEGICO (CIOÈ LA CASSA DEPOSITI) VUOLE INVESTIRE SU EATALY - E FARINETTI SOGNA LO SBARCO IN BORSA

Stefano Feltri per il "Fatto quotidiano"

Oscar Farinetti è l'imprenditore più ricercato del momento, il legame con un Matteo Renzi in piena scesa rende la sua Eataly ancora più invitante. Anche per il Fondo strategico italiano, cioè la Cassa depositi e prestiti, il braccio finanziario del ministero del Tesoro (partecipato dalle Fondazioni bancarie).

Il Sole 24 Ore di ieri riferiva l'indiscrezione che il Fondo strategico guidato da Maurizio Tamagnini è pronto a investire su Farinetti. E dal Fondo confermano: "É soltanto un pourparler, l'ipotesi ha un senso ma la trattativa non è ancora iniziata". Non è chiaro se sia stato Farinetti a bussare alla porta del Fondo, o se l'input sia partito dalla Cassa depositi e prestiti su cui regna il presidente Franco Bassanini con l'amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini.

Di certo la Cdp vede con interesse l'ingresso di Eataly nel portafoglio investimenti del Fondo, per ora un po' eterogeneo: dalla banda larga con Metroweb alla società di servizi bancari Sia, alla società di componentistica per il petrolio Valvitalia. La Cassa avrebbe voluto comprare la catena di supermarket Finiper, "la grande I", ma l'operazione si è rivelata più complessa del previsto.

E allora si cambia: gli spazi espositivi di Eataly che mettono in vetrina i prodotti dell'agroalimentare di qualità, è l'ideale per l'approccio Cdp, secondo cui l'Italia è troppo debole nella grande distribuzione, col risultato che i francesi dominano il settore promuovendo sugli scaffali prodotti gestiti da loro a scapito del Made in Italy. Il gruppo di Farinetti ha conti buoni, si avvia ai 300 milioni di fatturato, ha una struttura azionaria un po' farraginosa per gli standard del fondo ma prospettive di sviluppo interessanti.

Da tempo, a Torino, circola voce che Farinetti stia preparando la successione, per dedicarsi a valorizzare il vino dopo prosciutti e formaggi, oppure per fare il ministro, chissà, in un governo Renzi. Portare il gruppo in Borsa, forte dell'investimento del Fondo strategico e di un testimonial come il nuovo segretario del Pd, è un'ipotesi allettante: ci sono tutte le premesse per ripetere il boom di Moncler dei giorni scorsi, c'è una storia di successo che piacerà sicuramente a giornali e piccoli risparmiatori. E per Farinetti non c'è modo migliore per uscire di scena che incassare qualche centinaio di milioni di euro vendendo a Piazza Affari quote della holding Eataly srl (di cui Eatinvest, la scatola a monte della catena, detiene il 79 per cento). Vedremo.

Per ora l'unica certezza è che il Fondo strategico italiano non è più considerato, come in origine, l'ultima barriera pubblica a difesa delle aziende strategiche e dei loro asset più preziosi (è rimasto fuori dalla partita Telecom e non si occupa del destino della rete fissa). Ormai il Fondo di Tamagnini, con i suoi 4,4 miliardi di euro di risorse, si muove come un private equity vero, capitali in cerca di affari, con una prospettiva di medio periodo e più pazienza dei loro concorrenti perché rispondono a un azionista pubblico.

Alla Cassa depositi e prestiti circola l'ipotesi che la notizia dei colloqui tra Fsi e Farinetti sia stata divulgata proprio da uno dei tanti fondi privati che ambiscono a investire in Eataly. "Il Fondo ha incontrato oltre 300 aziende in questi mesi, non tutte note come quella di Farinetti", dicono da Fsi. Ma qualcuno vuole bruciare la Cdp e tuffarsi su Eataly.

 

RENZI FARINETTI renzi e farinetti FARINETTI GORNO TEMPINI FESTA MONCLER REMO RUFFINI jpeg

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?