gas europa russia

PUTIN E GAZPROM CE L'HANNO MESSO IN QUEL POSTO – SCATTA L’ORA DEL RAZIONAMENTO: BRUXELLES HA MESSO A PUNTO IL PIANO PER FAR FRONTE AL LUNGO INVERNO SENZA IL GAS RUSSO – PREVISTI INCENTIVI ALLE INDUSTRIE CHE RIDURRANNO I CONSUMI O  PASSERANNO A FONTI RINNOVABILI (MA VA BENE ANCHE IL NUCLEARE), E POI UN TETTO MASSIMO DI 19 GRADI PER GLI EDIFICI PUBBLICI – SE GAZPROM NON RIAPRIRÀ IL NORD STREAM IL 21 LUGLIO, COME HA MINACCIATO DI FARE, GLI STOCCAGGI EUROPEI NON RAGGIUNGERANNO LA SOGLIA DELL'80% PREVISTA PER NOVEMBRE, MA SI FERMEREBBERO TRA IL 65% E IL 71%...

Marco Bresolin per “La Stampa”

 

gasdotto gazprom

Incentivi economici alle industrie che decidono di ridurre il consumo di gas, magari approfittando della situazione per fermare la produzione ed effettuare lavori di manutenzione. Oppure a quelle che decidono di abbandonare il gas per fonti energetiche alternative. Idealmente le rinnovabili, ma vanno bene anche il nucleare (rinviando la chiusura delle centrali) e persino il carbone, visto che l'Ue concederà deroghe alla normativa sulle emissioni.

 

E poi misure per ridurre il consumo in ambito non industriale, come un tetto massimo alle temperature invernali negli edifici pubblici (non più di 19 gradi) e uno minimo per quelle estive (non sotto i 25 gradi).

 

PUTIN E I RUBLINETTI - BY EMILIANO CARLI

La Commissione europea ha messo a punto il piano per far fronte al lungo inverno che con ogni probabilità sarà attraversato senza il gas russo. Ma per Bruxelles non bisogna aspettare l'arrivo della stagione fredda per intervenire, né la chiusura definitiva dei rubinetti: bisogna agire da subito.

 

«L'energia risparmiata durante l'estate può essere utilizzata in inverno» si legge nella bozza del documento - visionata da "La Stampa" - che sarà presentata ufficialmente mercoledì. Tanto che Ursula von der Leyen ha deciso di chiamare così il suo piano: «Risparmia gas per un inverno sicuro».

 

I segnali arrivati nelle ultime settimane vanno infatti in una direzione chiara: Bruxelles si attende un'ulteriore riduzione dei flussi di gas dalla Russia, se non addirittura uno stop totale. «L'Ue - si legge - deve quindi anticipare un tale rischio e prepararsi, in uno spirito di solidarietà, a un'interruzione prolungata e possibilmente completa del gas dalla Russia in qualsiasi momento».

 

Proprio ieri Gazprom ha fatto sapere che «non può garantire il buon funzionamento del gasdotto Nord Stream 1», attualmente fermo fino al 21 luglio per lavori di manutenzione, perché non ha ancora ricevuto le turbine che sono state spedite in Canada per essere riparate. Per questo la Commissione ritiene che l'Ue debba «adottare misure preventive immediate per anticipare ulteriori azioni dirompenti e rafforzare la propria resilienza».

 

VLADIMIR PUTIN E IL GAS

Sin qui gli Stati membri sono stati in grado di compensare ampiamente il taglio delle forniture dalla Russia: il buco da circa 25 miliardi di metri cubi che si è creato in seguito al calo delle importazioni - annotano i tecnici dell'esecutivo Ue - è stato colmato con 21 miliardi di forniture aggiuntive di gas naturale liquefatto e 14 miliardi di metri cubi di importazioni extra dalla Norvegia, dal Mar Caspio, dal Regno Unito e dal Nord Africa.

 

Se i flussi da Mosca dovessero interrompersi entro luglio, il tasso di riempimento degli stoccaggi non raggiungerebbe la soglia dell'80% prevista per novembre, ma si fermerebbe tra il 65% e il 71%. Tradotto, questo significherebbe «un gap di 20 miliardi di metri cubi durante l'inverno in condizioni invernali normali» e «vi sarebbe il rischio che lo stoccaggio in diversi Stati membri si esaurisca già prima della fine dell'inverno».

 

I GASDOTTI VERSO L EUROPA

Di fronte a un inverno rigido, l'impatto sarebbe ancor più pesante. Se invece l'interruzione si verificasse in autunno, ci sarebbero meno rischi di non soddisfare la domanda durante l'inverno, «ma ci sarebbe meno tempo per affrontare il problema».

 

Per questo secondo la Commissione bisogna agire sin da ora: «Sarebbe significativamente meno costoso ridurre moderatamente la domanda di gas per un periodo di tempo più lungo, iniziando prima, piuttosto che doverla ridurre drasticamente e senza un'adeguata preparazione».

 

L'obiettivo è quello di proteggere le industrie critiche, che non possono sostituire il gas e per le quali uno stop avrebbe un impatto significativo sull'economia dell'Unione. Bruxelles suggerisce quindi di agire innanzitutto sul riscaldamento delle case (si "consiglia" di limitare di un grado la temperatura nelle abitazioni private e di fissare limiti per gli edifici pubblici), ma anche di fornire incentivi economici - attraverso aste - per quelle aziende che intendono tagliare il consumo di gas.

 

fornitura gas russo

«Tali aste - si legge nell'allegato del piano - potrebbero essere organizzate a livello transfrontaliero per andare incontro a chi opera in più Stati, ma anche ai Paesi che hanno minori margini di bilancio».

 

Il risparmio potenziale, secondo il piano, è stimato tra i 25 e i 60 miliardi di metri cubi di gas (11 grazie ai limiti a caloriferi e condizionatori, tra i 4 e i 40 per un cambio di fonte nella produzione di energia elettrica e 10-11 considerando un taglio del 10% della domanda industriale).

 

Il piano fornisce agli Stati anche le linee-guida con i criteri per identificare i settori critici dell'economia «che dovrebbero essere mantenuti in funzione il più a lungo possibile durante un'emergenza».

GAS E NUCLEARE ENERGIA SOSTENIBILE

 

La Commissione consiglia di «dare priorità alle industrie considerate critiche o strategiche dal punto di vista sociale, laddove un'interruzione avrebbe effetti devastanti sulle catene di approvvigionamento con un impatto su salute, sicurezza, ambiente, difesa e altri settori critici, come quello alimentare e le raffinerie».

COMMISSIONE UENUCLEARE 1NUCLEARE 2

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...