popolare bari

LE SCIAGURE PER LA PUGLIA E IL SUD NON SONO FINITE DOPO ILVA. TRABALLA LA POPOLARE DI BARI CHE FINANZIA PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL MEZZOGIORNO. IL GOVERNO E' AL LAVORO PER SOCCORRERLA CON MCC (GUIDATA DA BERNARDO MATTARELLA) CONTROLLATA DA INVITALIA, DUNQUE DAL TESORO, E CON L'INTERVENTO DEL FONDO INTERBANCARIO. SU CUI PERO' BRUXELLES BORBOTTA...

 

 

Michele Arnese e Manola Piras per www.startmag.it

 

Piano industriale ancora da varare, messa in sicurezza tramite Mediocredito Centrale (100% di Invitalia del Mef) che tarda ad arrivare, conti che peggiorano e piccoli azionisti che vorrebbero vendere ma non riescono a farlo.

 

Il quadro della Popolare di Bari non è certo roseo mentre i tempi stringono e il rischio è che l’istituto guidato da Vincenzo De Bustis non riesca neppure ad avvalersi dell’incentivo fiscale delle Dta (trasformare le attività fiscali differite in credito di imposta fino a 500 milioni), inserito nel decreto Crescita ma che comunque non sarebbe sufficiente a riequilibrare i ratios della banca. E nel primo semestre dell’anno la Popolare di Bari ha registrato una perdita lorda di 73 milioni.

banca popolare di bari 5

 

GROVIGLIO GOVERNO-MCC-INVITALIA

L’aiuto all’istituto pugliese dovrebbe arrivare da Mediocredito Centrale, la banca pubblica che fa capo a Invitalia, il cui azionista principale è il ministero dell’Economia e delle Finanze. Come però ricorda il Corriere Economia, ci sono una serie di ostacoli da superare tra cui la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione di Invitalia. Con un board scaduto (si profila una riconferma di Domenico Arcuri come capo azienda ma non del presidente Carlo Tesauro) e la gestione nelle mani del collegio sindacale, nota il giornale, non si può avviare l’operazione di ricapitalizzazione del Mediocredito che per Popolare di Bari dovrebbe sborsare fra i 600 milioni e il miliardo.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Un’operazione importante per Palazzo Chigi che “vuole affidare a Mediocredito Centrale il riordino del sistema creditizio del Mezzogiorno” visto che il capitolo delle fusioni tra le popolari, per quanto riguarda le pugliesi, pare destinato “ad aprirsi semmai in un secondo momento” complice l’atteggiamento poco favorevole che pare provenire da Bruxelles e dalla commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

 

LA NORMA SULLE DTA E LE POSSIBILI AGGREGAZIONI

Per quanto riguarda la norma sulle Dta (Defferred tax assets) si tratta di una versione rinnovata del credito d’imposta per le banche con sede legale in Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna grazie al recupero delle imposte differite su perdite. L’idea che starebbe dietro la norma punta a creare al Sud un polo bancario partendo dai due istituti maggiori e cioè Popolare di Bari e Popolare Puglia e Basilicata. Lo sconto fiscale in caso di aggregazione è fino a 500 milioni per ogni soggetto partecipante. 

 

banca popolare di bari 7

La trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti d’imposta è condizionata all’assunzione – da parte della società che ne risulta – dell’impegno a versare un canone annuo a favore dell’Erario con applicazione di un’aliquota annua dell’1,5% alla differenza tra l’ammontare delle attività per imposte anticipate e le imposte versate. Il pagamento del canone deve avvenire in quattro esercizi a partire dalla data di approvazione del primo bilancio della società risultante dall’aggregazione. Per evitare l’elusione del limite dei 500 milioni di Dta, l’incentivo non è concesso se ad una aggregazione partecipino soggetti che abbiano già preso parte a un’altra operazione del genere per cui è già stata prevista la trasformazione delle Dta in crediti d’imposta.

 

LA GIRANDOLA DI IPOTESI SULLE AGGREGAZIONI TRA POPOLARI DEL SUD

Sul fronte delle possibili fusioni non sono pochi i nomi degli istituti di credito circolati nelle ultime settimane. Il polo che si andrebbe a costituire – questa l’ipotesi più accreditata – vedrebbe in prima fila Popolare di Bari insieme a un altro istituto pugliese, Popolare di Puglia e Basilicata, e poi tre piccole banche campane: Banca Regionale di Sviluppo, Banca del Sud e Popolare Vesuviana. Una direzione di marcia auspicata da Assopopolari guidata dal segretario generale Giuseppe De Lucia Lumeno, in ottimi rapporti con la famiglia Jacobini fondatrice della Popolare di Bari, e avallata di fatto anche dalla Vigilanza di Bankitalia.

ROBERTO GUALTIERI PIERRE MOSCOVICI

 

Del resto, come osserva il Corriere Economia, “se Popolare Bari salterà sarà un problema per tutto il territorio”. Ma “se dovesse salvarsi è probabile che le due principali banche pugliesi concorrenti, la Banca popolare di Puglia e Basilicata e la Banca popolare pugliese, avrebbero convenienza ad aggregarsi piuttosto che combattere un concorrente tornato in forze su piazza”.

 

IL FORCING DI BRUXELLES

Intanto da Bruxelles si segue il dossier Popolare Bari. Secondo fonti sindacali e manageriali raccolte da Start Magazine, nelle discussioni tra i tecnici della Commissione Ue, i dirigenti del ministero dell’Economia e i vertici della Popolare di Bari sull’intervento di Mediocredito-Invitalia è stato messo in chiaro che – per avere il via libera dell’Ue – l’istituto di credito pugliese dovrebbe rinunciare a qualsiasi tipo di richiesta o ricorso in relazione alla vicenda Tercas. 

 

LUIGI DI MAIO ROBERTO GUALTIERI

Si tratta della banca acquistata nel 2014 da Popolare di Bari dopo essere stata commissariata per due anni e che nel 2015 Bruxelles ha accusato di aver ricevuto aiuti di Stato durante l’amministrazione speciale dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (265 milioni di euro di ricapitalizzazione). A marzo scorso il Tribunale Ue ha annullato il provvedimento della Commissione europea (qui la ricostruzione della vicenda in un approfondimento di Start).

 

DUBBI E DOMANDE DI DE MATTIA (EX BANKITALIA CON FAZIO)

Sul tema nei giorni scorsi è intervenuto Angelo De Mattia, oggi editorialista ma in passato segretario particolare del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. In particolare, secondo De Mattia, “andrebbe fatta chiarezza sulla Dta, anche per rispetto del Parlamento che l’ha votata – ha spiegato su Mf -. Ciò è importante perché con quest’ultima misura si intende promuovere una concentrazione di istituti nel Mezzogiorno con l’obiettivo di rafforzare il tessuto finanziario in quel territorio. 

 

Si dirà che stanno prevalendo campanilismi ed esclusivismi, gelosie e primazie nel mondo delle Popolari? È possibile, ma la spiegazione accurata dei vantaggi per tutti, suscettibili di derivare da una tale operazione, che potrebbe coesistere pure con il mantenimento di alcune specificità locali dei partecipanti, potrebbe stimolare ad aderire alla concentrazione”.

 

bernardo mattarella foto di ferdinando mezzelani gmt 76

Sul quotidiano finanziario, De Mattia ha evidenziato le questioni che andrebbero affrontate prioritariamente, tra cui la possibile scissione. “A suo tempo si era detto che la Bari avrebbe effettuato un’operazione di scissione societaria che darebbe luogo a una cooperativa con alcune finzioni bancarie e una spa con più ampie competenze creditizie. È un progetto ancora valido?” si domanda. Oppure “tutto viene rimesso in gioco con l’intervento che sarebbe effettuato dal Fitd? 

 

Questo intervento, comunque, intenderebbe in qualche modo anche sfruttare le attività fiscali differite o si tratterebbe di una misura riguardante la sola Bari?”. E ancora: “I ventilati rapporti dell’operazione con una partecipazione della banca del Mezzogiorno-Mediocredito centrale? Quali sarebbero le conseguenze per la governance attuale, anche perché il caso non è assimilabile a quello Carige, innanzitutto per l’assenza, allo stato attuale, di una gestione commissariale?”.

 

L’ULTIMA TEGOLA GIUDIZIARIA

Intanto il tribunale di Bari ha dato una sberla ai vertici della Banca Popolare di Bari. Con una recente pronuncia, il Tribunale di Bari ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti della Banca Popolare di Bari ordinando alla stessa di consegnare ad una risparmiatrice ultraottantenne, copia di documenti che la signora aveva inutilmente da tempo richiesto alla banca relativa ad investimenti in azioni e obbligazioni della banca e che la banca non aveva consegnato, si legge in un comunicato datato 23 novembre di uno studio legale: “La consumatrice, che aveva investito i propri risparmi in obbligazioni ed azioni della Banca Popolare di Bari, aveva attivato la procedura prevista da un articolo del testo unico bancario che obbliga le banche a consegnare i documenti. Nel silenzio della banca, la signora è stata costretta a ricorrere al tribunale di Bari, che ha riconosciuto le ragioni della consumatrice”.

 

 

Ultimi Dagoreport

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?