BASTA L’INVENZIONE DELLA DUETTO, LA PIÙ BELLA SPYDER DEL MONDO, PER FAR DI SERGIO PININFARINA, IL RE DEL DESIGN - EREDITÒ L’AZIENDA DAL PADRE GIOVANNI BATTISTA FARINA, DETTO “PININ” - HA DISEGNATO DI TUTTO: UNA FERRARI, UNA ROLLS ROYCE, UN TRENO SUPERVELOCE, UNO YACHT, LA FIACCOLA DELLE OLIMPIADI - PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA E SENATORE A VITA - LA MORTE DEL FIGLIO, NEL 2009, FU UN BRUTTO COLPO…

Salvatore Tropea per "la Repubblica"

Gianni Agnelli, quando parlava del suo amico Sergio Pininfarina, lo definiva «un galantuomo, una persona perbene». Linguaggio del Novecento, perché entrambi erano uomini del «Secolo breve» al quale sono sopravvissuti, restandovi largamente dentro ma trasmettendo molto a quelli che sarebbero arrivati dopo di loro.

Figlio d'arte e figura di primo piano del made in Italy, personaggio versatile, artigiano e artista, imprenditore prestato alla politica, senatore a vita, Sergio Pininfarina è morto nella notte di ieri nella sua casa torinese dopo una lunga malattia, che lo aveva costretto a stare lontano dalla sua azienda, sommandosi all'ancor più grande sofferenza per la scomparsa tragica del figlio Andrea che gli era da poco succeduto alla guida della società. A settembre avrebbe compiuto 86 anni.

Nella storia dell'industria italiana il posto dell'ingegner Sergio è quello di un torinese a tutto tondo, ma un torinese del mondo, per dire uno di quei personaggi di casa a New York come a Tokyo, legittimato da una fama che aveva in parte ereditato, riuscendo però ad ampliarla con un'azienda-atelier diventata icona mondiale di quella che si può definire l'arte di fare automobili.

Una Ferrari, un treno superveloce, uno yacht, la fiaccola delle Olimpiadi o un paio di sci, partoriti dalla sua fantasia e tratteggiati dalla sua matita, erano destinati a diventare oggetti di culto, sovente opere d'arte esposte nei più famosi musei del mondo. Cresciuto nel milieux torinese, frequentato da maestri carrozzieri come Bertone, Ghia, Fissore, Alemanno, Canta, Moretti, Francis Lombardi, ai quali nel tempo si sarebbe aggiunto Giugiaro, subentra al padre fondatore dell'azienda di famiglia nella Torino del primo centenario dell'Unità d'Italia.

E' il 1961 e l'ingegner Sergio è appena trentacinquenne, laurea al Politecnico, sposato con la signora Giorgia Gianolio che due anni dopo gli avrebbe dato il primo figlio, Andrea, e in seguito Giorgia e Paolo. L'azienda è stata creata nel 1930 dal padre Giovanni Battista Farina, detto Pinin, diminuitivo piemontese di Giuseppe o più esattamente un vezzo per indicare uno dei piccoli della famiglia: lui era il decimo di undici figli.

A quell'epoca la Lancia esiste da ventiquattro anni, la Bertone da diciotto e la Fiat ha festeggiato già il suo primo trentennio. Nel giugno di quell'anno una rivista dell'automobile scrive: «Il popolare nomignolo Pinin, onde la Torino automobilistica unicamente si serve per designare Battista Farina, sta per acquistare ufficiale diritto di cittadinanza in Italia». Il presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi trasformerà con un decreto quel nomignolo consentendo la celebre crasi del marchio Pininfarina. Una Cadillac per il maraja di Orchna, una Lancia Aprilia Aerodinamica, una versione unica della Rolls Royce, un coupé della Cisitalia esposto nella collezione permanente del Moma, la Ferrari 250 GT California escono dalla Pininfarina di Borgo Sanpaolo.

Sergio fa il suo apprendistato, entrando di corsa in questo scenario di famiglia. E' giovane, conosce il mestiere, ha la passione giusta. Quando nel '66 muore il cavaliere del lavoro, laurea ad honorem del Politecnico di Torino, Légion d'honneur insignito da De Gaulle, assieme al cognato Renzo Carli, l'ingegnere prende in mano le redini dell'azienda. Ed è una corsa inarrestabile verso un successo che sembra non avere mai fine. E' quello l'anno della 124 sport spider che in America bisserà il trionfo del Duetto del Laureato e della Dino Ferrari. La casa di Maranello rimane una costante nella storia della Pininfarina dal cui laboratorio escono versioni memorabili della Rossa. Coniugando passione, estro, intelligenza, tecnica ed eleganza, Sergio scrive sul suo palmares i nomi della Alfa Romeo Eagle, della Rolls Royce Camargue, della Lancia Beta Montecarlo e di altre dream cars.

Carattere cordiale e comunque capace anche di imporsi con durezza e con qualche scatto di ira non sempre controllata, al massimo della sua carriera di maestro designer sembra consacrato solo all'auto, allo stile, alle sue fabbriche che producono i modelli da lui disegnati. Ma l'elezione alla presidenza degli industriali torinesi, lo dirotta verso la politica. L'anno dopo, a sorpresa, viene inserito nelle liste del Pli per il Parlamento europeo. «Mi piace occuparmi delle cose che so fare meglio» dichiara in un'intervista a Repubblica per sottolineare che la politica non è il suo mestiere. Viene eletto, fa bene e viene riconfermato cinque anni dopo.

Nel maggio del 1988 arriva la presidenza di Confindustria. Nell'assemblea un piccolo gruppo di dissidenti insinua che essa è stata possibile per il peso gettato sulla bilancia dalla Fiat. C'è anche chi attribuisce al giornale la Repubblica un'azione di endorsement. «Pininfarina è stato eletto per le sue qualità e perché è una persona perbene» commenta l'Avvocato. E finisce lì.

La politica lo contagia ma non gli impedisce di disegnare nel 1988 la Ferrari Testarossa. Quando espone in una Mosca ancora capitale dell'Urss una Ferrari si scatena la corsa ai biglietti per andare ad ammirarla al Sokolniki Park. E il liberale Pininfarina è contento. E' orgoglioso perché continua a pensare che quello delle auto è il suo mondo, la strada che lo porterà ad essere nominato da Ciampi senatore a vita. La morte drammatica, nel 2009, del figlio Andrea al quale ha affidato il comando è per lui un brutto colpo che si aggiunge a quello dei problemi finanziari che l'azienda fatica a risolvere. Se n'è andato in una notte d'estate ed è un altro grande torinese in meno, di cui però continua a brillare la stella nel firmamento del Made in Italy.

 

SERGIO PININFARINA E UNA DELLE SUE CREATURE jpegSERGIO PININFARINA E UN MODELLO MASERATI jpegSERGIO PININFARINA E LA FERRARI jpegSERGIO PININFARINA E UN MODELLO FERRARI jpegSERGIO PININFARINA jpegpininfarina sergio

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO