eprice

CHE SENSO HA FARE L’AMAZON ITALIANA SE C’È GIÀ QUELLA ORIGINALE, CHE FUNZIONA MEGLIO? – SE LO DOVEVA CHIEDERE CHI HA BUTTATO UNA MAREA DI SOLDI IN “EPRICE”: PAOLO AINIO DI BANZAI, MATTEO ARPE, PIETRO BOROLI E ALTRI FINANZIERI E IMPRENDITORI, CHE SOGNAVANO DI CREARE UN SITO DI E-COMMERCE PARAGONABILE AL COLOSSO DI BEZOS. E INVECE, DOPO LA QUOTAZIONE E TANTE SPERANZE, IL SITO È AL COLLASSO: IL PATRIMONIO È AZZERATO E L’UNICA ANCORA DI SALVEZZA SONO GLI EMIRATINI DI “NEGMA”, CHE HANNO PROMESSO 20 MILIONI DI LIQUIDITÀ

Fabio Pavesi per “Verità & Affari”

 

eprice 2

Era partita più di 10 anni fa con l'obiettivo di diventare l'Amazon italiana, leader nell'e-commerce sul mercato domestico. Ora dopo una lunga agonia, con perdite cumulate per oltre 110 milioni di euro, quel sogno per ePrice (l'ex Banzai) si è del tutto frantumato.

Pochi giorni fa ha presentato istanza di fallimento al tribunale per la controllata ePrice Operations, mentre sempre pochi giorni fa la società Portobello si è aggiudicata il ramo d'azienda "marketplace" della partecipata.

 

paolo ainio

Ma è tutto il gruppo che boccheggia da tempo, con il patrimonio del tutto azzerato e che attende il salvataggio da parte di Negma Ltd, un fondo di Dubai che ha promesso, tramite un prestito obbligazionario convertibile, un'iniezione di denaro per oltre 20 milioni per evitare il crac definitivo.

 

I SOCI STORICI AINIO, ARPE, BOROLI E MICHELI

matteo arpe

La storia di ePrice è piena di nomi illustri che non sono riusciti mai a far decollare quella che doveva divenire l'Amazon tricolore. In primis Paolo Ainio, creatore di Banzai poi divenuta ePrice e quotata a piazza Affari dal 2015. Tra i soci forti lo stesso Ainio, ma anche Matteo Arpe con il suo fondo Sator, Pietro Boroli con la sua Vis Value e anche la Micheli associati srl guidata da Carlo Micheli, figlio del finanziere Francesco. Un parterre de roi che non è mai riuscito nel suo compito. Già prima della quotazione ePrice, mostrava più di una difficoltà.

 

CONTI IN CADUTA LIBERA

magazzino eprice

I conti non tornavano dato che dal 2011 in poi, pur con ricavi cresciuti negli anni successivi fino al 2014 da 100 a 185 milioni, la società non è mai riuscita a fare un solo euro di utile.

Poi l'Ipo, lo sbarco in Borsa, ma anche qui la musica non è cambiata. Nel 2015 con il titolo collocato a inizio anno a 6,7 euro (oggi vale solo 7 millesimi di euro!), ePrice chiuse l'anno con un rosso di 10 milioni su ricavi per 175 milioni. Da allora un lento avvitamento con perdite che si fecero crescenti e con fatturato in continua caduta.

 

PERDITE 2020 PER 33 Mln

pietro boroli

Nel 2020 i conti dicono di una perdita per 33 milioni di euro pari a un terzo dei ricavi crollati nel frattempo a 100 milioni. La crisi ha fatto esplodere le tensioni tra i due primi soci di allora, cioè Ainio con il 23% del capitale e Arpe con il 21%.

 

Già nel 2019 Arpe, che era entrato nel 2012 nel capitale con il fondo Sator, accusò pesantemente la gestione del duo Ainio e Pietro Scott Jovane, l'ex amministratore delegato di Rcs che era divenuto ad di ePrice.

 

ARPE DENUNCIA LA CATTIVA GESTIONE

Arpe voleva già allora un cambio di rotta significativo nella gestione dato che come denunciò allora: «Dall'Ipo, avvenuta nel 2015, ePrice ha perso l'80% del suo valore (da 6,75 euro a 1,40 euro) e ha bruciato oltre 130 milioni di euro.

paolo ainio banzai

 

Nonostante la società abbia venduto la divisione moda (Saldi privati) con proventi pari a 100 milioni di euro, a fine 2018 la posizione finanziaria netta era positiva per soli 7 milioni di euro».

 

Non solo, ma secondo il banchiere - ex ragazzo prodigio di Mediobanca - il gruppo «ha predisposto dal 2012 ben cinque piani industriali che non hanno mai rispettato gli obiettivi e nonostante i numeri negativi e mentre il Mol scendeva al minimo storico», continuava la denuncia di Matteo Arpe, «sono sempre stati concessi i bonus al top management. Il presidente e attuale ceo Paolo Ainio (primo azionista) e l'ex ad Pietro Scott Jovane hanno incassato 4 milioni di euro in 5 anni».

claudio calabi

 

NON C'È PIÙ PATRIMONIO

Così denunciava il creatore di Sator nel 2019 la cattiva gestione del gruppo. Situazione che è solo degenerata. Il bilancio del 2020 ha ricevuto una sonora bocciatura del revisore Ey e il 2021 non è ancora disponibile. Ma dalla relazione all'assemblea degli azionisti dell'aprile scorso ecco che emerge una ulteriore caduta.

 

 ePrice avrebbe chiuso il 2021 con ricavi per soli 1,3 milioni, una perdita per oltre 5 milioni, un patrimonio netto negativo per 10 milioni e nessun euro in cassa. Anche l'ultimo aumento di capitale da 20 milioni del 2020 non è servito a ripianare la situazione dato che è già stato bruciato. Nel frattempo sia Arpe sia Ainio sono di fatto usciti dal capitale della società.

 

Anche Carlo Micheli ha limato di molto la sua quota precedente che era arrivata al 14%. I soci restanti a oggi sono ancora Pietro Boroli con meno del 10% e Ugo Colombo con il 5%. Primo azionista è ormai il fondo distressed arabo, Negma che di fatto è il cavaliere bianco del gruppo dell'e-commerce e che si è impegnato a ripianare il deficit patrimoniale entro il 2022.

 

IL FLOP DI CALABI

eprice.

Neanche Claudio Calabi, l'attuale amministratore delegato, il manager ristrutturatore ex Rcs e Sole24ore e alla guida di Risanamento, è riuscito questa volta a riportare in carreggiata il gruppo quotato. Che ormai consunto capitalizza in Borsa in questi giorni, solo 2,8 milioni di euro. Il valore di un appartamento di lusso in centro a Milano. Davvero poca cosa, un'inezia dopo aver bruciato sul listino oltre il 99% da quella quotazione del 2015 che prometteva il grande sogno. Ma l'Amazon italiana non c'è mai stata: abortita fin dal decollo. Ora tocca agli arabi di Negma provare a resuscitare ePrice. Chissà.

ePricepietro scott jovane paolo ainio banzai eprice ePriceclaudio calabi. eprice eprice eprice

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…

lorenzo mariani carmine masiello - 1000miglia

VROOM VROOM! IN MEZZO AD UNA DELLE PIÙ GRANDI CRISI MONDIALI DEGLI ULTIMI DECENNI, FRA TENSIONI GEOPOLITICHE, MINACCE E ATTACCHI MILITARI DA TUTTI I FRONTI, IL NEOELETTO AMMINISTRATORE DELEGATO DI LEONARDO, LORENZO MARIANI, CHE FA? TROVA IL TEMPO DI SALIRE IN MACCHINA E FARE UNA BELLA VACANZA IN OCCASIONE DELLA 1000MIGLIA INSIEME AL SUO INSEPARABILE AMICO CARMINE MASIELLO, GRAN CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO ITALIANO - NOSTRI NUVOLARI DELLA DOMENICA SONO STATI IMMORTALATI E PROMOSSI TRIONFALMENTE SU TUTTI I CANALI SOCIAL DI LEONARDO. ECCOLI ALLEGRI E SPENSIERATI SU UNA FIAMMANTE AUTO D’EPOCA FRA COLLINE VERDEGGIANTI E VECCHI BORGHI, TANTO LE GUERRE VANNO AVANTI DA SOLE. ALLA FACCIA DEL CAMBIO DI PASSO CHE VOLEVA IMPRIMERE “PA-FAZZO” CHIGI….

otto e mezzo lilli gruber roberto vannacci giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini

DAGOREPORT - E SE L’ANTIDOTO PER RIMANDARE A COLLE OPPIO LA DESTRA DELLA DUCETTA MELONI FOSSE…L’ULTRA-DESTRA DEL DUCIONE VANNACCI? - PIÙ CHE UN’OPPOSIZIONE IMBELLE, POTÉ L’ASCESA DI FUTURO NAZIONALE? - L’ALTRA FACCIA DELLA OSPITATA-SHOW DALLA GRUBER HA DIMOSTRATO CHE IL GENERALISSIMO, UNA VOLTA LIBERO DI IMPERVERSARE NEI TALK, METTE IN MUTANDE MELONI, SGRETOLA SALVINI E INDIGNA MARINA BERLUSCONI - CHE LA PERFORMANCE ABBIA LASCIATO UN SEGNO PROFONDO IN MELONI LO SI È VISTO IL GIORNO SUCCESSIVO: DOPO MESI IN CUI LA PREMIER SI ERA TENUTA ALLA LARGA DA COMMENTI SULLE MOSSE DEL GENERALE, DAI BANCHI DEL GOVERNO HA CARICATO A TESTA BASSA: "PER 6 VOLTE AVETE VOTATO CONTRO LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE E RENZI" - ERA SUFFICIENTE SBIRCIARE IL LINGUAGGIO DEL CORPO DI LADY GIORGIA PER RIVELARE UNA PREMIER STANCA E COLLERICA CHE NON VEDE L’ORA DI FAR APPROVARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E ANDARE AL VOTO ANTICIPATO - AFFRONTARE UN ANNO DI CAMPAGNA ELETTORALE, CON UNA MAGGIORANZA DI FATTO SPACCATA, TRA FORZA ITALIA IN MODALITÀ LIBERAL&MARINA E UNA LEGA CHE VANNACCI STA SMANTELLANDO COME UN LEGO, MANDA IL SISTEMA NERVOSO DI MELONI IN TILT. ANCHE PERCHÉ LA DUCETTA NON PUÒ NEMMENO CONTARE SU FRATELLI D’ITALIA… - VIDEO

francesco silvestro fulvio martusciello

DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI SUOI ALLEATI: MENTRE LA LEGA IMPLODE E VIENE PROSCIUGATA DA VANNACCI, IN FORZA ITALIA DEFLAGRA LA LOTTA DI POTERE INTERNA – IL “CACICCO” TAJANEO DELLA CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È STATO SFIDUCIATO PUBBLICAMENTE CON UN DOCUMENTO APPROVATO DA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI. COINCIDENZA: IL PRIMO FIRMATARIO È…FRANCESCO SILVESTRO! IL SENATORE ACCUSATO PER UNA PRESUNTA VIOLENZA SESSUALE DI PIÙ DI UN ANNO FA, RICICCIATA CURIOSAMENTE PROPRIO ADESSO, A SCOPPIO RITARDATO…

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)