ignazio visco

A CHE SERVE BANKITALIA? A MONITORARE TWITTER - L’ISTITUTO TIENE D’OCCHIO CINGUETTII PER “CALCOLARE LE ASPETTATIVE D’INFLAZIONE E VALUTARE LA FIDUCIA DEI DEPOSITANTI”. BENISSIMO, MA CHE SUCCEDE QUANDO UNA SOCIETÀ FIORENTINA (BITGRAIL) BRUCIA 150 MILIONI CON LA CRIPTOVALUTA ‘NANO’? NIENTE - IL FUTURO DELLE BANCHE È IN MANO ALLA SILICON VALLEY, VIA NAZIONALE È PRONTA?

IGNAZIO VISCO

Sergio Luciano per Libero Quotidiano

 

 Mica dormono, in via Nazionale! Sono vigili sull' innovazione, magari si perdono qualche puntata ma poi si mettono in pari. Al punto che - parola di Fabio Panetta, vicedirettore generale della Banca d' Italia - l' istituto che fu di emissione monitora i social media «e in particolare Twitter per calcolare le aspettative d' inflazione o per valutare la fiducia dei depositanti»!

 

schiavi dei social network

Cioè, è chiaro? Il mondo si è accorto che Facebook è al soldo di chiunque voglia arraffare profili privati dei suoi utenti per tentare di coartarne le opinioni politiche e lo scandalo ha costretto Mark Zuckerberg, padrone del social media, a chiedere scusa; Francia, Germania, Commissione europea e Parlamento Ue preparano leggi per la prevenzione e la repressione delle "fake news" - insomma, le bufale - che inquinano i social media; e la Banca d' Italia che fa?

 

Lei, beata, monitora Twitter per valutare la fiducia dei depositanti. Emozione a Wall Street: chissà che domani il titolo dell' uccellino blu non recuperi un po' di quel 20% di quotazione che ha perso nelle ultime due settimane.

donald trump tweet

 

Del resto, sempre meglio essere monitorati dalla Banca d' Italia - almeno qualcuno che li prenda sul serio! - quando, come Twitter, si ha il proprio amministratore delegato e cofondatore Jack Dorsey che venti giorni fa ha pubblicato proprio sul suo social un enorme mea culpa: «Non siamo orgogliosi di come le persone hanno approfittato del nostro servizio», ha scritto, «o della nostra capacità di affrontare il problema in tempi sufficientemente veloci». Nessuno è profeta in patria, avranno pensato i dipendenti di Twitter: se il nostro fondatore ci fustiga, consoliamoci con Panetta!

twitter

 

SOCIETÀ QUOTATE

Ma c' è di più. Il banchiere ha aggiunto che la Banca d' Italia usa i social-media anche «per monitorare la fiducia dei consumatori verso determinate società quotate e i suoi effetti sulla volatilità e i volumi di scambi». E questo già si capisce meglio, perché la gente si confessa sui social, anche se magari più che altre per vomitare insulti o innalzare inni: diciamo che le opinioni pacate e le analisi lucide scarseggiano.

 

Quindi per carità: meglio monitorare questa roba qui che le nomination del Grande Fratello. Oppure le quotazioni immobiliari: «Facciamo ricerche sui singoli annunci immobiliari online che servono ai ricercatori della Banca d' Italia», ha fatto sapere Panetta, «per capire la microstruttura del mercato immobiliare italiano».

 

twitter 3

E come dargli torto, visto che ormai l' 80% delle transazioni immobiliari nascono dal web? Veramente ci sarebbe anche il catasto, le conservatorie notarili eccetera, ma sanno di vecchio e poi vuoi mettere la antica e condivisa truffa di non dichiarare mai nel rogito di compravendita il prezzo vero su cui pagare le tasse, con la nuova e più eccitante possibilità di sparare prezzi folli sul web, tanto poi si sa che nessuno ci crede? Peraltro, c' è tanto da fare e da studiare - ma veramente - per le banche centrali sul web.

 

CRIPTOVALUTE

Per esempio le famose criptovalute, quelle robe digitali che sostituiscono il denaro, nel senso che prendono quello vero dalle tasche dei gonzi e lo sostituiscono con quello finto.

 

FABIO PANETTA

C' è una società a Firenze, Bitgrail, che ha bruciato 150 milioni di dollari investiti in una criptovaluta dell' Arizona chiamata "nano", un buco peggiore di Banca Etruria: una bella monitorata ci poteva pure stare, col senno di poi. Insomma, le tecnologie digitali, dopo aver spappolato il settore della musica, quello delle agenzie di viaggio, in buona parte quello dell' informazione, stanno per spappolare anche le banche.

 

Per ora sottraendogli il business dei pagamenti: buon per noi, che paghiamo meno commissioni sulle carte di credito, male per le banche, cui noi però continuiamo ad affidare i nostri soldi. Ora inizia l' attacco concentrico: prestiti digitali, factoring digitale, tutto in mano ad Amazon o Apple o Google & Co. Giusto che la Banca d' Italia (7mila dipendenti) se ne occupi: un po' per capire, un po' per difendere.

Nano Francesco Firano

 

Non il passato ammuffito, ma i diritti della gente, che non ammuffiscono mai. E che sui social finora sono stati solo e sempre calpestati. Con buona pace dei trend-topic di Twitter, dove si descrive un mondo che spesso, e per fortuna, con quello reale c' ha poco a che fare.

 

 

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