russia crisi

SPROFONDO RUSSO - IL RUBLO CROLLA E I SOVIETICI CORRONO A COMPRARE AUTO, TV, COMPUTER, CASE: MEGLIO SPENDERLI CHE LASCIARLI SVALUTARE IN BANCA - GRANDE FESTA PER GLI STRANIERI: UN IPHONE 6 COSTA 350 EURO INVECE DI 800

Nicola Lombardozzi per “la Repubblica

 

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  9la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 9

Dimenticatevi le lunghe code tristi e rassegnate dell’era sovietica. Allineati in centinaia dietro ai banconi di “M. Video”, megastore aperto giorno e notte di fronte alla stazione Alekseevskaja della metropolitana, si sente nell’aria perfino una sorta di perversa euforia.

 

La crisi che sta devastando l’economia russa, il rublo che perde valore ogni giorno di più, gli sproloqui incomprensibili dei grandi esperti d’economia che ormai monopolizzano radio e tv annunciando una povertà imminente, regalano intanto al russo medio un’occasione storica: vivere almeno un giorno da leone, anzi da aquila, come nella fiaba raccontata da Pushkin ne La figlia del capitano e che qui tutti hanno studiato a scuola.

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  8la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 8

 

Lo capisci dai discorsi di Olga e Igor, coppia di giovani insegnanti, che si sporgono da questa folla di famiglie, pensionati, compassati funzionari statali, a rimirare le meraviglie dell’elettronica d’importazione. Lui prova a razionalizzare: «I risparmi che abbiamo prelevato in banca, già domani potevano essere carta straccia. Prendiamo una tv gigante, ora o mai più». Lei: «Sì, ma non troppo grande. Ci serve anche una lavatrice e un computer per i ragazzi. Questione di ore e qui aumenta tutto del doppio e non ci resta più niente da fare».

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  7la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 7

 

E li vedi discutere sorridenti come se la situazione fosse allegra, fare calcoli e infine accordarsi: un bestione coreano a cristalli liquidi da 42 pollici, una lavatrice costruita in Russia dalla Indesit e un laptop ultima generazione. Totale: 45mila rubli. Che ieri sera equivalevano ad appena 550 euro, esattamente la metà di soli due mesi fa. E la strana euforia ha preso un po’ tutti.

 

La lunga coda che si avvia verso l’uscita è tutto uno sfilare di casse, scatole e buste: smartphone, tablet, frigoriferi, macchine per fare il pane. «Non erano proprio delle spese urgenti — ammette un tipo in colbacco che trascina una scatola rossa più alta di lui — ma sempre meglio comprare qualcosa che lasciare morire i soldi in banca».

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  6la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 6

 

Stesse scene in tutti i negozi della capitale e delle grandi città russe. Chi può, usa la carta di credito o il bancomat. I clienti della Sberbank, la banca più grande del Paese, che per prudenza ha momentaneamente bloccato tutte le carte per qualche ora, fanno una doppia coda. Prima vanno in agenzia a estinguere il conto, poi si precipitano da “M.Video”, o da “Svjaznoj” o in altri grandi magazzini. Bisogna fare in fretta perché gli aumenti arriveranno presto e qualche commerciante più furbo degli altri ha già messo il cartello “tutto esaurito”.

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  5la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 5

 

La Apple ha chiuso la sua rete di vendita su Internet e annuncia rincari di oltre il 20 per cento. Anche molti gioiellieri hanno preferito calare le saracinesche sapendo di poter rivendere ben presto la loro merce a molto di più. Magari sotto Natale, che qui cade il 7 gennaio.

 

Putin tace. Solo oggi, fa sapere, affronterà l’argomento nella attesa conferenza stampa di fine anno. Racconterà dell’intervento massiccio del Tesoro e della Banca centrale per mettere in sicurezza gli istituti di credito, insisterà sulla forza globale dell’economia russa. Denuncerà genericamente speculatori e oligarchi approfittatori. I guai veri però stanno per arrivare. Alcuni settori commerciali e industriali sono in crisi aperta. Il colosso Gazprom minaccia di tagliare gli organici. La disoccupazione torna a essere uno spettro palpabile.

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  4la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 4

 

Ma i problemi più seri si affronteranno poi. Per il momento riguardano ancora una fascia minima della popolazione toccata nei rincari spaventosi della borsa della spesa.

 

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  3la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 3

La situazione appare ancora sopportabile, basta cambiare abitudini e anche gusti: ridurre l’amato grano saraceno, l’ingrediente più amato sulle tavole russe, che è al centro di una spudorata speculazione; comprare agrumi e pomodori cinesi o mele rachitiche che arrivano dalla Serbia; rinunciare all’acqua minerale filtrando quella del rubinetto; affrontare con qualche sacrificio l’annunciato raddoppio del prezzo del tè, del caffè e dell’alcool. Per il resto tanto vale godersi il momento ripetendosi continuamente un antico proverbio russo che si può più o meno tradurre così: «Neanche la morte fa paura se l’aspetti vivendo alla grande».

 

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  2la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 2

Per questo quelli un po’ più danarosi comprano più roba possibile. L’auto diventa il bene rifugio più alla portata. In un paio di giorni, mentre il rublo scendeva e la Banca centrale bruciava quasi sette miliardi di dollari per frenarne la caduta, si sono svuotati i parcheggi delle concessionarie Bmw, Range Rover, Renault, Mercedes. E sopratutto quelli delle auto di casa, le Lada della Avtovaz di Togliattigrad che non avrebbe mai immaginato di chiudere l’anno in crescendo dopo un periodo di inquietante stasi del mercato.

 

la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo  1la corsa dei russi nei negozi per la crisi del rublo 1

Ai troppo ricchi è andata male: Bentley e Jaguar hanno deciso di chiudere le vendite in attesa di uno ristabilimento dei prezzi. Ma i ricchi, si sa, hanno mille risorse. Investono in appartamenti che si stanno vendendo come non mai nel centro delle grandi città, antiquariato, arredamento di lusso. Molti di loro posseggono direttamente valuta pesante che in questi giorni è diventata pesantissima. O la comprano dai cambiavalute accettando prezzi molto più alti. Ieri in certe agenzie il rublo, quotato a 90 per un euro, veniva venduto anche a 110.

 

Addirittura miracolati i turisti occidentali che si sono trovati a passare da Mosca in questi giorni. I più svegli hanno fatto incetta di tutto quello che potevano, dal caviale beluga ai telefonini. Come quella coppia di americani in viaggio di nozze che ieri sera, all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, ha sconvolto la commessa del duty free portandosi a casa tutti gli iPhone e i tablet che aveva sul bancone. Affari d’oro: iPhone 6 a 350 euro, iPhone 6 plus a poco più di 400. E pare che abbiano pure avuto la faccia tosta di chiedere uno sconto.

 

putinputin

Con lo stesso spirito migliaia di finlandesi e di cittadini delle repubbliche baltiche sono calati con aerei e traghetti in Russia per “saccheggiare” negozi e boutique. Per non parlare della “rivincita” sociale degli abitanti dell’ex Unione Sovietica, bielorussi e kazaki in testa, che comprano, a seconda della disponibilità, oggetti d’oro, computer, antiche icone o addirittura case di villeggiatura con tanto di parco sugli Urali dove si è registrato un sorprendente boom delle vendite. Euforia, apparentemente insensata, accompagnata comunque da un sano pragmatismo.

 

Accanto alla nuova tv, al supertelefonino, molte famiglie russe hanno messo anche una piccola scorta di quei generi che, ai tempi dell’Urss, venivano considerati di sicurezza: farina, grano saraceno, fiammiferi e sapone. «È quasi un rito scaramantico — dice il popolare scrittore satirico Dmitrj Bykov — non è roba che cambia la vita ma, a chi è nato in Unione Sovietica, da comunque un senso di sicurezza. E ne abbiamo tutti molto bisogno».

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...