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EUROPA VASO DI COCCIO - LO STARNUTO CINESE FA TREMARE L'INTERO CONTINENTE, E DRAGHI SI AFFRETTA A POMPARE I MERCATI DI LIQUIDITÀ E FIDUCIA - STIME PIÙ DEBOLI DEL PREVISTO, INFLAZIONE DI NUOVO MOSCIA. E I CALCOLI SONO STATI FATTI L'11 AGOSTO, PRIMA DEI CROLLI CINESI

Tonia Mastrobuoni per “la Stampa

 

padoan, ministro dell'economia (d), con il presidente della bce mario draghi padoan, ministro dell'economia (d), con il presidente della bce mario draghi

Alla vigilia di una importante riunione del G20 che avrà come tema centrale la Cina, Mario Draghi e il Fondo monetario internazionale hanno ammesso che le recenti dinamiche della seconda economia al mondo sono una minaccia per la ripresa. La Bce ha rivisto in peggio sia le stime sull’inflazione, sia le previsioni sulla crescita per l’eurozona, rivelando che non tengono ancora conto delle turbolenze sui mercati cinesi. Il Fondo ha ammesso che il Pil globale potrebbe essere «molto più debole» rispetto alle stime formulate ad oggi, anche se mantiene per ora valori del 3,3% per quest’anno e del 3,4% per l’anno prossimo.

 

MARIO DRAGHI ALLA BCE MARIO DRAGHI ALLA BCE

Ma le parole di Draghi sono riuscite a mettere le ali alle Borse e a regalare uno scivolone all’euro contro il dollaro.

 

Il presidente della Bce ha detto che la riunione dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali che si apre oggi nella capitale turca sarà cruciale per una maggiore chiarezza sulle prossime mosse di Pechino. Di conseguenza, la Bce è pronta «a usare ogni mezzo» per mantenere l’andamento dei prezzi sotto controllo nell’area dell’euro. E ad estendere il “Quantitative easing” (Qe), il programma di acquisti di bond sovrani e privati, oltre settembre del 2016, «se necessario».

 

Ma l’Eurotower potrebbe anche modificarne «l’entità, la composizione e la durata». Intanto, già ieri il consiglio direttivo ha decretato che il limite dei titoli di Stato che possono essere comprati dalle banche centrali viene aumentato dal 25 al 33 per cento. Le parole del banchiere centrale italiano hanno euforizzato le Borse e l’euro si è indebolito quasi di un punto rispetto al dollaro, a quota 1,11, durante la conferenza stampa.

 

EURO DOLLARO EURO DOLLARO

Le nuove previsioni sull’inflazione per l’area dell’euro calcolano che aumenterà appena dello 0,1% quest’anno, dell’1,1% l’anno prossimo e dell’1,7% nel 2017 (contro, rispettivamente, 0,3%, 1,5% e 1,8% delle stime di giugno). Effetto, soprattutto, della caduta del prezzo del petrolio. Nei prossimi tre anni la Bce non riuscirà a centrare l’obiettivo statutario del 2%, dunque. Draghi ha ammesso anche che nei prossimi mesi i prezzi «potrebbero tornare negativi». Anche l’orizzonte della crescita si è incupito: 1,4% nel 2015, 1,7% nel 2016 e 1,8% nel 2017 (a giugno le stime erano: 1,5%, 1,9% e 2%).

 

Il presidente della Bce ha detto «non sappiamo se la volatilità è destinata a restare o se ha un effetto transitorio», nel primo caso peserebbe ulteriormente sul recupero dell’eurozona.

 

SCOPPIATA LA BOLLA ALLA BORSA SHANGHAISCOPPIATA LA BOLLA ALLA BORSA SHANGHAI

L’Eurotower è preoccupata per il rallentamento di Pechino ma anche per le recenti svalutazioni del renminbi decise dalla banca centrale cinese: fattori che schiacciano l’andamento dei prezzi in Europa. L’inflazione ha appena rialzato la testa dopo il rischio deflazione sfiorato l’inverno scorso e scongiurato anche dal Qe, dall’acquisto massiccio di titoli deciso da Draghi all’inizio dell’anno.

 

Il presidente della Bce ha ricordato due volte l’impegno dei Paesi del G20 «a non usare le politiche di cambio in modo competitivo». Ovvio che sarà questo il tema su cui il presidente della banca centrale dell’eurozona vorrà incentrare la discussione con Pechino. Anche il segretario di Stato americano, Jack Lew, ha messo in guardia la Cina dalle manipolazioni del cambio: «cercheremo un impegno su questo» ha dichiarato in un’intervista televisiva.

 

borsa shanghai 1borsa shanghai 1

Le stime su Pil e inflazione della Bce rischiano oltretutto di essere corrette ancora in peggio: sono state formulate entro il 12 agosto, dunque prima dei tonfi delle Borse dovute agli scossoni cinesi (la svalutazione del renminbi è stata decisa l’11 agosto). L’unica nota positiva è che in un quadro ancora dominato dalla stretta creditizia, «i flussi stanno migliorando considerevolmente in alcuni Paesi sotto stress come la Spagna e l’Italia, ma anche la Francia».

 

 

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