apple samsung

SE NON PUOI BATTERLI, RICOPRILI DI MILIARDI - APPLE COMPRA MICROCHIP DI SAMSUNG PER 13 MILIARDI L'ANNO: TRA I DUE EX LITIGANTI È IN CORSO UNA TREGUA MOLTO PROFICUA. I NUOVI VERTICI PENSANO AI SOLDI E NON ALLE RIVALITÀ

Maria Teresa Cometto per “CorrierEconomia - Corriere della Sera

 

samsung sfida apple con due smartphone e pagamenti 'mobile a47cce5dsamsung sfida apple con due smartphone e pagamenti 'mobile a47cce5d

È una storia di amore-odio iniziata nel 2007, quando il primo iPhone debuttò sul mercato e aveva un «cuore» coreano. Ma ora la relazione fra Apple e Samsung sta diventando sempre più simbiotica: anche se i due colossi dell’high-tech continuano a essere acerrimi rivali nel business degli smartphone, nel settore dei semiconduttori invece le loro fortune sono strettamente legate.

 

La nuova generazione dei telefonini «intelligenti» con il marchio della Mela, che si dovrebbe chiamare iPhone 6S, funzionerà infatti con un microprocessore, l’A9, fabbricato in gran parte — 60% degli ordini — da Samsung in Corea del Sud, mentre il 40% dei chip sarà fatto dall’americana GlobalFoundries, secondo le stime degli analisti. Un ribaltamento rispetto all’anno scorso, quando era stata la cinese Tsm (Taiwan semiconductor manufacturing) la fornitrice numero uno di Apple. Le società di ricerca iFixit e Chipworks hanno poi scoperto che anche il processore delle applicazioni del nuovo Apple Watch è fatto da Samsung.

 

EX RIVALI

APPLE SAMSUNG RTR RW APPLE SAMSUNG RTR RW

Ma perché l’azienda di Cupertino si fida della rivale per componenti così delicati delle sue creature? Il fatto è che Samsung è diventata negli ultimi anni leader nella produzione di chip per smartphone e un partner molto affidabile. Chi lavora nella sua divisione «semiconduttori» è ovviamente tenuto alla massima segretezza sui progetti in corso e non ha mai fatto trapelare alcunché ai colleghi impegnati nella divisione «mobile». Quindi Apple si fida più di loro che dei cinesi di Tsm. Inoltre la qualità dei chip coreani è di altissimo livello e alla Apple conviene approfittarne, senza disperdere le energie trattando con troppi fornitori.

APPLE VS SAMSUNGAPPLE VS SAMSUNG

 

Così fra il 2010 e il 2013 il fatturato annuo di Samsung generato dalla vendita di microchip alla Apple è più che raddoppiato da 6 a 13 miliardi di dollari, secondo un’analisi di Morgan Stanley. L’anno scorso c’era stata una pausa di riflessione nella partnership fra le due aziende, ma poi è ripresa alla grande in agosto, in coincidenza con la tregua in tribunale dichiarata dall’amministratore delegato di Apple.

 

APPLE VS SAMSUNG jpegAPPLE VS SAMSUNG jpeg

Tim Cook infatti ha deciso di abbandonare la strategia di guerra legale iniziata dal fondatore Steve Jobs e di chiudere una serie di cause contro Samsung per violazione dei brevetti. Qualche strascico della vecchia politica c’è ancora: la settimana scorsa è volato per esempio un nuovo scambio di accuse di scorrettezza, dopo che una corte d’appello americana ha deciso di ridurre la multa da quasi 1 miliardo di dollari comminata in precedenza a Samsung.

 

L’EREDE DI SEUL

LEE KUN HEELEE KUN HEE

Ma un’altra imminente novità può contribuire al clima di collaborazione fra Apple e Samsung: il cambio alla guida anche dell’azienda coreana, con il passaggio di consegne del presidente 73enne Lee Kun Hee al figlio 46enne Lee Jae-yong, finora vice presidente. Il padre è in stato semi cosciente all’ospedale da un anno a causa di un attacco cardiaco. E l’erede sta assumendo sempre più potere: da poco è diventato presidente di due fondazioni importanti con cui la sua famiglia mantiene il controllo del conglomerato Samsung. Manca solo l’annuncio ufficiale della sua nomina a presidente dell’intero gruppo.

 

JAY LEE FIGLIO DEL FONDATORE DI SAMSUNG LEE KUN HEEJAY LEE FIGLIO DEL FONDATORE DI SAMSUNG LEE KUN HEE

Educato in scuole d’élite come la coreana Seul national university, la giapponese Keio e l’americana Harvard business school, Lee Jae- yong ha già dato segni di voler cambiare la filosofia del padre, tesa a conquistare quote di mercato con alti volumi di vendite.

 

Con quella politica Samsung è diventata il numero uno al mondo degli smartphone con una quota di mercato del 24% (aveva toccato il 35% nel 2013). Il volume di vendite dei suoi Galaxy non si è tradotto in un boom di guadagni, anzi, il margine di profitto lordo del suo business «mobile» è sceso all’11%, un quarto di quello di Apple.

 

tim cook e steve jobs tim cook e steve jobs

L’attività del gruppo Samsung che invece sta emergendo come più profittevole è proprio la produzione di microchip. Dal 2010 i coreani investono una decina di miliardi di dollari l’anno nella costruzione di fabbriche di chip sempre più sofisticate. Ora ne hanno appena avviata una del costo di 14,3 miliardi di dollari. E questi investimenti hanno cominciato a pagare: nel 2014 i profitti operativi della divisione semiconduttori hanno rappresentato il 35% del totale, in rialzo del 19% dal 2013; e nel primo trimestre 2015 sono aumentati del 50%, mentre quelli del business «mobile» sono crollati del 60%, sotto la pressione dei concorrenti low cost.

 

Tim Cook e Steve JobsTim Cook e Steve Jobs

Per rilanciare i profitti nel settore degli smartphone la Samsung sotto Lee Jae-yong ha ridotto il numero dei modelli e utilizzato i chip fatti «in casa», mentre finora si era avvalsa di quelli della Qualcomm. Dentro l’ultimo nato dei Galaxy, l’S6, c’è l’Exynos 7 prodotto dalla stessa Samsung. È un modo per ridurre i costi ma anche controllare meglio l’innovazione.

 

La strana coppia Apple-Samsung, oggi unita da un chip, può insomma continuare a crescere insieme .

 

 

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