stephen wozniak steve jobs

“VOLEVO SOLO UN COMPUTER TUTTO PER ME”: COSI’ E’ NATO “APPLE 1” – PARLA STEVE WOZNIAK, CO-FONDATORE DI CUPERTINO: LITIGAVA CON JOBS, “NON AVEVA UN SOLDO IN BANCA” – LO CHIAMANO L’”INGEGNERE”, MA DICE CHE LA CREATIVITA’ SERVE QUANTO LA SCIENZA – LE TASSE ELUSE DA APPLE? ''LE AZIENDE DOVREBBERO PAGARE LA STESSA ALIQUOTA DEI CONTRIBUENTI''

 

Massimo Sideri  per il Corriere della Sera

 

Gli chiedi del conflitto sulle tasse tra Bruxelles e la Apple - di cui è azionista e cofondatore - e ti dice che «le società, secondo la mia opinione, dovrebbero pagare lo stesso livello di tasse sui guadagni che pagano le persone che lavorano». Gli chiedi della privacy e dei social network e dice che «dobbiamo difenderla. Ciò che è privato deve rimanere totalmente privato», anche se, riconosce, «ho una pagina Facebook: mi piace incontrare le persone. Degli amici mi hanno visto qui a Milano e ho già organizzato dei caffè e una cena».

Stephen Wozniak Steve Jobs1Stephen Wozniak Steve Jobs1

 

Gli chiedi poi degli ingegneri (lui è forse il più famoso degli ingegneri della Silicon Valley, per molti l' Ingegnere) e lui dice che «è più importante la creatività delle famose materie Stem» (acronimo che sta per science , technology , engineering , mathematics ), considerate il passepartout per i lavori del futuro. Gli chiedi del presidente Donald J. Trump e ti dice che «non mi occupo di politica ma certo se fosse per me vorrei qualcun altro...».

 

Gli chiedi infine dell' oggetto sacro per la Apple, quell' iPhone che ha appena compiuto 10 anni e dice che «ha avuto successo per il perfetto timing: esistevano già degli smartphone, ma l' iPhone è arrivato con le reti 2G e ha beneficiato del passaggio al 3G». Come se le rivoluzioni fossero così facili.

 

Stephen Wozniak Steve Jobs con Apple1Stephen Wozniak Steve Jobs con Apple1

Gli anni passano veloci. Le tecnologie cambiano ancora più velocemente. Ma lui, Stephen Wozniak, quello che è sempre stato l' altro Steve della Apple, il «vero» padre dell' Apple I, sembra sempre lo stesso. Un' icona genuina di quello che voleva essere la Silicon Valley prima di diventare una multi-billion Valley.

 

L' Amarcord è sempre potente: «Ricordo quando ero bambino e in quell' area della California c' erano alberi a perdita d' occhio. Impiantarono le fabbriche dei transistor e altre società di transistor arrivarono. Poi fecero il chip e arrivarono le start up dei chip. Ricordo quando un chip era potente come sei transistor. Oggi in un chip ci sono dieci miliardi di transistor».

 

Steve, detto «The Woz», piace per questo. Zero retorica. A 66 anni è rimasto quello che litigava con Jobs per abbassare il prezzo del personal computer che ha contribuito a inventare affinché chiunque se ne potesse permettere uno. «Ogni 4 persone anche nelle società tecnologiche c' era un unico computer. Ma io volevo il mio!».

 

Ecco com' è nato l' Apple I.

Stephen WozniakStephen Wozniak

«Non avevamo soldi. Steve Jobs non aveva niente nel conto in banca. Ma le società non sapevano che farci dei personal computer». Alla fine avevano ragione loro: tutti ne avrebbero voluto uno. Anche più di uno. Ma questa è storia. Oggi dice che l' italiano è la lingua con il suono migliore al mondo.  L' italiano è bellissimo, ma qui in Italia abbiamo solo una società tecnologica il cui valore supera il miliardo. Investiamo poco se confrontato con gli altri Paesi: centinaia di milioni contro miliardi. Abbiamo tante start up ma mediamente piccole.

 

Cosa consiglierebbe di fare?

«Sono contento di sapere che ci sono tante start up. Ma è veramente difficile capire quando una società potrebbe diventare un unicorno. Dieci società che valgono oltre un miliardo normalmente corrispondono a uomini di business, manager, gente ricca e tanti soldi. In ogni posto dove vado in Italia, anche a Milano, ci sono tantissimi soldi. Bisogna decidere di investirli in capitale di rischio. Il mondo cambia molto velocemente è bisogna essere avventurosi e prendersi dei rischi. I business locali non funzioneranno. Se guardiamo bene il futuro è fatto da grandi società che crescono in un mondo fatto di commerci internazionali».

TRUMPTRUMP

 

Però il presidente Trump sembra volere andare verso un Paese con maggiore protezionismo. Ha tentato di bloccare l' immigrazione. Lei è di origine polacca. Per ora Trump si muove come un anti-global. Per voi nella Silicon Valley sarà un problema?

«Trump è il presidente e ha il diritto di andare nella sua direzione. Non va in quella dove io vorrei, cioè verso un mondo globalizzato. La Silicon Valley è un posto reale, con più della metà delle gente che non parla inglese. Siamo molto diversi e abbiamo tanti immigrati. Cerchiamo di avere una politica diversa. Potrebbero chiedermi cosa fare e potrei dire cosa andrebbe fatto, ma non mi piace occuparmi di politica».

 

Lei ha rivoluzionato il mondo con un hardware, ma oggi sembra che sia il software a dominare la sfida del cambiamento: l' intelligenza artificiale, il cloud, il cosiddetto machine learning, gli algoritmi. Qual è la qualità migliore per affrontare un futuro che sembra così incerto almeno per molte professioni?

Stephen Wozniak Steve JobsStephen Wozniak Steve Jobs

«Una delle cose più importanti per il futuro, per la creazione di start up e per le società tecnologiche è l' ispirazione. Bisogna immaginare il futuro e quello che le persone vogliono, com' è accaduto con lo smartphone. L' ispirazione è più importante della stessa conoscenza. La cosa fondamentale è avere un' idea nella tua testa. Se milioni di persone leggono lo stesso libro questa non è intelligenza. La creatività nasce quando il mondo viene creato. È creare qualcosa che non esiste, qualcosa dal niente. L' innovazione si può manifestare anche nel creare un tavolo, nel pensare a come posso crearlo. O scrivendo: quando una persona scrive lo fa in maniera diversa da come lo fanno gli altri. Per questo anche le materie Stem non sono creatività».

PROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA APPLEPROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA APPLE

 

Lei che ne è il cofondatore è anche un azionista Apple, vero?

«Sono un azionista Apple».

 

Cosa pensa allora del braccio di ferro tra l' Europa e la Apple sul pagamento di maggiori tasse?

«Ho lavorato duramente nella vita e pago tutte le tasse, non ho mai avuto problemi con le Autorità e non ho mai messo il mio denaro in diversi Stati. Pago le tasse. Credo che una società che produce ricchezza e che ha un capital gain dovrebbe pagare le stesse tasse che paga una persona che lavora. Ovviamente non posso decidere di andare contro la Apple. Apple non ha torto. Il difetto è il sistema. Dunque Apple deve farlo: non potrebbe decidere arbitrariamente di pagare sopra quello che paga un' altra società. Deve cercare di pagare le tasse più basse. La colpa non è di Apple ma del sistema che lo permette».

LE TASSE DI APPLE E GOOGLELE TASSE DI APPLE E GOOGLE

 

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