callas

CAFONALINO - MARIA CALLAS, LA VOCE DEL SECOLO – A 40 ANNI DALLA SCOMPARSA, IL DOCUMENTARIO DI TOM VOLF LA FA RIVIVERE ATTRAVERSO DOCUMENTI D’EPOCA – LA "DIVINA" RACCONTA ANCHE QUANDO ARISTOTELE ONASSIS LA LASCIO’ PER SPOSARE JACQUELINE KENNEDY: "FU COME SE AVESSI PRESO UN COLPO IN TESTA, È DISGUSTOSO” - L’ANTEPRIMA DEL FILM AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA: ECCO CHI C'ERA – VIDEO

 

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

Fulvia Caprara per la Stampa

 

tom volf

L' unica lettera scritta a Onassis pochi mesi prima della separazione, i filmini in Super8 girati in segreto dagli ammiratori durante le serate più importanti, il carteggio amoroso con il marito, l' imprenditore Giovanni Battista Meneghini, le interviste per le tv statunitensi, italiane e francesi in cui parla apertamente dello stress da celebrità, il documento della Nbc (del '69) in cui, accompagnata da Pier Paolo Pasolini, spiega la decisione di diventare attrice.

 

Di questi e di mille altri preziosi materiali è fatto Maria by Callas, il film di 113 minuti (dal 16 nelle sale con Lucky Red) che il regista Tom Volf ha dedicato alla «Voce del secolo»: «Ho cercato ovunque e ho avuto la fortuna di incontrare persone che sono sempre state accanto alla Callas e che non avevano mai accettato di parlare.

 

Il mio scopo era fare un film in cui non ci fossero parole che non fossero state effettivamente pronunciate da lei».

 

riccardo milani paola cortellesi

Così, a 40 anni dalla scomparsa, il mito rivive in una narrazione che mette a confronto le due immagini della Divina, quella pubblica e quella privata, facendo emergere malinconie e contraddizioni di una star che per l' intera esistenza ha vissuto uno sdoppiamento pericoloso.

 

Da una parte il jet set internazionale, gli scandali sulle copertine dei rotocalchi, la mutazione fisica che la rese modella perfetta per favolosi stilisti come Yves Saint-Laurent, l' ammirazione sconfinata dei fan. Dall' altra il sogno mancato di una famiglia felice, la difficoltà di proteggersi dai danni della notorietà, la delusione del cuore, la solitudine degli ultimi anni.

 

paola turci

«Non possiamo dire - riflette il regista - che una persona sia allegra oppure triste. Seppur straordinaria la vita di Callas ha avuto, come quelle di tutti, alti e bassi. Mi interessava mostrare l' essere umano che si nascondeva dietro il mito».

 

L' intero racconto si snoda attraverso la voce della protagonista, Anna Bonaiuto nella versione italiana (Fanny Ardant in quella francese), ed è supportato da immagini tornate letteralmente in vita grazie a procedimenti che ne hanno esaltato i colori e ravvivato il bianco e nero: «I materiali originali sono stati digitalizzati e sottoposti a un importante lavoro di restauro. Bisognava ripulire, organizzare e armonizzare il tutto, in modo da arrivare a un film omogeneo, basato su una documentazione assolutamente autentica».

 

tom volf regista

Nel mare di testimonianze delle esibizioni, Tom Volf ha selezionato «brani forti, simbolici, come Casta diva » con l' obiettivo di non rivolgersi «agli amatori, quelli che sanno già tutto, ma bensì di far emergere il legame stretto che univa spesso quello che Callas cantava a quello che accadeva nella sua vita».

 

Della fitta galleria di comparse celebri fanno parte figure cruciali del secolo scorso: Churchill e Kennedy, registi come Visconti, Pasolini, Zeffirelli, e poi Marilyn Monroe, Liz Taylor, Alain Delon, Grace Kelly, il Principe Ranieri e naturalmente Aristotele Onassis, l' armatore miliardario di cui Callas si innamorò perdutamente, precipitando in una spirale autodistruttiva e ricavandone una bruciante frustrazione quando lui, senza avvertirla, l' abbandonò per sposare Jacqueline Kennedy.

 

francesco rutelli barbara palombelli

Una tragedia greca, proprio come le origini dei due protagonisti, che lasciò nella Divina il germe di un' inguaribile depressione: «Fu come se avessi preso un colpo in testa - racconta nel film-, è disgustoso, cercherò di mettere ordine nella mia testa dolorante, e di sopravvivere».

 

Spiegare le ragioni del culto di Callas, tuttora tra gli artisti più venduti del globo, con una pagina Facebook da oltre 600 mila like, sarebbe stata impresa temeraria. Il film va oltre: «Nel mondo - osserva Volf - e nelle diverse generazioni, ci sono persone che non sanno nulla di opera, ma conoscono tutto di Callas.

E questo la rende, oggi, quasi più viva di allora».

tom volf federica tittarelli cerasipiera degli espostiippolita di majo mario martonedaniela e stefano traldianna bonaiuto e andrea occhipinticarla e aurelio reginacarlo fuortes georgette ranuccianna bonaiutogiuliana gambaandrea occhipintianna bonaiuto tom volfcarlo fuortes georgette ranucci tom volfdaniela schiazzano con cappello sudafricanodorotea mercurigiampaolo letta con la moglie rossanagiulia andograzia schiavoiaia fortela baronessa sibilia valentelino guancialelocandinamarika bollea nicoletta odescalchimarisa stirpe valeria licastro camilla morabitomaurizio capraranicola guaglianonenicoletta odescalchipaola cortellesi franca valeripaola cortellesi saluta franca valeripaola turci francesco rutellipaola turci olga bruccianirosanna angelettisandra verusio bruno pisaturoregina schrecker (2)sonia bergamasco

 

dorotea mercuri saverio ferraginafabiana e renato balestrafranca valeri con le sorelle silvia e caterina d amicofrancesco piccolomaddalena e gianni lettapappi corsicatopiera detassisregina schrecker (1)

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…